Lusi, sì della Senato per l’arresto. Berlusconi: “Lasciare l’Euro non è una bestemmia”

Pubblicato il 21 Giugno 2012 9:48 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2012 9:48

La prima pagina de Il Corriere della Sera

L’Aula del Senato ha votato ieri per l’arresto di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita. Il Corriere della Sera: “Sì del Senato, Lusi in cella. A favore dell’arresto si sono schierati Pd, Idv, Lega, Udc, Mpa e senatori in ordine sparso, mentre il Pdl non ha partecipato al voto dopo aver tentato di raccogliere le firme perché avvenisse a scrutinio segreto.”

Quei riti per scacciare l’antipolitica. Scrive Pierluigi Battista: “Le ondate di «discredito» sembrano altrettanto potenti. E nel Palazzo della politica molti sentono di essere arrivati a un tornante decisivo della loro vita. Mostrarsi cedevoli nei confronti della sorte personale di Lusi avrebbe significato un altro colpo micidiale alla stessa possibilità di una sopravvivenza (politica). Allora la modifica dell’articolo 68 della Costituzione, liquidata come un’intollerabile immunità per la politica, costituì il tentativo estremo per darsi un tono, per dire all’opinione pubblica dei cappi e delle ghigliottine che ogni peccato sarebbe stato emendato. Oggi ci si prostra davanti al mito del «fumus persecutionis», l’espressione più menzionata nei corridoi e nell’Aula del Senato. Tranne i senatori della Giunta, pochissimi hanno letto tutte intere le carte per stabilire se un loro collega dovesse essere sbattuto in galera senza l’ombra del terribile «fumus». Hanno votato (o non votato, come quelli del Pdl) a prescindere. Ordini di partito, più che voti di coscienza. Ultima spiaggia prima di rischiare l’affogamento dei profeti dell’«antipolitica». Che il voto sull’arresto di Lusi sia sufficiente, questa, come già accadde nel ’93, è una scommessa molto imprudente.”

Moneta unica e democratica. Editoriale di Angelo Panebianco: “Per tutto il periodo della guerra fredda la democrazia italiana sopravvisse più a causa dei vincoli esterni (la Nato e, per essa, il rapporto con l’America, la Comunità europea in subordine) che a causa delle sue tradizioni e della sua cultura politica. Senza bisogno di spingersi a sostenere che, durante la guerra fredda, la democrazia sopravvisse in Italia nonostante quelle tradizioni e quella cultura politica, non può essere negato il potentissimo ruolo stabilizzatore che ebbero le costrizioni esterne. Oggi, il rapporto con un’America sempre più lontana non funziona più come vincolo, non può più proteggerci da noi stessi. È rimasta solo l’Europa. Venisse meno anche quest’ultimo vincolo, che accadrebbe all’Italia? Si considerino due aspetti (che, sono, ovviamente, fra loro connessi): la condizione in cui versa la nostra democrazia politica e le vistose crepe che esibisce lo Stato nazionale.”

Lavoro, intesa Monti-partiti “Risolverò il caso esodati.” La mossa della Fed: “la Federal Reserve americana lascia i tassi d’interesse invariati: il costo del denaro resta fermo fra lo zero e lo 0,25%. Il presidente Ben Bernanke ha anche annunciato l’estensione del programma di stimolo dell’economia cominciato lo scorso settembre e che sarebbe scaduto alla fine del mese.”

Il Corriere della Sera - Spread

La Fed ha munizioni per 670 miliardi. Per Massimo Gaggi: “Dopo aver lungamente analizzato il peggioramento della congiuntura, la Fed ha varato un intervento che i mercati, piuttosto delusi, hanno considerato poco più di un atto dovuto. Wall Street e il dollaro sono andati in picchiata all’annuncio di Bernanke, ma poi hanno recuperato: la Borsa ha chiuso in leggerissima flessione, il dollaro addirittura in recupero.”

Riforme, torna l’asse Pdl-Lega su Senato federale e presidenzialismo: “Dalla riforma condivisa alla riedizione del blocco Pdl-Lega. Quello che si diceva nei corridoi di Palazzo Madama, ieri è diventato esplicito: il vecchio asse che torna e il processo bipartisan, avviato dai partiti che sostengono il governo Monti, che rischia di finire in soffitta. 
Succede tutto quando il leghista Federico Bricolo chiede di accantonare l’articolo uno, sulla riduzione dei parlamentari, e andare avanti con l’articolo due, sul Senato federale. Il vicepresidente dei senatori pdl, Gaetano Quagliariello, condivide ma il blitz fa scattare le polemica. Luigi Zanda, Pd, attacca: «Sono considerazioni da politichetta. Le forze dell’ex maggioranza stanno barattando la forma di Stato.”

