Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Il Pontassieve”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2015 7:50 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2015 7:50
La prima pagina del Fatto Quotidiano

La prima pagina del Fatto Quotidiano

ROMA – “Non è vero che – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – come qualcuno ha ricominciato a dire dopo la riabilitazione del Ponte sullo Stretto, Renzi sia uguale a B. Parla come lui e fa più o meno le stesse cose che faceva o voleva fare lui, ma non è uguale a lui: per certi versi è meglio, per altri è addirittura peggio”.

L’editoriale di Marco Travaglio: È meglio perché gli mancano la P2, la mafia, le mazzette e le mignotte. È peggio perché B. almeno andava al governo dopo aver vinto le elezioni: Renzi mai. B. non destituì mai un sindaco perché non gli andava a genio: Renzi l’ha fatto a Roma, cacciando il sindaco eletto dal popolo per sostituirlo con un Dream Team non eletto da nessuno, ma nominato da lui che non ha eletto nessuno. Ma soprattutto: B. aveva sempre un piede in galera, dunque le porcate le faceva per costrizione e per disperazione: Renzi invece le fa per convinzione. Per B. le leggi vergogna erano un dovere: per Renzi sono un piacere. La devastazione autoritaria della Costituzione, il supercondono che manda al macero 10 mila processi per evasione fiscale, la soglia del contante a 3 mila euro, l’occupazione militare della Rai, la responsabilità civile dei giudici, il disprezzo per i sindacati, l’attacco ai talk che osano criticarlo, la cancellazione dell’articolo 18, la legge elettorale per nominare i parlamentari anziché eleggerli, la tassa sulla casa tolta anche ai ricchi, il doppio gioco su diritti e unioni civili, l’amore per Alfano e Verdini, ora pure il Ponte (che, come ha scritto qualcuno, serve a collegare Alfano al Pd). Renzi non ha ancora detto che Mangano era un eroe, ma solo perché non sa chi sia.

Chi s’illudeva che bastasse mandare a casa B. per liberarsi del berlusconismo ha la sensazione di rivivere sempre lo stesso giorno, come Albanese nel film È già ieri. Ma non è tutto come prima. Oggi è peggio. Il Caimano ne combinava tali e tante da svegliare la società civile, creando con le sue mani un movimento spontaneo di cittadini che, per la prima volta in Europa, scesero in piazza in difesa della legalità e addirittura della magistratura. La Costituzione non ebbe mai tanti tifosi come quando B. la picconava. Ma, se quel movimento di cittadini era spontaneo, non si può dire altrettanto di chi lo catalizzava, canalizzava e chiamava a raccolta: molto spesso erano giornali e intellettuali di sinistra (o sedicenti tali) che della legalità e della Costituzione se ne infischiavano: le usavano per combattere B., colpevole ai loro occhi non di attaccare legalità e Costituzione, ma di essere “di destra” e di governare al posto della sinistra (…).

Mi voglio rovinare: perché gli egiziani devono avere la Sfinge e la Piramide di Cheope, i cinesi la Grande Muraglia, e noi no? Pensiamo in grande e soprattutto annunciamo alla grandissima. L’altro giorno è tornata a piede libero Wanna Marchi: appena in tempo.