Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Noi tireremo storto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2015 8:16 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2015 8:17
Noi tireremo storto (Marco Travaglio)

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – “Noi tireremo storto” è il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di venerdì 15 maggio.

Non per gufare contro il Caro Premier, ma ultimamente lo troviamo piuttosto provato, e anche un tantino confuso. Non saremo certo noi, che abbiamo precorso i tempi, a sottolineare i primi capelli bianchi che deturpano la bella, anzi “bellissima” chioma già decantata dal parrucchiere Tony in un’imperdibile intervista al Corriere. Ciò che ci preme segnalare è lo stato confusionale che emerge da due recentissime performance mediatiche di Matteo Renzi. Martedì, pensando di far cosa gradita, Repubblica ha riprodotto su due pagine una lenzuolata a colori (bluette, azzurro, arancione, viola, grigio scuro, tortora, giallo, fucsia, rosso, verdone, grigio chiaro, verde pisello) dal titolo futuristico “Il cronoprogramma del Piano Nazionale Riforme”, bruuumwroaaam.

Molte le frecce che si intersecano come in un progetto di nuovo labirinto. Ricordano i percorsi impazziti della metro C di Roma, quella che non si capisce mai se la stiano costruendo o la stiano cercando. Ma anche i tracciati metallici a serpentina che si trovano aprendo le vecchie radioline a transistor, o certi rompicapo della Settimana Enigmistica. Il prezioso incunabolo, rinvenuto probabilmente in una grotta di Qumran sul Mar Morto accanto ai rotoli della Bibbia sulle rovine dell’antico monastero esseno, rivela particolari tanto inediti quanto avvincenti sull’Azione Riformatrice prossima ventura. A luglio “legge elettorale” (strano, pensavamo fosse già passata ad aprile) e a dicembre “Nuovo Senato e Titolo V”. In aprile invece, all’insaputa dei più, dev’essere passato un qualcosa (un decreto? una legge? un papiro? una tavoletta di terracotta intagliata a caratteri cuneiformi?) sul tema “Conciliazione vita-lavoro”, del cui significato non rispondiamo. Seguiranno, nell’ordine: in maggio (quindi ci siamo quasi) “Semplificazione rapporto di lavoro e Agenzia attività ispettiva”; in giugno “Ammortizzatori sociali e Agenzia Naz. Lavoro”, poi più nulla sino a fine anno. E anche questa è fatta. Quanto al Fisco, spalmata tra fine aprile e tutto luglio, si annuncia una fantomatica “Riforma tassazione locale”, seguita in settembre da un’altra raffica di supercazzole brematurate: “Catasto, Elusione fiscale, Riscossione enti locali, Imposiz. redditi d’impresa, Semplif. contribuenti int.” (nel senso di internati? Internauti? Internisti? Interisti? Intercontinentali? Interpreti? Interiora? Intubati? Non è dato sapere), ma soprattutto una sciarada denominata “Monitoraggio e tutraggio” (ricchi premi a chi la risolve).

In tema di Giustizia – color viola Quaresima – ecco l’immancabile Anticorruzione (che peraltro si credeva già cosa fatta), seguita da imprescindibili “Rafforzamento garanzie difensive e durata processi”, “Prevenzione e repressione della corruzione nella PA e Contrasto criminalità organiz.” (a cura, si presume, di De Luca e dei casalesi alleati in Campania). Bisognerà invece attendere fino a settembre per “Tribunale delle imprese e della famiglia” (già annunciato da innumerevoli governi, compresi quelli di Rumor ed Emilio Colombo) e “Razionalizzazione processo civile” (idem come sopra). Nulla all’orizzonte fino al 2016-2017 per il “Recupero efficienza della spesa pubblica e revisione delle tax expensitures: 15 miliardi” con scappellamento a destra, anche perché stanno ancora cercando un interprete capace di tradurre il concetto in italiano corrente (…)