Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Le Torri Gemelle”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2015 8:13 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2015 8:13
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La prima pagina del Fatto Quotidiano di venerdì 27 febbraio

ROMA – “Signori, mi voglio rovinare – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – Continuo a pensare che il Patto del Nazareno non sia mai morto: semplicemente – come scriveva ieri Daniela Ranieri e come dimostra l’affare delle torri Rai che finiranno tutte o in parte a Mediaset – prosegue con altri mezzi”.

L’articolo di Marco Travaglio: I mezzi di B. che, dopo aver incassato l’esclusione di Prodi dal Quirinale, pensa giustamente agli affari suoi, molto più interessanti dell’Italicum e del nuovo Senato (che peraltro, anche dopo la morte presunta del Patto, restano identiche a quelle dettate da lui): le tv, le antenne, l’editoria e naturalmente i processi (che peraltro saranno ancor più difficili dopo la porcata della responsabilità civile dei giudici, che corona un altro punto-cardine del Piano di rinascita democratica di Gelli).

Però sono disposto a rimangiarmi tutto, col capo cosparso di cenere: addirittura ad affermare pubblicamente non solo che il Patto del Nazareno è morto e sepolto, ma non è proprio mai esistito, ce lo siamo inventato noi, come pure i nove successivi incontri fra Renzi & B. a Palazzo Chigi. E pure a metterci sopra un bell’applauso alla riforma renziana della Rai per decreto. Ma a una condizione: che il decreto contenga un paio di regolette semplici semplici per risolvere, dopo vent’anni di inciuci, una serie di problemucci rimasti inevasi nel Far West dell’etere. Dire, come fa Renzi, “fuori i partiti dalla Rai”, è una figata pazzesca. Ma troppo ambigua (di che partito è Antonio Campo Dall’Orto, renziano leopoldino della prima ora, che sta raccogliendo pareri e proposte per conto del premier?). E anche poco originale: l’avevano già detta, prima di lui, Craxi, Andreotti, Forlani, De Mita, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, ri-Berlusconi (con Gasparri incorporato), ri-Prodi, ri-Berlusconi, Monti e Letta, col contorno di Quirinale, Consulta, Agcom, Antitrust, forse anche Arcicaccia ed Esercito della Salvezza. Risultato: i partiti sempre padroni della Rai.