Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Il Piatto del Nazareno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2015 8:12 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2015 8:12
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Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Il Piatto del Nazareno”

ROMA – “Mentre il Piatto del Nazareno – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – si gonfia ogni giorno di nuove pietanze – le controriforme elettorale e costituzionale, il mega-condono fiscale, il falso in bilancio copiato da quello di B., i vertici delle Procure-chiave, gli inciuci per issare al Quirinale il consigliori di Craxi nonché candidato del Caimano – saltano fuori (dal piatto) due leader che offrono una zattera a chi non vuol morire nazareno”.

Scrive Travaglio: Entrambi strappano con le precedenti appartenenze all’insegna della legalità. Il primo è un politico, Sergio Cofferati, uscito dal Pd dopo la vergogna delle primarie liguri truccate da extracomunitari cammellati e infiltrati mafiosi, fascisti, alfaniani e scajoliani, uniti ai renzian-burlandiani per continuare a spartirsi la regione: un SuperNazareno locale che diventa partito unico con candidato unico, ben oltre il patto e il piatto romano. Il secondo è un giudice, Piercamillo Davigo, che abbandona dopo oltre 30 anni la corrente conservatrice di Magistratura Indipendente, ormai ridotta a ruota di scorta dei nazareni del Csm, un tempo organo di autogoverno delle toghe e ora organo di controllo del governo sulle toghe. E sta per fondarne una nuova, “Autonomia e indipendenza”, ispirata all’articolo 104 della Costituzione, uno dei più traditi e calpestati dai politici e da una parte degli stessi magistrati: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” (…) La prova su strada l’han fatta con la nomina di Franco Lo Voi, il candidato meno esperto e titolato, a procuratore di Palermo, a danno dei due concorrenti molto più meritevoli di lui, Lo Forte e Lari, che l’hanno subito impugnata al Tar. Quando Davigo, noto per l’intransigente indipendenza dalla politica, è stato proposto a presidente di MI, i Ferri-boys l’hanno stoppato, preferendogli Pontecorvo, uno dei protetti del sottosegretario impiccione. La nuova corrente, che ora potrebbe attrarre molti magistrati di vari orientamenti, accomunati dall’insofferenza per il collateralismo politico delle vecchie, si chiama “Autonomia e indipendenza” proprio per questo. E ha già sortito l’effetto di mandare in minoranza i nazareni al Csm, che ora sono 13 a tavola: uno dei quattro di MI, Aldo Morgigni, se n’è andato con Davigo (…)