Marcello Sorgi: in 5 chiavi Usb da Prefettura Napoli Mastella intercettato

Pubblicato il 5 Aprile 2015 9:39 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2015 9:39
Marcello Sorgi: in 5 chiavi Usb da Prefettura Napoli Mastella intercettato

Marcello Sorgi: in 5 chiavi Usb dalla Prefettura di Napoli il Mastella intercettato

ROMA – Una misteriosa e inquietante vicenda del 2008 è stata portata alla luce 7 anni dopo da Marcello Sorgi, giornalista della Stampa di Torino. L’ha raccolta Enrico Fierro sul Fatto e l’ha rilanciata Marco Travaglio nel suo editoriale “L’autobavaglio”. La rivelazione è stata buttata lì nel “salotto d’Italia” Porta a Porta, puntata di mercoledì 1 aprile, Marcello Sorgi, ex direttore de La Stampa e del Tg1, “ha fatto una rivelazione sensazionale” riguardante, precisa Enrico Fierro,

“la caduta del governo di Romano Prodi nel 2008. Tutto chiarito: fu il governo a tramare contro il governo. Praticamente un suicidio assistito. […] Sorgi rivela un episodio del suo passato da editorialista-casualmente inviato. “Rendo una pubblica confessione e per questo potrei anche essere indagato”, esordisce allarmato ma felice come chi si sta liberando la coscienza da un peso. “Eravamo a Napoli nel 2008 con altri quattro colleghi seduti al Caffè Gambrinus”.

“Un collega riceve una telefonata e poco dopo dalla Prefettura arriva un funzionario che ci porta cinque chiavette usb con 450 pagine”. Tutte le intercettazioni, anche quelle che Massimo D’Alema definirebbe “privatissime”, dell’inchiesta sulla moglie di Clemente Mastella, all’epoca ministro della Giustizia. “Insomma – prosegue Sorgi – quelle carte ci sono state date dal governo, visto che la prefettura è il governo”.

Lo scoop non viene colto, né da Vespa, che subito passa oltre, né dalle due parlamentari ospiti, Debora Serracchiani e Mariastella Gelmini. Peccato, perché di rivelazione-bomba si tratta. Chi sono il funzionario della prefettura e i giornalisti non si sa, Sorgi non lo dice, ma chi all’epoca era il prefetto di Napoli è noto. Era Alessandro Pansa, attuale capo della Polizia. Complotto, quindi, e a livelli altissimi, come subito ha rimarcato Clemente Mastella che ha evocato “poteri che concorsero in maniera violenta ad umiliare la mia persona, la mia famiglia, e che determinarono la caduta del governo Prodi”.

Si chiede Enrico Fierro:

“Sorgi che ha vissuto in diretta un pezzo del complotto, lo ha mai raccontato? Mai, eppure in quelle settimane turbolente aveva a disposizione una intera rubrica sul suo giornale dal titolo “Taccuino della crisi”. Un diario senza il fatto più importante. Forse perché certe rivelazioni, e su questo ha ragione Mastella, si possono fare solo “alla crisi del settimo anno””.