Marco Travaglio: allarme! Beppe Grillo o Grillo talpa? Si ai Verdi non a Farage

Pubblicato il 31 Maggio 2014 9:16 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2014 9:16
Marco Travaglio: allarme! Beppe Grillo o Grillo talpa? Si ai Verdi non a Farage

Beppe Grillo in campagna elettorale: secondo Marco Travaglio, dopo la batosta ha sbroccato

ROMA – Beppe Grillo rischia di diventare un Grillo talpa è l’allarme che lancia Marco Travaglio ai militanti del Movimento 5 Stelle e allo stesso Beppe Grillo.

Invece di

 “analizzare le cause dell’insuccesso, magari con l’aiuto di qualche esperto vero, e ripartire di slancio per rimuoverle, facendo tesoro degli errori e guardando avanti”,

scrive Marco Travaglio,

“dopo la batosta europea”,

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno in un primo tempo mostrato di avere capito la lezione

“con il video autoironico sul Maalox di Bepppe Grillo e con la frase: “Dobbiamo sorridere di più” di Casaleggio”.

Poi, però, da martedì, tutto è cambiato e, ricorda Marco Travaglio,

“è stato tutto un retrocedere e un avvitarsi in cupe e cacofoniche sedute di autoincoscienza, culminate nell’incredibile incontro fra Grillo e il leader nazionalista, xenofobo e nuclearista britannico Nigel Farage. Ha un bel dire Beppe che “Nigel è simpatico”: pare che sia pure vero, è un battutista impenitente, veste da dandy e la sua foto giovanile in versione punk fa sbellicare. Ma allora?

De Gasperi ed Einaudi, i più grandi statisti dell’Italia repubblicana, non sprizzavano certo simpatia. In compenso Berlusconi, il peggiore premier della storia repubblicana e anche monarchica, è a suo modo e in piccole dosi simpatico.

Ma un conto sono i tratti umani, un altro le idee e i programmi politici. […] Quello del Movimento 5 Stelle è semplice e scarno, sette punti appena: nemmeno una virgola in comune con quello dell’Ukip, che vuole cacciare dal Regno Unito tutti i cittadini nati altrove (Italia compresa). In compenso moltissimi punti in comune con i Verdi, sia per le politiche ambientali ed energetiche, sia per un’Europa intesa come comunità dei cittadini e non come casta delle lobby finanziarie.

Se proprio Grillo voleva levarsi lo sfizio di farsi un bicchierino con Farage, cosa fatta capo ha (anche se quel pranzo ha sconcertato i suoi elettori che, proprio perché non sono “né di destra né di sinistra”, non hanno nulla a che fare con xenofobia e nazionalismo; in compenso ha fatto felici gli avversari che non vedevano l’ora di dipingerlo come il nuovo Hitler). Ora però segni le regole del suo movimento e ascolti gli eletti ed elettori, che vedono la sola ipotesi Farage come il fumo negli occhi (anche se l’Ukipfosse solo un taxi).Non occorre neppure consultare la Rete.

Un buon punto di ripartenza è il documento dello staff Comunicazione che, accanto a bizzarrie pittoresche (il trench scuro e i boccoli di Casaleggio che fan perdere voti), contiene analisi serie e impietose della sconfitta. Ed è pure la smentita della leggenda nera che vuole tutti i “grillini” teleguidati dal Capo e dal Guru. Ieri, sul sito del Fatto , la copresidente dei Verdi Europei Monica Frassoni ha invitato i 5Stelle al dialogo e non ha escluso di accoglierli nel gruppo parlamentare.

Grillo la conosce bene: nel 2007 fu proprio lei ad aprirgli per la prima volta le porte dell’Europarlamento. Il posto giusto per i 5S è accanto agli ambientalisti, che potrebbero rivelarsi molto utili nelle battaglie contro le mille Ilva (ben appoggiate da destra e sinistra) e contro quel mostro che è il Tav Torino-Lione (sostenuto da destra e sinistra, in cambio di cosa magari un giorno lo scoprirà qualche pm), oltreché contro l’Europa dei banchieri & affaristi (amici di destra e sinistra). L’importante è aprire gli occhi, evitando che Grillo diventi un grillotalpa”.