Madonna: gabbia e rosso passione, il ritorno della Material

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2015 12:07 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2015 12:10
Madonna (foto Ansa)

Madonna (foto Ansa)

ROMA – “Il Rebel Heart Tour di Madonna – che arriverà al Palalpitour di Torino il 19,20 e 21 novembre – ha debuttato – scrive Marinella Venegoni della Stampa – al Bell Center di Montreal rivelandosi il più grandioso che la Material Madam abbia mai concepito da quel famoso “Siete già caldi” che intonò prima di cominciare a cantare al Comunale (sempre di Torino) nel lontano 1984″.

L’articolo della Stampa: Non molto è cambiato nella poetica di un’artista che ha mescolato in più di trent’anni ossessioni religiose buttate in burletta sexy, ambizioni a volte spropositate e la capacità di far presa diretta su un pubblico gioioso, gaio e avido di trasgressioni, come del resto i 13 mila che popolavano ora l’arena esaurita. Ma la tecnica si è nel tempo assai raffinata, così come il gigantismo e la capacità di stupire che bada all’effetto o all’effettaccio, voluto e cercato.

Il “Rebel Heart” è uno show gigantesco, che ha costretto Madonna a rinviare di un paio di settimane la prima (inizialmente prevista il 28 agosto a Miami) per mettere a punto un meccanismo complesso fatto di un corpo di ballo numeroso, balletti elaborati, continui cambi di costumi e di scene.

Il rosso della passione sembra dall’inizio il colore dominante. Il palco si prolunga in un’ampia passerella che termina dal lato opposto del parterre con una pedana a forma di cuore. E’ qui che prende vita il movimento, fra sbandieratori, suorine che fanno la lap dance, croci, pretacchioni muscolosi che ascoltano “Devil Pray” (una morale contro l’alcol e le droghe), uno sbandieratore di chiffon, una scala a chiocciola sulla quale la stessa Madonna intreccia un balletto con un muscoloso aspirante che cade giù come un angelo senza farsi nulla. Non c’è un attimo di pausa in due ore, ma questa volta la popstar utilizza interi video dei brani per cambiarsi e prendere fiato. La sua performance è energica, rivela prove massacranti, il suo fisico è assai più esile del solito.

Il coup de theatre iniziale è una gabbia dalla quale Madonna si libera cantando “Iconic”, con le figure registrate di Mike Tyson e Chace the Rapper, e disquisisce di censura e dittatura. Sarà per due ore una corsa folle dentro le canzoni dell’ultimo album “Rebel Heart”, in fondo discontinuo tanto quanto lo spettacolo; esse poi però lasciano a sorpresa il posto a episodi felicemente celebrativi della sua carriera complessiva, con un senso di orgoglio non celato: “True Blue”, “Like a Virgin” tutta costruita sui tamburi, “La Isla Bonita” che tira in ballo il flamenco fra tori, toreri con la muleta e un chitarrista del ramo, “Who’s that Girl” ancora nella stessa chiave, con un divertente quadretto folk; e “Material Girl”, che non cantava da moltissimi anni. “Music” è in perfetto stile Broadway, con lustrini e paillettes e l’atmosfera del musical. In conclusione, “Holiday”, il suo primo successo, avvolta nella bandiera canadese. Una carrellata tenera e sfarzosa sulla sua vita artistica: certo, c’è molta differenza fra quei brani antichi di lieve allegria e le ballatone pensierose che popolano ora “Rebel Heart”, lasciate però abbastanza da parte nello show in favore dei pezzi più provocatori o spettacolari, come “Illuminati”, nel quale si assiste a prodezze di danzatori appollaiati in alto su aste dondolanti, alla Cirque du Soleil, oppure “Sex” che è più che una metafora dei contenuti. Ma tutto lo spettacolo finisce per essere un omaggio agli Anni Ottanta dei quali lei e Michael Jackson hanno incarnato lo spirito (…).