Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano su Pd e Berlusconi: “Almeno ditelo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2013 11:55 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2013 11:56
Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano su Pd e Berlusconi: "Almeno ditelo"

Marco Travaglio (foto Lapresse)

ROMA – Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 14 luglio parla del Pd e della proposta di legge per l’ineleggibilità di Berlusconi. Titolo dell’editoriale: “Almeno ditelo”. Travaglio se la prende col Pd e spiega perché non si arriverà mai all’ineleggibilità di Berlusconi.

Ecco alcuni estratti del suo articolo:

“Prendete l’ineleggibilità di B., sancita senz’ombra di dubbio dall’articolo 10 della legge 361/1957. A marzo, appena il capogruppo M5S Crimi sfida il Pd a votarla, il capogruppo al Senato Zanda annuncia che voterà come lui. Sembra fatta, anche perché Pd, Sel e M5S hanno un’ampia maggioranza sia alla Camera sia al Senato”.

Travaglio ha quindi spiegato che, secondo lui, il tutto avrebbe dovuto essere fatto prima:

“L’altroieri, quando finalmente la giunta del Senato inizia a discuterne con quattro mesi e mezzo di ritardo, lo stesso Zanda presenta con Mucchetti e altri 23 una legge che dà un anno di tempo ai parlamentari titolari di azioni in società concessionarie o regolate dallo Stato per venderle o lasciare il seggio. Cioè: ora che finalmente una legge violata per vent’anni rischia di essere applicata, va subito cancellata e sostituita con un’altra che dice più o meno le stesse cose. Ma sana automaticamente l’illegalità passata e presente e rinvia tutto sine die, cioè a mai”.

E quindi, conclude Travaglio:

“La legge del ’57, operativa da subito, diventa un ferrovecchio (non sia mai che i 5Stelle votino l’ineleggibilità di B. da soli e gli elettori del Pd aprano gli occhi). E quella nuova non passerà mai: per l’ineleggibilità di B. la maggioranza c’è, per la Mucchetti-Zanda non ci sarà mai. Ditelo, per favore, che non potete fare a meno di B. Meglio passare per complici che per coglioni”.