Berlusconi: “Lasciare l’euro non è una bestemmia. Potrebbe farlo anche la Germania. Governo? Restiamo leali.” Il retroscena. Quella chiamata del Professore ai leader per allentare le tensioni nella maggioranza. Scrive Marco Galluzzo: “Alla vigilia di un vertice fra le prime quattro economie dell’eurozona voluto fortemente da Monti, che avrà il compito di fare gli onori di casa e anche l’urgenza di ottenere dei passi avanti concreti in vista del Consiglio europeo, il premier ha prima chiamato al telefono, direttamente, i leader degli stessi partiti, Berlusconi e Alfano, Casini e Bersani, poi ha diramato un comunicato cercando di spegnere le tensioni crescenti nei primi due partiti della maggioranza. Un ulteriore segnale chiaro sulle paure legate alla tenuta stessa della coalizione.”

Esteri. L’intervista di Emanuele BuzziGeorge Prescott Bush, figlio di Jeb Bush, ex governatore della Florida e nipote di G. W. Bush: “Gli «Ispanici repubblicani del Texas» sono una novità per il suo partito o una sfida ai democratici? Entrambe le cose: stiamo incoraggiando i repubblicani ad attrarre in modo originale il gruppo demografico che sta crescendo più rapidamente nel nostro Paese e stiamo sfidando i democratici su quello che è visto tipicamente come un loro solido gruppo di sostenitori.”

La prima pagina de La Repubblica

Sì all’arresto. Lusi in carcere. La Repubblica: “L’ex tesoriere Margherita a Rebibbia: ho ancora molto da raccontare.” 

Intervista di Goffredo De Marchis ad Alfonso Papa, deputato Pdl che ha vissuto in carcere per 101 giorni dopo che la Camera accolse la richiesta dei Pm per il coinvolgimento nell’indagine P4: “Lusi? Carcere no, forse dimissioni. Contro di lui accuse gravi e responsabilità che in parte ha ammesso.”

Legge 194. La Consulta boccia il ricorso di un giudice di Spoleto: “La Legge non si tocca.” Scrive Concita De Gregorio: “Si fa fatica a credere che 34 anni dopo, cioè cinque generazioni dopo quella che ha combattuto la battaglia fianale e ha portato a casa il risultato, ci sia ancora chi si alza una mattina e senza avere, si vede, altri più diffusi e congenti problemi da affrontare si chiede:  ma non sarà mica troppa per caso tutta questa libertà?.”

 

 

 

 

 

La Repubblica - Isee

Il dossier di Roberto Petrini. Il Welfare: “Più difficile accedere ai servizi sociali per chi ha casa e rendite finanziarie. Immobili e risparmi peseranno di più nel reddito Isee, entrano nuove voci. Il Governo Monti mette mano alla riforma del Welfare. Il decreto, che prevede una stretta sui criteri per accedere a decine di servizi sociali, è pronto. Nel calcolo dell’Isee, strumento utilizzato da 7,4 milioni di famiglie italiane, peseranno di più la casa e le rendite finanziarie. Molti rimarranno fuori o dovranno pagare in parte le prestazioni.”

 

 

 

 

La Repubblica - Variazione Pil

I mercati. Titoli pubblici al fondo-salva Stati. Merkel apre alla proposta di Monti. Scrive Federico Rampini: “Raccoglie le prime caute aperture la proposta di Mario Monti di mobilitare il fondo salva-Stati per comprare titoli del Tesoro italiani e spagnoli.”

Statali. Il dossier di Valentina Conte: “Debiti, sprechi e personale caro. Stop alle telefonate degli statali. Stretta sulle chiamate verso i cellulari e le interurbane. Delle oltre 3.000 spa quasi un terzo ha chiuso in perdita almeno uno degli ultimi tre esercizi.”

