Lobby gay in Vaticano, Becciu: “Basta denunce anonime: chi sa parli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2014 11:16 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2014 11:16
Lobby gay in Vaticano, Becciu: "Basta denunce anonime: chi sa parli"

Una guardia svizzera in Vaticano (LaPresse)

ROMA – “Ancora una volta si parla dell’esistenza di una “lobby gay” in Vaticano, ma come altre volte è capitato non si fanno né nomi né cognomi. Troppo facile agire in questo modo. Il mio ufficio è aperto. Se Elmar Mäder vuole venire a dire a chi esattamente si riferisce sono qui”.

Risponde così, monsignor Angelo Becciu, sostituto della segreteria di Stato vaticana, alle parole pronunciate dall’ex comandante della Guardia svizzera Mäder, che in un’intervista al settimanale svizzero Schweiz am Sonntag ha dichiarato che esiste in Vaticano una lobby gay talmente potente da essere pericolosa per la sicurezza del Pontefice.

L’intervista su Repubblica:

Monsignor Angelo Becciu, come reagisce a questa accusa?

«Da ex guardia svizzera Mäder sa bene che le dicerie, le accuse, per non dire le calunnie vanno sempre circostanziate e provate. Troppo facile parlare in generale, accusare il Vaticano di avere qualcosa che non va al suo interno senza fare nomi. Quando era in servizio, egli aveva dei sospetti? Questi sospetti sono ancora presenti? È questo che va sostenendo? Benissimo, venga qui e ci dica esattamente a chi si riferisce. Siamo disposti ad ascoltarlo e a prendere nota. Papa Francesco per primo vuole chiarezza e verità, e così tutti noi».

Tuttavia, non era stato lostesso Francesco a parlare dell’esistenza di una lobby gay in Vaticano?

«Lo scorso luglio, sul volo di ritorno da Rio de Janeiro al termine del viaggio in Brasile, il Papa ha avuto l’occasione di spiegarsi in merito. E occorre ritornare a quello che allora aveva dichiarato per capire quale sia il suo punto di vista: “Si scrive tanto della lobby gay — disse — . Io ancora non ho trovato chi mi presenti la carta d’identità in Vaticano con scritto gay. Dicono che ce ne sono. Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere un gay dal fatto di fare una lobby, perché nessuna lobby è buona”. Insomma, c’è chi haparlato di lobby gay ma nessuno ancora ha capito dove sarebbe questa lobby».

Di lobby gay si dice parlasse larelatiodei tre cardinali incaricati di indagare su Vatileaks?

«Come si possono fare simili affermazioni? Il contenuto dell’indagine lo conosce solo il Papa ed è sotto segreto. Nulla si può dire né sapere».

Vi è mai capitato di dover verificare la veridicità di calunnie su persone al vostro servizio?

«Recentemente due persone in servizio nella Curia sono state oggetto di dicerie. Siccome le dicerie non si fermavano, abbiamo dovuto fare le opportune verifiche. E l’esito di questo lavoro è stato che questedue persone sono state scagionate del tutto. Ciò insegna che occorre fare attenzione prima di lanciare accuse, perché si rischia di calunniare e non c’è peggiore cosa che colpire un innocente con false accuse».

Secondo lei l’ex comandante Elmar Mäder sta soltanto calunniando?

«Voglio solo dire che mi stupisce molto il fatto che proprio ora che viviamo un tempo spirituale bello e importante, e proprio ora che dopo il prezioso lavoro di papa Benedetto XVI anche papa Francesco sta lavorando di buona lena per una Chiesa missionaria e un Vaticano trasparente e pulito, ci sia qualcuno che torni alla ribalta delle cronache con accuse generiche. Questo tempismo mi insospettisce molto. Se l’ex comandante ha parlato in questi termini, la cosa non gli fa onore e offende il Corpo della Guardia svizzera pontificia, di cui è stato guida per alcuni anni » (…)

 

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