Londra. Allarme bombe chimiche: una al cloro in metro? Con 700 jihadisti tornati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 7:54 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 8:25
Londra, allarme bombe chimiche

Londra, allarme bombe chimiche

ROMA – “Allarme chimico a Londra – scrive Flavio Pompetti del Messaggero – La prima pagina del quotidiano Times riportava ieri la preoccupazione di uno dei maggiori esperti nazionali di sicurezza, il generale Hamish de Bretton Gordon, secondo il quale i 700 militanti jihadisti di ritorno dal fronte siriano e da quello iracheno, in Inghilterra potrebbero essere tentati dall’eccessiva facilità con la quale è possibile impossessarsi del cloro”.

L’articolo di Flavio Pompetti: Una bomba al cloro piazzata nel metrò, o in una stazione ferroviaria, potrebbe risultare letale per gli astanti, come si è già visto in attacchi su piccola scala in Iraq. Sul fronte militare della guerra lanciata dall’Isis, l’attenzione è invece concentrata sulla riconquista di Palmira e Ramadi, i due centri caduti la scorsa settimana nelle mani dello Stato Islamico. Il problema è capire chi è disposto a combattere, e soprattutto con quale ruolo strategico. In Siria al fianco dell’esercito di Assad che si prepara ad attaccare Palmira dopo i bombardamenti aerei del fine settimana, stanno scendendo in campo gli Hezbollah libanesi del gruppo sciita, il cui capo Seyed Hasan Nasrallah pronuncia allo stesso tempo anatemi contro Gerusalemme e controWashington. Nasrallah ha annunciato anche l’intento di lanciare le sue milizie nella valle libanese della Bekaa, per controllare i gruppi sunniti che da mesi sono in agitazione per riunirsi alle forze jihadiste oltre il confine con la Siria. L’ipotesi spaventa l’ex premier libanese Ssad Hariri, leader del principale partito sunnita del paese, il quale teme l’estensione di una frattura su base religiosa nel suo paese. L’ALTRO FRONTE Sul fronte iracheno la stessa contrapposizione è riproposta dalla presenza dei militari dell’Iran sciita, pronti ad affiancare l’esercito di Baghdad nella riconquista di Ramadi. Anche in questo caso l’alleato americano è visto con sospetto, questa volta da Teheran, dove il generale Quasem Soleimani chiedeva ieri: «Possiamo sapere dagli americani a quale distanza da Ramadi si trova il loro più vicino centro logistico? Io sono convinto che gli Usa non hanno nessun interesse a riconquistare la città perduta». In effetti l’amministrazione di Washington non sembra intenzionata a impegnarsi più di quanto ha già fatto (…).