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Mafia Capitale, Claudio Turella: “Quei 570mila euro non li dovevo tenere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2014 12:26 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2014 12:27
Mafia Capitale, Claudio Turella: "I soldi non li dovevo tenere"

I 572mila euro sequestrati dai ROS a Claudio Turella (foto Ansa)

ROMA – Col giudice delle indagini preliminari, l’ex capo del servizio giardini del comune di Roma Claudio Turella aveva tenuto il punto. Quei 570mila euro in contanti trovati in casa? “Sono un’eredità della mia famiglia” aveva risposto. Turella, detenuto nel carcere di Lanciano, al momento di scrivere alla famiglia, invece, ha scelto di sfogarsi, con una lettera sequestrata dai carabinieri del Ros e ora agli atti. Racconta Sara Menafra sul Messaggero:

E fare qualche ammissione: «Capisco il clamore mediatico, mantenete la calma – scrive – Avevate ragione, quei soldi non li dovevo reggere, mi sono fatto prendere dalla compassione per gli operai della cooperativa». E ancora: «Non date retta a tutte le cazzate che scrivono i giornali e che dicono le televisioni. Attenti a qualche estraneo che potrebbe entrare in casa, potrebbe appartenere alla razza di quelli che sono venuti e mettere qualcosa».

Se il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Michele Prestipino e i pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli hanno depositato davanti al tribunale del Riesame il materiale sequestrato a Turella, però, non è per la lettera alla famiglia: al momento del colloquio coi familiari, l’ex funzionario aveva in tasca un foglietto con tutti i dati di un due conti correnti, uno presso Fineco e l’altro con Unicredit. Conti che nelle indagini precedenti non erano mai saltati fuori ed ora potrebbero aiutare a ricostruire il totale delle dazioni ricevute.

Nell’informativa si parla anche di Patrizia Cologgi, dirigente della presidenza del consiglio, in passato al fianco del ministro Kyenge.

Per la gara di San Giuliano di Puglia, Luca Odevaine le avrebbe chiesto una mano e della vicenda discutono, registrati da un microfono ambientale, due dipendenti della cooperativa Il Percorso, gestita dallo stesso Odevaine.