Marco Travaglio. Giubileo come Expo? “A Roma di magliari…”

Pubblicato il 1 Novembre 2015 10:59 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2015 11:00
Marco Travaglio. Giubileo come Expo? "A Roma di magliari..."

Francesco Paolo Tronca: da Palermo a Roma via Milano. Marco Travaglio scrive che…

ROMA – Marco Travaglio si chiede in cosa consista il “modello Milano” che dovrebbe essere applicato a Roma per il Giubileo e conclude che

“di magliari e leccaculi Roma ne abbia a sufficienza, senza bisogno di importarli da Milano”.

La lapidaria affermazione è in fondo all’editoriale di domenica 1 novembre 2015 pubblicato sul Fatto ed è preceduta da 3 ipotesi:

1. Si prende il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca e lo si fa commissario del Comune di Roma per “dare inizio al Dream Team(Matteo Renzi dixit), “così il Giubileo andrà bene come l’Expo”( Angelino Alfano).

Francesco Paolo Tronca, osserva Marco Travaglio,

“è talmente milanese da esser nato a Palermo, però gli son bastati gli ultimi due anni da prefetto all’ombra della Madonnina”

per diventare un milanese modello. Dagli archivi esce un dettaglio imbarazzante. Quattro anni fa l’Unità (…)

“raccontò che Tronca, non ancora prefetto ma solo capo del Dipartimento Vigili del Fuoco (nominato dal ministro leghista Roberto Maroni), usò un’auto e un autista destinati al soccorso antincendi per fare scarrozzare allo stadio Olimpico suo figlio e un amichetto per la partita Roma-Inter di Coppa Italia”.

C’è chi, come l’ex portavoce di Fini, Salvo Sottile, per un caso analogo, chiosa Marco Travaglio,

“s’è beccato una condanna per peculato. Sarebbe seccante ricordarlo proprio ora che Tronca va al posto di un indaco, Ignazio Marino, indagato per peculato. Il modello Milano andrebbe subito a farsi fottere”

Per completare il ritratto, Marco Travaglio ricorda che, allora,

“le rappresentanze sindacali dei pompieri denunciarono il caso e aggiunsero –sempre secondo l’Unità– che “al prefetto Tronca sarebbero stati assegnati ben due attici, in via Piacenza, a due passi dal Quirinale: alloggi di servizio che non gli spetterebbero”.

Ora però tutto è diverso:

“Tronca è stato scelto personalmente da Renzi, quindi non è più leghista, ma alfiere del “modello Milano””.

2) “Modello Milano” significa trapiantare le virtù della “capitale morale d’Italia”- l’ha detto Raffaele Cantone, quindi sarà vero senz’altro- nel corpaccione vizioso della capitale politica, perché Milano “ha gli anticorpi” e Roma no. (…) Fermi restando i noti vizi e stravizi della Roma che conta, resta da capire quali siano esattamente le virtù di Milanoche conta. Lì, finché non fu aperta Expo e la Procura schiacciò il tasto “pausa” per carità di patria ad arresti e avvisi di garanzia, era tutto un susseguirsi di retate perché i virtuosissimi politici e amministratori di destra e di sinistra non erano riusciti a completare i lavori della kermesse (40% di opere mai fatte), ma in compenso le mazzette viaggiavano con puntualità svizzera. Eppure né il commissario Occhio Di Lince Giuseppe Sala, né i suoi sponsor al Comune e alla Regione, s’erano accorti di nulla.

La Regione Lombardia, ricorda Marco Travaglio, è

“stata sciolta anzitempo nel 2013 per gli scandali Formigoni, Minetti, Trota, Boni, Penati e note spese, col contorno di qualche ’ndranghetista (milanesissimo, dunque provvisto di robusti “anticorpi”), anche i nuovi inquilini del Pirellone si son dati da fare: il 1° dicembre il governatore Bobo Maroni andrà a processo per turbativa d’asta ed è indagato per i suoi favori a due amichette sue; il suo vice Mario Mantovani, forzista, soggiorna attualmente a San Vittore per corruzione.
Completano il quadro, sempre a proposito di “modello Milano” e “anticorpi”, i comuni dell ’hinterland infiltrati dalle mafie, come Buccinasco, Desio e Sedriano.

3) “Modello Milano” vuol dire che Roma, per il Giubileo, deve prendere esempio da Expo. Il tempo è poco, ma ce la si può ancora fare. Funziona così. Si favoleggia dell’arrivo di 24-30 milioni di visitatori da tutto il mondo, poi ne arrivano solo 18 (record storico negativo dal1962, pari al dato di Expo Hannover 2000, detto anche “il flop del millennio”), ma si arrotonda a 21 e lo si spaccia per un trionfo. Si buttano dalla finestra 2,4 miliardi di denaro pubblico (1,3 per la costruzione, 960 milioni per la gestione e 160 per l’acquisto dei terreni da privati, decuplicando il prezzo di mercato), poi si dice che i costi saranno coperti dalla vendita dei biglietti a 22 euro di media, poi la media ufficiale scende a19 euro e quella reale a molto meno (centinaia di migliaia di ticket regalati o svenduti a 5 euro), con un bel buco finale di 1miliardo a carico nostro, ma nessuno ci fa caso.
Si scopre poi che i terreni sono altamente inquinati, dunque vanno bonificati, per
un costo preventivato di 5 milioni a carico dei proprietari, che però non vogliono pagare e intanto il conto sale a 72milioni, e indovinate chi li paga.
Si shakera il tutto con copiosi investimenti pubblicitari su giornali e tv, che in cambio suonano trombe e trombette. Infine si proclama eroe nazionale l’artefice del capolavoro, con monumento equestre incorporato, e lo si candida a sindaco.