Magistrati: no responsabilità per arresti fuori casi di legge o adeguata motivazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 novembre 2014 12:40 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2014 12:40
Magistrati: no responsabilità per arresti fuori casi di legge o adeguata motivazione

Magistrati: no responsabilità per arresti fuori casi di legge o adeguata motivazione

ROMA – I magistrati in Italia sono sul piede di guerra e minacciano lo sciopero contro il Governo Renzi, ancor più dopo che il Senato ha approvato un emendamento che prevede il ricorso contro i giudici anche per la custodia cautelare.
Quella di Liana Milella su Repubblica è quasi una cronaca dal fronte:

“Sarà decreto sulla responsabilità civile dei giudici. Proprio così. La legge Vassalli dell’88 non sarà cambiata con un semplice disegno di legge, quello pur approvato il 29 agosto dal governo Renzi, ma addirittura con una misura d’urgenza identica al ddl. Lo ha deciso il Guardasigilli Andrea Orlando dopo essere rimasto fino alle 2 e 30 di notte in commissione Giustizia al Senato per difendere le sue idee sulla responsabilità. Un confronto a tratti drammatico, in cui si è sfiorata la crisi di governo con Ncd, per via di modifiche che passavano con l’accordo tra Pd, M5S e Forza Italia.
Una modifica in particolare pare destinata ad arroventare il clima con le toghe, pronte domenica, nell’assemblea di piazza Cavour a Roma, a proclamare uno sciopero contro il governo, anche perché non hanno mai digerito l’intervento sulla responsabilità. L’ulteriore modifica peggiorativa stabilisce che può dare origine a ricorsi per responsabilità civile anche «l’emissione di un provvedimento cautelare personale o reale (un sequestro, ndr. ) fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza specifica e adeguata motivazione». Una previsione capestro, del tutto eliminata col decreto, che rischia di scatenare un ricorso per ogni ordinanza di custodia.
Il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli, quando gliene parlano, commenta: «Mi sembra uno strumento messo in mano agli imputati per far fuori i giudici scomodi ». E ancora: «Trovo anomalo che a questo punto sia il giudice civile a valutare la congruità delle motivazioni di un arresto».
Orlando, in commissione, ha mediato fin dove ha potuto, per limitare eventuali danni. Poi, dopo un ulteriore colloquio con la commissaria europea per la Giustizia Vera Jourova, cui ha garantito che l’Italia adeguerà la legge italiana sulla responsabilità alle richieste dell’Europa entro fine dicembre, la decisione di ripresentare il suo testo come decreto.
L’unica via non solo per garantire la futura legge da ulteriori stravolgimenti parlamentari, ma per accelerare i tempi. La decisione di Orlando non dovrebbe trovare ostacoli al Quirinale perché le ragioni dell’urgenza sono nella pressione della Ue che, altrimenti, potrebbe multare l’Italia per 37mila euro al giorno, come ha documentato il vice ministro della Giustizia Enrico Costa.
È facile prevedere fin d’ora che il Governo, a quel punto, potrebbe anche mettere la fiducia tra Camera e Senato. Va detto subito che proprio Costa potrebbe non essere affatto d’accordo con un decreto che ripristina integralmente il testo del governo e di Orlando, e cassa completamente le modifiche approvate in commissione, in particolare quella sulla motivazione degli arresti.
Costa parla invece di un testo «che ha un suo equilibrio e una sua dignità, dopo un dibattito intenso, franco, denso di contenuti ». In una parola, Costa condivide la modifica sugli arresti e con il suo partito potrebbe non essere d’accordo a sopprimerla.
La materia è complessa e l’intreccio politico pure. In commissione al Senato, relatore il Psi Enrico Buemi, c’è un testo dello stesso Buemi, aggiornato dal governo con il suo ddl. Molti emendamenti, alcuni sensibili come quello sugli arresti, proposto dal forzista Giacomo Caliendo, subemendato dal grillino Maurizio Buccarella, che però alla fine si astiene, mentre Orlando si rimette alla commissione e il Pd vota a favore. Ncd è pronto alla rissa, perché con una maggioranza che il capogruppo Maurizio Sacconi definisce «impropria e anomala» non passa la proposta di Carlo Giovanardi e dello stesso Buemi di obbligare i giudici ad attenersi alle sentenze della sezioni unite della Cassazione. Sarebbe un modo per togliere libertà d’interpretazione alle toghe, sulla quale Orlando dà piene garanzie: «L’elemento che caratterizza il ddl del governo è tenere fuori dalla responsabilità l’interpretazione».
Ncd ribalta il tavolo. Sacconi presenta le dimissioni da capogruppo. Ci vuole un colloquio con Renzi e Orlando per farle rientrare. Ma la responsabilità civile traballa. Orlando decide di mettere il paletto del decreto. “Radio Arenula” dice che il testo sarà esattamente quello del ddl originario del governo. Senza il passaggio sulle motivazioni degli arresti. Ma sarà dura farlo ingoiare a Ncd”.