Mafia Capitale, ecco come la nipote di Salvatore Buzzi superò il concorsone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 16:08 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 16:08
Mafia Capitale, ecco come la nipote di Salvatore Buzzi superò il concorsone

Concorsone

ROMA – “Stai tranquilla. Zio ha avvisato tutti” così la nipote di Salvatore Buzzi superò il concorsone. Irene Turchetti, infatti, fa parte dei 400 ammessi alla prova scritta per diventare vigile urbano.

Come riporta Elena Panarella sul Messaggero di Roma,

la commissione esaminatrice del Concorso per 300 Istruttori di Polizia Locale (fermo per molto tempo a causa dell’inchiesta giudiziaria per falso ideologico che ha messo sotto la lente della Procura la precedente commissione) ha pubblicato all’Albo Pretorio Comunale l’elenco degli ammessi. Tra i 400 che hanno superato la prima prova c’è anche Irene. Che già con la precedente commissione, poi bloccata, aveva passato con un ottimo voto l’esame. Lo diceva proprio lei a ottobre di due anni fa allo zio. Il giorno del concorso Buzzi la chiama alle 14,25 per sapere il risultato dell’esame e Irene gli spiega di aver ottenuto il punteggio di «9,8». «Che vuol dire?», chiede lo zio. La ragazza risponde: «Vuol dire buonissimo, su dieci…». Con la nuova commissione però il punteggio varia è 7, tanto basta però a superare la prova. Riavvolgiamo il nastro e partiamo da qualche giorno prima del famoso concorsone.

La prima telefonata su questa vicenda risulta il 29 ottobre 2013. Il cognato di Buzzi, Maurizio Turchetti, lo chiama e gli ricorda la prova che dovrà fare la figlia: «C’aveva quella visita da quel dottore… Il sette me pare… Un appuntamento pigliaglie». Salvatore Buzzi chiude la telefonata e chiama subito Angelo Scozzafava, membro della commissione esaminatrice. Alla vigilia delle prove, sei novembre, Irene invia questo sms: «Zio, ti ricordi di domani? Che ansia…». E lui scrive ancora a Scozzafava: «Ti ricordi di domani? Grazie». Il commissario risponde: «Certo». Il 7 novembre Buzzi invia un sms alla nipote: «Tutto avvisato, stai tranquilla». Lo stesso giorno si incontrerà in un ristorante con l’esaminatore, a cui peraltro stava cercando un appartamento da 130 mila euro a Roma per ricompensarlo della questione nomadi.

E così escono i risultati del concorso e Irene informa subito lo zio: «Ho preso 9,8…». Passano pochi minuti e Scozzafava invia un messaggio a Buzzi, vuole sapere se è soddisfatto. Il presidente delle cooperative risponde: «Sei un grande. Grazie»(…)