Marco Travaglio: Renzi stai sereno, per Putin solo Berlusconi il Pd criticò

Pubblicato il 7 Marzo 2015 8:22 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2015 8:22
Marco Travaglio: Renzi stai sereno, per Putin solo Berlusconi il Pd criticò

Marco Travaglio a Matteo Renzi: stai sereno, per Putin solo Berlusconi il Pd criticò

ROMA – Marco Travaglio sovrappone Matteo Renzi a Berlusconi e si concede un brivido di ironia, giocando ai suoi affezionati lettori mattutini uno scherzo lieve ma inquietante, fino alla soluzione del piccolo mistero.Non contro Matteo Renzi a Mosca ai piedi di Putin sono rivolte le parole di fuoco degli esponenti della sinistra citati nell’articolo del 7 marzo 2015 intitolato “Putinieri” ma contro Berlusconi e risalgono a 5 anni fa e oltre, quando Berlusconi era primo ministro e prendeva al volo ogni occasione per correre a cercare rifugio e sollievo nella dacia russa di Putin vicino a Mosca.

Il paragone è in larga parte ingiusto, perché ben diverso è quel che c’è dietro i due, Renzi e Berlusconi, nel comportamento con  Putin ma è anche vero che il momento è più complicato, gli schieramenti sono più rigidi, il gioco è più duro e l’Italia non può permettersi ambiguità.

Lo spunto dell’articolo è dato a Marco Travaglio dalla visita di Matteo Renzi a Mosca,

“dove ha omaggiato Vladimir Putin, ha vietato le domande dei giornalisti in conferenza stampa, non ha detto una parola sui diritti civili e umani, anzi ha fatto il piazzista degli interessi privati di un gruppo di imprenditori italiani e ha criticato le sanzioni economiche alla Russia, beandosi infine della definizione putiniana sull’Italia “partner privilegiato”.

Il resto è un gustoso e divertente copia incolla, che sovrappone ieri a oggi e fa apparire che sia davvero

“esplosa finalmente la rivolta dei ministri e degli altri leader del Pd e della maggioranza”.

Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd:

“Il legame privato tra lui e Putin ha caratteri tali da imbarazzare qualsiasi cancelleria europea. È lecito ritenere che gli interessi nazionali possano essere messi a rischio… Il nostro Paese non ha davvero bisogno di ingrossare i dossier dei Servizi russi con le stravaganze di questo presidente del Consiglio… E comunque, nonostante tutti gli sforzi che sta facendo per assomigliare al suo amico Putin, si tolga dalla testa di tappare la bocca alla stampa, italiana o estera”.

Piero Fassino, sindaco Pd di Torino:

“Il governo italiano non può pensare che il suo ruolo si risolva nel coltivare un rapporto tra il premier e Putin. […] Soltanto l’ossessiva e smisurata megalomania che lo accompagna può far credere al presidente del Consiglio di essere un attore della scena internazionale. Non ce n’è uno che lo pensi in Europa e nel mondo. La verità è che con lui l’Italia è purtroppo ai margini in Europa e nel mondo, con grave danno per l’immagine e gli interessi del Paese”.

Luigi Zanda,  capogruppo al Senato:

“La frequenza dei suoi viaggi in Russia e il confronto con le sue rarefatte visite negli Usa (mai nello stesso periodo) è inquietante… Solo una condizione di estrema ricattabilità personale e politica può spiegare gli ‘speciali’ rapporti con Putin”.

“C’è – spiega Zanda – un continuo autoattribuirsi da parte sua il ruolo inesistente e sgradito di mediatore tra Stati Uniti e Russia, con posizioni personali volte a compiacere gli interessi russi. E poi, mai una protesta per i giornalisti russi e i loro avvocati uccisi o arrestati e per aver cercato la verità. Nessuna protesta per Anna Politkovskaja o per la deportazione politica in un carcere siberiano di Mikhail Khodorkovsky. Perché non ha mai discusso in Parlamento queste sue posizioni? Per amicizia disinteressata con Putin? Gli Stati Uniti ritengono che sia in gioco l’interesse strategico della sicurezza europea e che il rapporto del nostro premier con Putin… sia funzionale a una politica energetica a favore di Gazprom. Il Pd gli chiede chiarezza sulle sue relazioni internazionali. È necessario escludere, senza che resti alcun dubbio, che la politica estera italiana sia stata forzata a favore di interessi personali del presidente del Consiglio”.

“Non ci interessa sapere – argomenta lo scatenato Zanda – come il nostro capo del governo ha intenzione di festeggiare il suo amico Vladimir Putin. Ma se il presidente del Consiglio italiano va in visita dal primo ministro russo per trattare ‘temi seri’ ha il dovere, al suo ritorno, di riferire immediatamente al Parlamento il contenuto della sua visita e delle questioni affrontate. Perché lo Stato italiano non è una sua proprietà privata. La nostra affidabilità è compromessa dalle modalità con cui gestisce i rapporti con Putin… Per questo gli abbiamo più volte chiesto di venire personalmente in Parlamento a spiegare quale sia oggi la sua politica estera del Paese e chi siano i suoi migliori amici. Solo così sarà possibile discuterla e valutarla”.

Pier Luigi Bersani: segretario del Pd che fu e mancato primo ministro, non prima di avere intronato Laura Boldrini a presidentessa della Camera, una di un altro partito che non gli ha nemmeno dato la fiducia:

“Purtroppo l’Italia è stata sorpresa con il governo nel punto più basso dal dopoguerra ad oggi del suo prestigio, privilegiando relazioni speciali solo con Putin… solo per far vedere il nostro premier nei principali tg”.

L’intero gruppo del Pd al Senato lancia un accorato appello al capo del governo:

“Renda trasparenti tutte le sue relazioni internazionali. C’è un impasto di ridicolo e di superficialità che peserà per molti anni sulla immagine internazionale del nostro Paese. Le relazioni tra l’Italia e la Russia sono molto importanti. Ma essere considerato il ‘portavoce di Putin’ è cosa diversa da ‘amico’ di Putin. Presuppone un rapporto di dipendenza. È una definizione grave che evoca il tradimento degli interessi dell’Italia e dell’Europa”.

“Tagliente” il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli [quello che confonde le tombe ebree con quelle musulmane, come nemmeno l’ultimo turista da Cral fa più]:

“L’agenda dei rapporti tra Berlusconi e Putin si riempie di inquietanti sospetti… Emerge la necessità di conoscere la ragnatela di interessi del premier, anche per tranquillizzare i nostri partner europei impegnati sulle questioni energetiche in un confronto anche aspro con il governo russo”.

Tranchant il commento della ministra della Difesa, Roberta Pinotti:

“La politica estera del premier è un mistero di fronte al quale non possiamo arrenderci per il bene dell’Italia”.

Le fa eco il ministro della Giustizia, Andrea Orlando:

“Probabilmente il modello ispiratore del presidente del Consiglio è quello della Russia di Putin”.

Fine del gioco. Marco Travaglio aggiunge un “Ps.” un po’ minaccioso, vista l’esortazione a stare sereni che nel lessico di Renzi non è una espressione che prometta alcunché di buono:

“Matteo Renzi e i suoi cari stiano sereni. Queste dichiarazioni risalgono agli anni 2008-2011, quando in ginocchio da Putin c’era Berlusconi. Oggi non si usano più”.