Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Hanno tutti torto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 luglio 2015 8:29 | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2015 8:29
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Hanno tutti torto"

La prima pagina del Fatto Quotidiano

ROMA – “Hanno tutti torto” è il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di mercoledì 1 luglio.

Il vero guaio delle tragedie immani che ci piombano addosso l’una dopo l’altra, dall’immigrazione al terrorismo, dalla Grecia all’agonia di un’Europa mai nata, è che nessuno ha in tasca la soluzione, per il semplice motivo che una soluzione non c’è. Ma questa catastrofe, che papa Francesco ha definito “la terza guerra mondiale a pezzi”, cioè a rate, è anche la principale fortuna dei talk show televisivi: in quel mondo a parte, chiunque passi per la strada può diventare un leader politico e conquistare milioni di voti a colpi di fregnacce sesquipedali, nella granitica certezza che nessun esperto,per quanto esperto,riuscirà mai credibilmente a smentirlo e a screditarlo.

Qualcuno sa come si risolve il dramma della Grecia? No. Qualcuno è in grado di prevedere cosa succederà in caso di default di Atene, o di accordo con il sinedrio europeo,o di vittoria del Sì o del No al referendum di domenica prossima? Siamo sinceri: nessuno sa nulla. Qualcuno ha idea di che fare per arginare la crisi irreversibile dell’euro e restituire al nostro vecchio Continente livelli accettabili di benessere e occupazione? Non scherziamo. Qualcuno sa come sconfiggere quella nuova forma di terrorismo globale in franchising che, per comodità, chiamiamo Isis? No, nessuno. Qualcuno ha in tasca la ricetta per contenere la spinta di milioni di persone dall’AfricaedalMediorientein fiamme e in miseria verso l’Europa? Buio pesto. È il terreno ideale per i fattucchieri, i venditori di fumo,gli spacciatori di patacche un tanto al chilo, sicuri come sono di poter parlare di tutto con la medesima, enciclopedica incompetenza davanti a un pubblico che ne sa quanto loro, ma non vede l’ora di sentirsi raccontare qualche certezza per prender sonno la sera. Così ogni giorno basta accendere la tv per ascoltare i pareri, rigorosamente contrapposti, di politici, commentatori, economisti e strateghi che non hanno la più pallida idea di che cosa accadrà di lì a qualche ora, giorno, mese, anno. Ma lo nascondono benissimo, con una sicumera pari alla loro impotenza e insipienza (che non è colpa loro: la competenza, su queste materie, non ce l’ha nemmeno chi possiede tre lauree e otto master). E con un prontuario di frasi fatte sempre uguali a se stesse che, appena escono dalle rispettive bocche, si essiccano all’istante, precipitando a terra in mille pezzi. Tipico talk show sull’immigrazione. Ospite 1: “Non possiamo accoglierli tutti”. Ospite 2:“Dobbiamo lavorare all’integrazione”.

Ospite 3: “No, serve una società multiculturale”. Ospite 4: “Basta con il buonismo della sinistra”. Ospite 5: “Le ricette della destra hanno fallito”.Ospite 6:“Aiutiamoli a casa loro”. Ospite 7:“Già,e con quali soldi, se mancano anche quelli per aiutare gli italiani?”.Ospite 8:“L’Europa deve farsi carico”. Ospite 9: “Parlate voi che avete firmato Dublino 2?”. Ospite 10: “Bisogna affondare i barconi degli scafisti ed espellere i clandestini. Se no perché non ve li prendete a casa vostra, se vi piacciono tanto?”. Sigla.

(Puoi leggere l’articolo intero sul Fatto Quotidiano di mercoledì 1 luglio 2015).