Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Lupi perde il pelo ma non il vizio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2015 8:17 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2015 8:17
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Lupi perde il pelo ma non il vizio"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Lupi perde il pelo ma non il vizio”

ROMA – “Che Maurizio Lupi se ne dovesse andare – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – per il lombrosario di cui si è circondato, per le balle che ha raccontato, per i favori che ha chiesto e ottenuto per il figlio e per quelli che ha accettato per sé e per la moglie, per i suoi interventi a favore di Perotti, per la sua conclamata incompetenza che faceva di lui il burattino nelle mani di Incalza & his band senz’alcuna possibilità di controllo, alla faccia del “primato della politica”  – era ovvio”.

L’editoriale di Marco Travaglio: E infatti oggi se ne andrà, ora che è stato scaricato non solo da Renzi, ma pure da Alfano che non può permettersi di perdere la ragione sociale del suo partito: le poltrone di governo e sottogoverno. Ma, se il premier pensa di cavarsela con così poco (l’eventuale testa di Lupi), sbaglia di grosso. Spetta a lui, infatti, e non solo a Lupi, spiegare in Parlamento alcune cosucce. 1) Perché un ministero-chiave del suo governo come le Infrastrutture, gran mangiatoia di spesa pubblica, era rimasto nelle mani di Ercole Incalza che, oltre alle 14 indagini collezionate in trent’anni, era indagato dall’ottobre 2013 per il Tav Firenze-Bologna, per tacere della casa della figlia pagata in gran parte dalla Cricca della Protezione civile. 2) Perché un anno fa il suo neonato governo, con il suo consenso, rinnovò a Incalza la consulenza ministeriale con un concorso su misura. 3) Perché, oltre a confermare Lupi alla guida (si fa per dire) del dicastero, Renzi gli affiancò due sottosegretari che Incalza si vanta di avere personalmente scelto (Nencini e Del Basso de Caro, il primo in rapporti con la Cricca della Protezione civile, il secondo ex avvocato di Craxi e indagato a Napoli per peculato): per la cronaca, i sottosegretari non li nomina il ministro, e neppure il capo dello Stato, bensì il presidente del Consiglio. 4) Perché, quando a fine anno scadde anche l’ultimo contratto annuale di co. co. co al pensionato Incalza, il governo gli consentì di scegliersi il successore, nella persona di Paolo Emilio Signorini, noto alle cronache giudiziarie del Mose per essersi fatto pagare le vacanze al mare da Giovanni Mazzacurati (…)