Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Lui non ruba, prendetelo!”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2015 8:30 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2015 8:30
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Lui non ruba, prendetelo!"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Lui non ruba, prendetelo!”

ROMA – “C’era un tempo in cui le mazzette facevano notizia, perché erano considerate l’eccezione: il numero dei derubati superava ancora quello dei ladri – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – Ora invece c’è stato il sorpasso: la notizia è che a Roma e dintorni c’è anche qualcuno che non ruba. I ladri non ci provano nemmeno, a corromperlo: sanno che con lui non c’è speranza”.

L’articolo di Marco Travaglio: Si chiama Fabio Fucci, 35 anni, da due sindaco di Pomezia per i 5Stelle, il tanto ridicolizzato non-partito col non-statuto che fa politica con i non-soldi. Ma come, un partito che vince le elezioni senza bisogno di denaro, a parte qualche manciata di euro raccolti fra i simpatizzanti? Salvatore Buzzi, pregiudicato per omicidio ed ex ergastolano (un ossimoro in tutto il mondo, fuorché in Italia), dunque capo della coop rossa 29 Giugno, dunque socio del nero Carminati, dunque padrone del Comune di Roma e di mezza Regione Lazio, dunque finanziatore del Pd e non solo, è giustamente indignato: “Su Pomezia non abbiamo alcuna protezione, il sindaco è incorruttibile”. Non ha neppure provato a indurlo in tentazione: metti che quello ti denunci, magari ti registri pure e ti metta in rete. Troppo rischioso. La sua fama di “incorruttibile” -vocabolo ormai sconosciuto nel lessico politico – lo precedeva.

Perché Fabio Fucci è incorruttibile? 1) Perché è una brava persona, ma questa non è una sua esclusiva: per strano che possa sembrare, ci sono ancora brave persone annidate in quasi tutti i partiti. 2) Perché il M5S non conosce sedi, apparati, funzionari, segretarie, dipendenti, galoppini, manifesti, finanziamenti pubblici, rimborsi statali forfettari, cene elettorali e nemmeno – così pare – tangenti, insomma non ha bisogno di soldi, dunque non ne riceve, non ne chiede e nessuno gliene può offrire: e questa sì, è un esclusiva. La questione è tutta qui, come dimostra un’altra intercettazione di Mafia Capitale: nel settembre scorso il tesoriere del Pd romano, Carlo Cotticelli, probabilmente brava persona, ha un problema: non sa come pagare gli stipendi dell’elefantiaca macchina organizzativa del partito. E a chi si rivolge? A chi i soldi li ha, anche se sono soldi nostri, frutto di appalti pilotati dalla notte dei tempi grazie alle giunte di sinistra e di destra (chi si ricorda più la differenza): il solito Buzzi. Il quale ha tutto l’interesse a tenere in piedi il Pd, visto quel che gli ha fruttato e gli frutta. Così mette mano al portafogli. Non il suo, ci mancherebbe: quello della coop. Del resto, la coop sei tu. “Cotticelli – annota il Ros – spiegava che erano in estrema difficoltà in quanto non erano riusciti a pagare gli stipendi di agosto e non sapevano cosa fare, quindi chiedeva a Buzzi se poteva aiutarli (…).