Luigi Zanda (Pd): “Giubileo? Stavolta arriveranno ancora più pellegrini serve una task force”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2015 9:56 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2015 9:56
Luigi Zanda

Luigi Zanda

ROMA – “Questione numero uno, per affrontare bene il nuovo Giubileo: niente nuove opere pubbliche a Roma. Non ci sarebbe nemmeno il tempo, il Papa ha annunciato l’inizio a novembre” dice, intervistato da Repubblica,  il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda.

Presidente Zanda, lei guida il gruppo dei senatori del Pd ma è stato il capo dell’Agenzia per il Giubileo del 2000: niente nuove opere per evitare il rischio corruzione a Roma?
«Lo chiedo perché è impensabile che milioni di pellegrini si ritrovino in una città con ingombranti lavori in corso. Noi, nel 2000, abbiamo avuto quattro anni di tempo per prepararci. Ristrutturando, tra l’altro, le splendide Scuderie del Quirinale. Stavolta mancano pochi mesi al via, e nessuna nuova opera verrebbe ultimata. Il modo di gestire correttamente gli appalti c’è».
Si teme per un altro grande rischio: il terrorismo islamico.
«Le grandi città sono in modo permanente esposte a pericoli. Però nel caso del Giubileo, e l’esperienza del 2000 tranquillizza, l’afflusso dei pellegrini segue percorsi prestabiliti, ha obiettivi conosciuti, e comportamenti ordinati».
Oggi però c’è l’Isis, che ha messo nel mirino il Vaticano.
«Naturalmente la sicurezza è una questione chiave. Serve soprattutto un lavoro di intelligence, a livello internazionale. E tanti uomini della polizia sul campo».
L’onda di pellegrini che si riversò a Roma nel 2000?
«25 milioni di persone. Ma, con una media di 3 giorni a testa di soggiorno, la città affrontò 75 milioni di visitatori. Stavolta potrebbero essere di più».
Le ragioni?
«Per la grande forza attrattiva di Papa Francesco. E poi si viaggia molto di più, a prezzi più bassi».
Serve una struttura ad hoc, come l’Agenzia del 2000?
«Non so se una struttura, ma certo un “punto” di coordinamento tecnico, che metta in comunicazione i vari nodi sensibili. L’accoglienza. La ricezione alberghiera. L’assistenza sanitaria. I trasporti pubblici. La pulizia delle strade. La viabilità (noi vietammo il centro ai bus turistici). Quindici anni fa venne allestita una sala operativa all’Aventino. Potrebbe essere riattivata ».
Chi ha la responsabilità della gestione?
«Una macchina molto complessa. Il calendario degli eventi religiosi lo stabilisce la chiesa, i pellegrini però passano dall’Italia e sul nostro paese ricade il peso dell’accoglienza, distribuito in maniera “inter istituzionale”, fra Comune, Stato, Regione».
Una macchina che costa.
«Nel 2000 dallo Stato arrivarono circa tremila miliardi di vecchie lire, ma con grandi vantaggi per commercio e alberghi ».