Magistrato a studenti: “Sbagliato parlare di mafia a Roma”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2015 10:25 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2015 10:25
Magistrato a studenti: "Sbagliato parlare di mafia a Roma". Giorno dopo però...

Il procuratore generale della Corte dei conti Salvatore Nottola (LaPresse)

ROMA – “Secondo me, quando si parla di mafia a Roma, si fa un errore. C’è un’improprietà di linguaggio. La mafia è tutt’altro”. Si è chiusa così, con una frase a effetto, la giornata dedicata alla cultura della legalità e alla lotta alla corruzione organizzata dagli studenti dell’istituto tecnico Giovanni XXIII di Roma. A pronunciare le parole che giovedì mattina, 29 gennaio, hanno spiazzato buona parte della platea della scuola del quartiere di Tor Sapienza è stato il procuratore generale della Corte dei conti Salvatore Nottola. Non bastasse lo stupore dei presenti, a sole 24 ore di distanza è arrivata anche la storica maxi-condanna ai Fasciani: i membri del clan di Ostia dovranno complessivamente scontare oltre 200 anni di carcere. La sentenza di venerdì sa in qualche modo di smentita.

Scrive Lorenzo D’Albergo su Repubblica:

Il «chiarimento tecnico» del Pg è proseguito per alcuni minuti: «Sarebbe pericoloso definire qualunque cosa mafia — ha spiegato davanti a circa cento studenti — si toglie il significato, la potenzialità pericolosa al fenomeno mafioso vero e proprio, che poggia su altre basi. Quella siciliana sul collegamento fra le persone, sulla gerarchia, sulla consuetudine antica. La ‘ndrangheta, invece, si costruisce sull’alleanza delle famiglie e così via. La mafia romana è un’altra cosa. È una combriccola di delinquenti di matrice a volte politica, a volte semplicemente delinquenziale ». E ancora, entrando nel merito di Mafia capitale e delle scorribande di Buzzi e Carmignatone nati: «Che poi ci siano dei collegamenti e delle alleanze episodiche tra questi fenomeni e personaggi mafiosi, è un altro discorso. Sono fatti accidentali, sono complicità. Ma la natura di questo fenomeno romano è ben altra — ha terminato il procuratore generale della Corte dei conti — quindi va distrutta molto più facilmente ». Concetti che stridono con quelli espressi dal vertice della procura di Roma Giuseppe Pi- subito dopo gli arresti dell’operazione “Mondo di mezzo”: «Nella capitale — spiegava in conferenza stampa lo scorso 2 dicembre — non c’è un’unica organizzazione mafiosa, ma ce ne sono diverse. Oggi abbiamo individuato “Mafia capitale”, romana e originale, senza legami con altre organizzazioni meridionali, di cui però usa il metodo mafioso ».

Pochi istanti prima di Nottola, a soffermarsi sulle «note vicende capitoline» e a parlare senza mezzi termini di «mafia» era stata l’altra ospite di giornata, la sorella di Giovanni Falcone, Maria: «Ragazzi, ringraziate che la mafia romana si basa su un giro di tangenti non ancora insanguinate. Già questo è un bene» (…)