Marco Travaglio. Renzi vuole bavaglio ai giudici: Expo, intercettazioni, Sorgenia…

a cura di Sergio Carli
Pubblicato il 25 luglio 2015 9:44 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2015 9:51

ROMA – Allarme Giustizia in Italia. Marco Travaglio avverte che il Governo di Matteo Renzi sta preparando

“in tutta fretta la Legge Silenziatore con la scusa dell’intercettazione – fantasma su Rosario Crocetta, per vendicare quelle vere dell’affaire Renzi-Adinolfi-Napolitano ed evitare che ne escano altre. La teoria del“doppio Stato”, unica lettura attendibile degli snodi decisivi della storia d’Italia, che infatti fece saltare la mosca al naso a Giorgio Napolitano, trova ogni giorno nuove conferme. Perciò questa classe politica irredimibile ha nel mirino i due strumenti in gradodi smascherare gli arcana imperii e di scoperchiare i doppi fondi dello Stato: le intercettazioni e i magistrati. Almeno quei pochi che non hanno ancora sostituito il vecchio motto “La legge è uguale per tutti”, legato a una l

Marco Travaglio. Renzi vuole bavaglio ai giudici: Expo, intercettazioni, Sorgenia...

Marco Travaglio. Renzi vuole bavaglio ai giudici: Expo, intercettazioni, Sorgenia…

ettura sorpassata dell’art.3 dellaCostituzione, con il più moderno e apprezzato“Non disturbate il manovratore”.

La Giustizia in Italia, spiega Marco Travaglio, presenta due facce: quella “di larghe intese, anzi imprese”, il cui laboratorio sembra essere diventato Milano, “già capitale morale d’Italia”, oggi, appunto, “laboratorio della nuova giustizia all’italiana”; quella praticata in “alcune enclavegiudiziarie ancora da espugnare” dove

“si annidano magistrati che, incuranti degli avvertimenti, non si rassegnano alla nuova Legalità Sostenibile e continuano pervicacemente ad applicare la legge in modo uguale per tutti, senza tener conto delle conseguenze economiche.
Savona: mentre insigni rappresentanti della giunta Burlando e del governo inciuciavano coi vertici di Sorgenia per salvare la centrale-killer di Vado Ligure, con tanti saluti alla salute dei cittadini, la Procura si ostinava a indagare.
Taranto: insensibili agli otto decreti salva-Ilva, cioè Salva-Riva e blocca-indagini e ammazza-operai/cittadini, varati negli ultimi cinque anni dai governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, un pugno di pm e di gip seguitano imperterriti a colludere con la salute pubblica anziché con gli imprenditori avvelenatori e corruttori e con i politici servi di destra, centro e sinistra (si fa per dire: vedi Vendola). E spediscono quei decreti alla Corte Costituzionale.

Brescia: si condannano fascisti e uomini dei servizi per la strage del 1974.

Palermo: si indaga sugli stessi ambienti che aiutarono Cosa Nostra a proseguire la strategia stragista nei primi anni 90.

Prima di questo elenco Marco Travaglio scrive della Procura della Repubblica di Milano in questi termini:

“L’altro giorno il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha informato i suoi pm che non si avvarrà del decreto che allunga da 70 a 71 anni l’età pensionabile dei magistrati, dunque svestirà la toga il 16 novembre, “data del mio onomastico”, anziché “il 10 ottobre, data del mio 71° compleanno”. Quindi, per 5 settimane, si avvarrà del decreto di cui dice di non volersi avvalere. Con questa stupefacente motivazione: “Intendo infatti rimanere inservizio fino alla conclusione di Expo 2015, l’evento che ha visto un impegno particolare dell’ufficio e mio personale”.
Che diavolo c’entri la data di scadenza di un procuratore con quella dell’esposizione universale, Dio solo lo sa. Quanto all’“impegno particolare”, l’unica cosa che viene in mente sono i continui intralci alle indagini dell’aggiunto Alfredo Robledo, da Bruti incaricato e poi scippato delle inchieste sulla Pubblica Amministrazione e dunque su Expo. Ora Robledo è esiliato a Torino grazie a un Csm reso muto, sordo e cieco da Giorgio Napolitano secondo la regola aurea del Conte Zio [mitico personaggio che sovrasta i promessi sposi di Manzoni]: “Sopire e troncare”.

Sul fronte delle indagini su Expo, tutto tace (in attesa della chiusura del baraccone? O del compleanno del procuratore? O del suo onomastico? Ah saperlo). Così come sul fronte della politica e dell’informazione: l’altro ieri Gianni Barbacetto, dopo averne documentato le bugie sul numero dei visitatori (4 milioni spacciati per 6[…]), ha svelato ciò che il commissario Giuseppe Sala è riuscito a raccontare al Cda di Expo Spa: e cioè che è impossibile calcolare il numero esatto degli ingressi perché i computer collegati ai tornelli –costati appena 4,8milioni di euro – vanno in tilt a causa del caldo. […]
Su Expo, questo scandalo a cielo aperto –un evento pompatissimo e costosissimo, tutto pagato con denaro pubblico su terreni privati, che naufraga nel ridicolo –nessuno scrive e nessuno indaga. […]

“Va dunque ringraziato il procuratore Bruti per aver collegato a Expo la fine ingloriosa della sua onorata carriera: nell’ultimo anno Milano, già capitale morale d’Italia, è divenutail laboratorio della nuova giustizia all’italiana. Una giustizia di larghe intese, anzi imprese. Una giustizia “sostenibile”(da Lor signori): leggera, flessibile, pieghevole, quasi impercettibile.Con la benedizione apostolica del Quirinale, del Csm, del governo, della maggioranza di centro-sinistra, delle opposizioni di centrodestra, della Confindustria e dei giornaloni al seguito.

Da questi palazzi si leva da mesi una sola parola d’ordine, molto simile al messaggio mafioso: “I magistrati tengano conto delle conseguenze economiche delle loro decisioni”(copyright di Giovanni Le-gnini, vicepresidente del Csm,Giorgio Squinzi, presidente diConfindustria, e Federica Guidi,ministra dello Sviluppo economico)”.