Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Fatti non foste a viver come Bruti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2015 8:15 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2015 8:15
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Fatti non foste a viver come Bruti"

La prima pagina del Fatto Quotidiano di giovedì 12 febbraio

ROMA – “Fatti non foste a viver come Bruti” è il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di giovedì 12 febbraio.

A Milano c’è un procuratore aggiunto, Alfredo Robledo, che su incarico del suo capo, Edmondo Bruti Liberati, coordina il pool Reati contro la Pubblica amministrazione (già Mani Pulite). Poi il suo capo comincia a sottrargli una serie di fascicoli di sua competenza per assegnarli ad altri dipartimenti che devono occuparsi di tutt’altro (Ruby, Formigoni, Expo), mentre quello sulla Sea lo “dimentica” per mesi in cassaforte. Robledo lo denuncia prima al Pg di Milano, poi al Csm. Il primo si volta dall’altra parte. Il secondo apre una pratica su Bruti, ma quando sta per sanzionarlo arriva una lettera di Napolitano al suo vice Vietti, “non ostensibile” ai consiglieri, che intima di salvarlo perché, essendo capo, può fare quel che gli pare: anche violare le regole dettate da lui. I consiglieri obbediscono immantinente alla lettera fantasma, sbianchettano i rilievi che avevano mosso a Bruti in due relazioni d’accusa e lo “assolvono”.”

Intanto Robledo indaga sui rimborsi pubblici per le spese private dei consiglieri regionali lombardi. Il 29 gennaio 2014 le agenzie Agi e Asca riferiscono che le indagini riguardano tutti i gruppi consiliari. L’avvocato di alcuni leghisti, Domenico Aiello, si complimenta via sms per la sua imparzialità: “Uomo di parola! Poi grande magistrato”. Robledo risponde: “Caro avvocato, promissio boni viri est obligatio”. Cos’ha “promesso” Robledo ad Aiello? Che avrebbe indagato a 360 gradi, senza risparmiare nessun partito, anche per non influenzare le elezioni regionali di primavera. L’aveva detto anche ai due legali del Pd. E così ha fatto. Indovinate com’è finita? Il Csm che aveva salvato Bruti ha punito Robledo: trasferito ipso facto a Torino con divieto di fare mai più il pm (…)