 

 

Il caso Mancino: “Il consigliere del Colle contro i pm: a Palermo fanno solo confusione. Stavolta non arriveranno a niente. Telefonate di Mancino ad altre cariche dello Stato. Giallo sugli omissis”

La prima pagina de Il Giornale

Il Giornale: “Basta morire d’Euro.” Editoriale di Alessandro Sallusti: “Mario Monti commissaria la mi­nistra Fornero, professoressa bocciata in conti, quelli sba­gliati sugli esodati, e madrina del decreto-boiata sul lavoro. Con un comu­nicato di poche righe, ieri sera l’inquilino di Palazzo Chigi ha infatti fatto sapere che ci penserà lui a sistemare in qualche modo le due pratiche che rischiano di far cadere il suo governo. Ma è solo un prendere tempo, un disperato appello alla maggioranza per arrivare in piedi al vertice europeo di fine me­se, vero spartiacque per il proseguo della le­gislatura. Berlusconi ieri è stato chiaro. O l’Italia in quella sede convincerà la Germa­nia a cambiare rotta, oppure liberi tutti, an­che di fare cadere il governo e, se sarà il caso, proporre l’uscita dall’euro-killer. Perché ormai è chiaro che il problema non sta nei malati (Grecia, Spagna e Italia) ma nei medici (Germania, Usa, e fino a ieri Fran­cia).”

Intercettazioni «fuorilegge»: l’Europa bacchetta l’Italia. Scrive Anna Maria Greco: “In una riunione della Commissione Ue si è infatti accertato che, malgrado le sollecitazioni delle istituzioni europee fin dal 2006, le nostre Procure hanno continuato ad attribuire a soggetti ester­ni gli incarichi per le int­ercettazioni sen­za selezionarli in base ai criteri di concor­renza.
Il risultato è che si spendono ogni anno circa 300 milioni di euro e il ministe­ro della Giustizia è indebitato per un mi­liardo per i costi molto alti e non unifor­mi sul territorio di gestione dei servizi e noleggio delle apparecchiature. Questo, mentre negli altri Paesi il servizio viene offerto gratis dai gestori.”

Il Sole 24 Ore: “Dalla Fed nuova liquidità alle banche. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha annunciato una seconda “operazione twist”, che durerà fino alla fine dell’anno, con interventi per 267 miliardi di dollari. La Fed venderà titoli a breve termine per comprare titoli a lungo periodo, abbassandone i rendimenti, fornendo più liquidità alle banche e agevolando così prestiti e spesa. La Fed ha inoltre tagliato la stime di crescita degli Usa per quest’anno di mezzo punto percentuale. ” 

Napolitano-Mancino: le telefonate top secret. Il Fatto Quotidiano: ” Due chiamate del capo dello Stato, intercettate sull’utenza dell’ex ministro, non trascritte dai pm perché irrilevanti. D’Ambrosio senza freni al politico: “Sul contrasto con la versione di Martelli, il Presidente dice: ma parlatevi…” Le conversazioni del Presidente della Repubblica, rivelate da Panorama, saranno forse distrutte. Ma dimostrano il suo personale interessamento nell’inchiesta sulla trattativa.”

Editoriale di Marco Travaglio: “Ora, per carità, non vorremmo aggravare le condizioni del povero Pasquale Cascella, portavoce del Quirinale, che alluviona Twitter di affannosi e affannati messaggini contro il Fatto, reo di lesa maestà. Di questi tempi, non c’è mestiere più usurante del suo. Ma ci permettiamo un paio di domandine facili facili a lui, a Bersani, a Severino, a Vietti e a tutti i corazzieri di complemento: se tutto si è svolto secondo le regole, nella massima trasparenza e le critiche sono insinuazioni e strumentalizzazioni, perché la lettera del Quirinale al Pg della Cassazione è rimasta segreta finché il Fatto non ne ha rivelato l’esistenza e solo allora Cascella ha sputato il rospo? E perché nessuno ha comunicato agli italiani che il nuovo Pg della Cassazione pressato dal Quirinale pressato da Mancino aveva convocato Grasso per parlare dell’avocazione dell’inchiesta sulla trattativa? Insomma, perché questi campioni di trasparenza e correttezza sputano i fatti solo quando li scopre il Fatto?”

La prima pagina de La Stampa

La Stampa: “Lusi in cella con i voti del Pd.” Articolo di Federico Geremicca: “Da qualcuno bisognava cominciare. Magari ti puoi chiedere perché Lusi sì e Belsito no, per dire. Oppure perché no il Trota. Ma da qualcuno bisognava cominciare. E in faccende così, in genere, si comincia dai tesorieri. Anche Tangentopoli – iniziata per caso con Mario Chiesa, il «mariuolo» – si mostrò per quel che era grazie ai tesorieri: e Severino Citaristi, storico e mite custode delle casse Dc, settantadue avvisi di garanzia e un arresto (giusto nel giugno di 18 anni fa) ne divenne infatti il simbolo. Stavolta tocca a Luigi Lusi, un’infanzia da scout e una faccia da allegrone..”

