Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “C’è chi può e chi non può”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2014 8:24 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2014 8:24
La prima pagina del Fatto Quotidiano

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ROMA – “Ogni tanto – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – è bene attivare il Tom-Tom per scoprire dove siamo e dove stiamo andando. Pronti, partenza, via. Il 14 novembre ’ 91 il presidente Cossiga proibì al vicepresidente del Csm Galloni di mettere all’ordine del giorno del plenum alcune pratiche a lui sgradite e mandò i carabinieri a Palazzo dei Marescialli a far sgombrare l’aula in caso di disobbedienza ai suoi ordini: Violante avviò le pratiche per l ’ impeachment, accusandolo di alto tradimento e attentato alla Costituzione, Napolitano ne chiese le dimissioni e l’Anm scese in sciopero contro la grave violazione costituzionale”.

L’articolo completo:

L’altro ieri il presidente Napolitanoha proibito per lettera al vicepresidente del Csm Vietti di mettere all’ordine del giorno del plenum l’istanza di azione disciplinare per il procuratore di Milano Bruti Liberati, votata all’unanimità dalla II e dalla VII commissione; Vietti l’ha comunicato ai consiglieri senza leggere la lettera (nel frattempo autodistruttasi) e quelli hanno prontamente obbedito, ritirando le precedenti deliberazioni, sbianchettando ogni critica a Bruti e archiviando festosamente la pratica. Nessunpartitohabattutociglio, nessungrandegiornale ha trovato da ridire, l’Anm non ha scioperato, Violante non ha chiesto impeachment e Napolitano non ha invocato dimissioni, anche perché sarebbero state le sue. Grillo e il M 5 S sono trattati come appestati da sempre, maancorpiùdaquandohannoannunciatol’accordo tecnico, al Parlamento europeo, col gruppo dei nazionalisti xenofobi inglesi dell’Ukip e con altri esponenti di destra svedesi, francesi e lituani.

Intanto il segretario e premier del Pd Matteo Renzi annuncia tra carnevali di Rio e gridolini di giubilo l’accordo politico-istituzionale, al Parlamento italiano, per la riforma del Senato (e dunque della Costituzione) con Forza Italia, guidata da un frodatore fiscale detenuto e ideata da un pregiudicato per mafia recluso nello stesso carcere di Riina; e con la Lega Nord, alleata in Europa con i fascisti razzisti del Front National di Marine Le Pen. Ma chi – giustamente – eccepisce sui compagni di strada di Grillo, si guarda bene dal farlo su quelli – ben peggiori – di Renzi. Il quale, come un noto detersivo, lava più bianco. L’anno scorso Adam Kabobo uccise a picconate tre passanti a Milano: il segretario della Lega Nord Matteo Salvini gli augurò di “marcire in prigione”. Martedì Davide Frigatti ha ucciso un passante a coltellate e ne ha feriti altri due a Cinisello Balsamo: Salvini ha educatamente chiesto se non sia “il caso di riaprire delle strutture dove accogliere e curare i malati di mente”. Il fatto che Kabobo sia ghanese e Frigatti padano è puramente casuale. Un mese fa il leader Ndc Angelino Alfano ha candidatoalleEuropeeilgovernatoredimissionariodel-la Calabria, Giuseppe Scopelliti, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, con la decisiva motivazioneche “èunpresuntoinnocente”e “noisiamo garantisti”. Lunedì il ministro garantista Alfano ha annunciato via twitter la cattura dell’ “assassino di Yara Gambirasio”, mai condannato in primo grado néimputato, masoloindagato. Però, nontrattandosi diunpoliticoenonmilitando (chesisappia, almeno) nell’Ncd, è già colpevole prim’ancora del processo. Il 28 marzo 2013 l ’ Unità, organo del Pd, titolò a tutta prima pagina: “Patto Grillo-Berlusconi: fermare il cambiamento”. La notizia era palesemente falsa, ma non fu mai rettificata dall ’ house organ allora bersaniano e ora renziano. Neppure quando, il 20 aprile 2013, fu siglato il “patto Pd-Berlusconi” per “fermare il cambiamento” con la rielezione dell’ottantottenne Napolitano; né quando, il 24 aprile 2013, fu firmato il “patto Pd-Berlusconi” per “fermare il cambiamento” col governo Letta di larghe intese; né quando, il 19 gennaio 2014, al Nazareno, fu sottoscritto il “patto Pd-Berlusconi” per “fermare il cambiamento” con l’Italicum (liste bloccate tipo Porcellum) e il Senato delle Autonomie (non più eletto dai cittadini, ma nominato dalla Casta); né due giorni fa, quando una telefonata fra Renzi e il Caimano ha confermato il “patto Pd-Berlusconi” per “fermare il cambiamento”. Coraggio, compagni dell ’ Unità, siete ancora in tempo.