“Lui e lei non sono un’opinione. In natura il gender non esiste”, Antonio Socci

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Luglio 2014 8:54 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2014 8:54
"Lui e lei non sono un’opinione. In natura il gender non esiste", Antonio Socci

Adamo ed Eva

ROMA – “Lui e lei non sono un’opinione. In natura il gender non esiste” è il titolo dell’articolo a firma di Antonio Socci sulle pagine di Libero Quotidiano. E aggiunge: Per Facebook si può scegliere la propria identità di genere tra 58 opzioni. Ma Dna e Sacre Scritture dicono che si nasce solo maschio o femmina.”

La cancellazione di «madre» e «padre» con «Genitore 1» e «Genitore 2», avvenuta in diverse scuole, appare come un piccolo caso provinciale a confronto dell’operazione che, su vasta scala, ha lanciato Facebook per annacquare «maschi » e «femmine» nell’indistinto mare dell’ideologia Gender. Per la quale essere uomo o donna è un’opinione fra tante altre, non un dato di natura. Questo impone il nuovo dogma dell’epoca obamiana. Perciò sul famoso social network ora si potrà «definire la propria identità di genere in ben 58 modi diversi», come annuncia esultante Repubblica: negli spazi dove fino a ieri stavano scritti solo «maschio»e «femmina»adesso si potrà fare anche una scelta «personalizzata». Infatti «sotto la stretta supervisione dell’Arcigay» si offrono decine di possibilità: intersessuale, agender, bigender, fluido,neutro, trans e pure femminiello. C’è perfino la distinzione tra «femmina trans» e «trans femmina».

Per la verità, a noi, affezionati alla razionalità, alla natura e alla realtà, pare che – in barba a Obama – continuino a nascere solo uomini e donne. Insieme al buon senso e alle ostetriche, lo dicono la scienza, la fisiologia e labiologia. Non a caso la regola dice che nel Dna sta scritto che si è maschi oppure femmine. E anche se uno si sottopone a un’operazione chirurgica privandosi dei suoi organi genitali il Dna continua a dare il responso originario. Il Dna dunque parla come la Sacra Scrittura, perché la natura è il linguaggio di Dio: si nasce maschi o femmine. Non è un’opzione culturale, che uno può decidere arbitrariamente, ma un dato di natura. Il linguaggio simbolico della Bibbia poi rivela anche qualcosa di più profondo: ci spiega infatti che Dio fece la donna dalla costola di Adamo dormiente.

Cosa vorrà dire quest’immagine simbolica? Sono fiorite in proposito molte risposte scherzose. Secondo certi buontemponi Dio creò Adamo prima di Eva perché non voleva essere assillato dai consigli mentre faceva l’uomo. Le donne da parte loro hanno ribattuto che Dio prima fece una brutta copia, per prova, poi – considerati gli errori fatti – fece la «bella copia». C’è pure una barzelletta secondo cui Adamo sarebbe andato da Dio per chiedergli: «Signore, perché hai fatto la donna così bella? »”. E Dio: «Affinché tu la amassi». Replica dell’uomo: «E perché l’hai fatta così stupida? ». Risposta dell’Onnipotente: «Affinché lei ami te».

Tuttavia, scherzi a parte, dovrebbe far riflettere noi maschi il fatto che – nella simbologia biblica -Adamo fu tratto dalla terra, dal fango, mentre Eva fu tratta dalla parte dell’uomo più vicina al cuore. C’è qualcosa di più nobile ed elevato nelle donne che ha a che fare con una più grande capacità di amare. E c’è una bellezza speciale. Olivier Clément, teologo francese e grande convertito, diceva che la donna nasce non nel sonno, ma nell’estasi dell’uomo. Lo conferma il memorabile grido di entusiasmo e felicità di Adamo la prima volta che vide Eva (è riportato nella Bibbia, Gen. 2, 23). Nella Bibbia c’è anche quella formidabile differenza di reazione quando i due vengono scoperti, dopo l’atto di disobbedienza. Adamo-antesignano di generazioni e generazioni di maschietti – a Dio, che gli chiedeva cosa aveva combinato, rispose dando la colpa alla donna e a Dio stesso: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Perché errare è umano, ma dare la colpa agli altri ancora di più. Eva invece rispose dicendo la verità e riconoscendo l’origine del male: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Da migliaia di anni la storia dell’umanità è racchiusa in questo rapporto fra maschi e femmine, rapporto fatto di somiglianza e diversità, di complementarità, curiosità, passione, carnalità, fascino,amore, scontri e incontri. Tutte le civiltà sono nate da qui.

Cosa c’è di più evidente della nostra natura maschile e femminile? Del resto tutti, ma proprio tutti, siamo nati da questo primordiale slancio unitivo di un uomo verso una donna e di una donna verso un uomo: «E i due saranno una sola carne». Non c’è un solo essere umano-anche fra i più fanatici sostenitori dell’ideologia gender – che non sia nato da un uomo e una donna. I fatti sono testardi. E la Natura è ineliminabile. Per quanto le ideologie pretendano di forzarla, cercando di raddrizzarne il legno storto (e provocando catastrofi), essa resta sovrana. Del resto la scienza (dalla fisiologia, alla psicologia, dalla biologia alla neurologia) ci dice che l’essere maschi e femmine non implica solo una diversità degli apparati genitali. È tutto il corpo che è diverso ed è diverso il funzionamento del cervello, come è diversa la psiche.

L’ideologia Gender pretende invece di affermare che la Natura non esiste e che il genere è semplicemente un fatto culturale, una scelta. Altro che l’estinzione della foca monaca e del lupo d’appennino. La dittatoriale ideologia gender pretende di abolire la natura umana «tout court». Se riuscisse a prevalere (privandoci perfino del diritto di dissentire) si potrebbe considerare secondo me il più colossale disastro ecologico di tutti i tempi. L’umanità infatti è la parte più importante della natura. È angosciante veder devastare un paesaggio, disseccare un fiume, inquinare il mare. È tragico veder abbattere le Dolomiti o abolire il chiaro di luna. Ma abolire la natura maschile e femminile dell’uomo, degradando il genere a opinione culturale è invece una conquista? Tutti parlano di salvaguardia del creato (…)