Marco Travaglio: Obama ci prende per il c…ma i giornali servi non capiscono

Pubblicato il 29 Marzo 2014 8:43 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2014 8:43
Marco Travaglio: Obama ci prende per il c...ma i giornali servi non capiscono

Marco Travaglio: Obama ci prende per il c…ma i giornali servi non capiscono

I giornali italiani, il loro provincialismo e la vocazione a fare da cassa di risonanza al Governo italiano, chiunque ci sia in carica, Berlusconi a parte ma se l’è cercata lui, hanno colpito Marco Travaglio che alla copertura della visita del presidente americano Barack Obama da parte dei quotidiani in Italia (“all’insaputa di quelli americani”) dedica uno sferzante quanto amaro e deprimente editoriale sul Fatto.

 

Il presidente americano, nota Marco Travaglio, era in visita al paese alleato più servile e genuflesso e la prima reazione dei quotidiani è stata di sorpresa per il fatto che Obama

“non ha insultato né sbeffeggiato i suoi capi dello Stato e del Governo. Chi l’avrebbe mai detto. Secondo Repubblica , mentre il padrone consegnava ai servi la solita lista della spesa (graziare gli spioni Cia condannati per il sequestro Abu Omar, comprare un centinaio di F-35 che fanno ridere pure il Pentagono, raddoppiare le spese per la difesa da non si sa chi, acquistare il gas dagli Usa anziché dai russi, mezzo chilo di pane, tre etti di prosciutto e un caffè macchiato), quel diavolo di Renzi riusciva addirittura a dargli sulla voce: “L’Italia taglierà le spese militari”. Tiè (infatti la Pinotti ha subito detto che sugli F-35 nonsi scherza).

Eppure incassava la promessa dell’amico Barack di “convincerela Merkel a cambiare verso”.

L’Unità, pravdina del Pd, conferma: “Barack e Matteo, asse anti-austerity”.

Sempre nel Reparto Paranormale, va registrato che “Obama sfratta gli abusivi”(il M e ss a g g e ro ) e “Il ‘Miracolo’ di Obama al Colosseo: spariscono centurioni e camion bar”. Dinanzi a notizie così inaspettate e sconvolgenti, si capisce che nessun giornalone abbia trovato tre righe di spazio per l’allarme deigiuristi di Libertà eGiustizia sulla “svolta autoritaria”del Parlamento dimezzato e del premier-duce. Che sarà mai. Peraltro, che si sappia, a nessun capo di Stato o di governo è mai saltato in mente di dire pubblicamente qualcosa di men che encomiastico a un collega italiano.

A parte la regina Elisabetta quando Berlusconi strillò “Mister Obamaaaaa!”durante la foto di gruppo del G8 di Londra (la sovrana si voltò di scatto: “Ma chi è che urla così forte?”. Era lui).

Su Google si trovano i titoli prestampati dei giornali italiani il 18 ottobre 2013: “Obama promuove Letta”. E, il 19 gennaio e il 9 febbraio 2012: “Obama promuove Monti”. Pure Merkel, Hollande e tutti gli altri non fanno che “promuovere”di anno in anno i premier italiani, l’uno diverso dall’altro (almeno nelle sembianze fisiche). Appena vide Monti, Obama non riuscì a trattenersi: “Ho piena fiducia nella leadership di Monti e voglio solo dire quanto noi apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo il suo governo”.

Un anno e mezzo dopo, al cospetto di Letta, proruppe: “Non potrei essere più colpito dall’integrità, dalla profondità di pensiero e dalla leadership di Enrico Letta”. È ufficiale: Obama & C. ci prendono per il culo. E noi lì a bere tutto. Spiace citare Andrea Marcenaro del Foglio, ma ci ha azzeccato: “L’abolizione delle province non comporta assolutamente l’abolizione del provincialismo”.