L’intervista ad Emma Bonino: “Siamo tradizionalmente garantisti, ma abbiamo votato per l’arresto anche su altri casi, come Papa o Milanese alla Camera. Perché il Parlamento non è l’aula di un tribunale e piaccia o non piaccia noi dobbiamo valutare solo se vi sia o meno un accanimento giudiziario. E a nostro avviso in questo caso non c’è, punto. Ed io mi sono iscritta a parlare, visto che tutti stavano entrando nel merito delle accuse, per richiamare proprio questo punto: noi non siamo la caricatura di un tribunale.”

Esteri. Samaras ce la fa e giura da premier Ora i maxitagli: “Alla riunione dell’Eurogruppo di oggi la Grecia sarà ancora rappresentata dal ministro delle Finanze del governo-ponte, Giorgios Zanas. Ma il nuovo esecutivo ellenico, che da ieri ha ufficialmente un premier ma non ancora un gabinetto di ministri, affiderà i disastrati conti pubblici a un banchiere di National Bank of Greece, Vassilis Rapanos. Sessantacinque anni, economista dell’università di Atene ed ex manager dell’azienda statale di telecomunicazioni Ote, Rapanos è anche attuale presidente della associazione bancaria ellenica.”

Terremoto in Emilia. Inchiesta di Michele Brambilla: “Appena un mese fa, il 20 maggio. Le troupe televisive sono già sparite da Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Mirandola, Cavezzo, Medolla, Novi di Modena: e pensare che c’era perfino Al Jazeera.

Pure i giornali si sono un po’ dimenticati: sulle prime pagine di ieri non c’era una riga sul terremoto. «Mi avevano proposto un collegamento in diretta dalla piazza del paese con la Nazionale per la partita di lunedì», dice Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, «ma non ci sono andato. Lo spettacolo non mi interessa. Se parliamo di cose serie, ad esempio di defiscalizzazione per aiutare le nostre imprese a ripartire, benissimo. Se dobbiamo fare miss Italia, no».

Finale Emilia è stato l’epicentro della prima scossa. La sua Torre dei Modenesi, quella con l’orologio spezzato in due, è diventata il simbolo del terremoto: ma solo per qualche ora, perché poi un’altra scossa l’ha buttata giù del tutto. È crollato anche il municipio con la torre campanaria, e così le chiese: dieci su dieci..”

La Stampa - La mappa degli schiavi

Usa, un rapporto del dipartimento di Stato svela i numeri del traffico di esseri umani: ” Le regioni geopolitiche sono ritagliate sulla forza delle reti del traffico di uomini, donne e bambini: dai confini dell’Afghanistan a quelli della Cina e dell’Indonesia si estende il mercato più grande con 11,7 milioni di vittime, seguito dall’Africa con 3,7 milioni, l’America centro-meridionale con 1,8 milioni, la Russia con 1,6 milioni e l’area transatlantica Usa-Europa occidentale con 1,5 milioni mentre l’Australia è l’unica a poter vantare l’assenza di luoghi dove i trafficanti hanno totale potere sui sottomessi.”

 

 

 


Il Messaggero: “Sì del Senato, arrestato Lusi.” Editoriale di Francesco Paolo Casavola: “Nel fatto accaduto occorre sradicare la radice, che è il finanziamento pubblico dei partiti, obbedendo alla scelta referendaria dei cittadini che ne decisero l’abolizione. Dell’istituto della carcerazione preventiva, di cui soffrono decine di migliaia di cittadini, ancora in attesa di un primo giudizio, occorre una nuova disciplina legislativa. Come si vede nel caso Lusi, sono, dalla discussione dei senatori, emersi profili riformistici non marginali.”

Vaticano, verità e rinnovamento per uscire dalla notte dei corvi. Scrive Lucetta Scaraffia: “La via della chiarezza su quanto è successo è l’unica strada percorribile per sperare che cose simili non avvengano più, per credere che un rinnovamento dei quadri vaticani sia una realtà possibile..”

Mancini: Balotelli deve giocare sempre. La Gazzetta dello Sport: “Con lui la Nazionale è molto più forte. Ma gli inglesi sono organizzati, il lavoro fatto da Capello ha lasciato il segno.”

 

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