Mafia Capitale, sotto tiro appalti frazionati e finte urgenze

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2015 8:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2015 8:41
Mafia Capitale, sotto tiro appalti frazionati e finte urgenze

Mafia Capitale, sotto tiro appalti frazionati e finte urgenze

ROMA – “Il ricorso sistematico e su larga scala alle procedure di somma urgenza, del tutto ingiustificato nella maggioranza dei casi. Il frazionamento degli appalti per evitare di bandire una gara e fare così affidamenti diretti. L’abnorme numerosità delle stazioni appaltanti, che sfiorano quota 300, con tutte le conseguenze in termini di rischi di illegalità o illegittimità delle procedure.
Il quadro dipinto dalla commissione di accesso agli atti del Comune di Roma – scrive Marco Ludovico del Sole 24 Ore – contiene senza dubbio questi tratti, tra gli altri (si veda IlSole24Ore del 5 giugno). Lo scenario fa impressione allo scorrere di ogni pagina – sono quasi un migliaio – anche se fotografa una realtà che in Campidoglio era sotto gli occhi di tutti.

Il lavoro della commissione, presieduta dal prefetto Marilisa Magno, finisce ora sotto la lente di Franco Gabrielli. Ha 45 giorni di tempo, il prefetto di Roma, per fare le sue valutazioni. Convocherà in proposito il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, presente stavolta il capo della procura di Roma, Giuseppe Pignatone, titolare dell’indagine Mafia capitale. Il parere finale di Gabrielli sarà inviato al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Entro tre mesi Alfano può proporre al consiglio dei ministri lo scioglimento del Campidoglio. Ci sarebbe tempo, insomma, fino alla fine di ottobre. La verità è che l’esito di questo procedimento è una scelta politica. E non è affatto detto che si dovrà aspettare fino all’autunno per conoscere la sorte del sindaco Ignazio Marino e della sua giunta.
Il punto più scabroso del lavoro dei commissari è fissare se e quanto le pressioni del Mondo di mezzo – l’associazione di stampo mafioso rivelata dall’inchiesta penale, condotta dal Ros guidato da Mario Parente – abbiamo infiltrato o condizionato l’amministrazione comunale capitolina. La conseguenza affermativa di questa ipotesi implica una proposta di scioglimento del Campidoglio per mafia: articolo 143 del testo unico Enti locali. Peccato che non ci creda nessuno.
Ma il potere di scioglimento non può essere esercitato soltanto nel caso di infiltrazione della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale. Ammesso, va aggiunto, che non si voglia affermarlo nella relazione prefettizia benchè le risultanze dell’inchiesta penale lo raccontino con una certa ricchezza di particolari. Tanto che, ricorrendo a un’esplicita metafora, Gabrielli nei giorni scorsi ha parlato della necessità di «usare il bisturi e non certo l’aspirina» (…).