Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Orgasmo da Boscherdam”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 agosto 2015 8:17 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2015 8:17
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Orgasmo da Boscherdam"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Orgasmo da Boscherdam”

ROMA -“È un’infame calunnia che, come sostiene Massimo Mucchetti, la nuova Unità somigli alla Pravda di Cernenko – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – Il quale, persona seria, mai avrebbe permesso al giornale del Pcus di dedicare a una tal Boschi i due paginoni che l’Unità ha riservato alla ministra dei Rapporti col Premier, firmate dal direttore Erasmo D’Angelis e intitolate “In viaggio con la Boschi”. Intanto, con Cernenko, la Boschi non avrebbe mai fatto la ministra, né D’Angelis il direttore”.

L’editoriale di Marco Travaglio: Eppoi su Cernenko la Pravda si permetteva sberleffi, sia pur subliminali (tipo quando degradò a raffreddore la sua malattia mortale), che mai l’Unità oserebbe su Renzi & C. Molto più appropriato il parallelo coi dispacci ottimistici di Alì il Chimico, o il Comico, il fedelissimo di Saddam che lo dava sempre trionfatore, anche dopo la fuga da Baghdad. Il viaggio di Erasmo il Comico appresso alla Boschi si apre con l’incolpevole Kafka: “I sentieri si costruiscono viaggiando”. E le citazioni colte proseguono da Youth di Paolo Sorrentino, ovviamente ignaro di aver girato un film sui renziani, a Il gladiatore di Ridley Scott con Russell Crowe, che difficilmente leggono l’Unità dunque non si rischiano querele. La parola più ricorrente è “migliaia”, variamente declinata: “migliaia di Feste dell’Unità”, “migliaia di Comuni”, “decine di migliaia di visitatori”, “migliaia di visitatori” (abbondantis abbondandum!), “un abbonato ogni mille abitanti”, “Bergamo Città dei Mille” (di sopra e di sotto), “120 mila posti di lavoro in più”, “102 mila insegnanti in più, dunque 102 mila precari in meno”. Anche i miliardi vanno via come il pane: “taglio di 50 miliardi di tasse”, già peraltro ridotte “per 11,6 miliardi a 10 milioni di italiani”, senza dimenticare i “4 miliardi per l’edilizia scolastica” che “ci sono” e basta, prendi e porta a casa. Com’è il cielo quando arriva la Boschi? “Superstellato”. Del resto le feste dell’Unità sono “le nightlife della politica locale da nord a sud”, mica cazzi. E la nuova Unità? “La vedi litigare col vento della sera”, e anche un po’ con la lingua italiana: il direttore granturismo scrive “Aivoglia”: tutto attaccato, senz’acca (altra Grande Riforma approvata a nostra insaputa: quella della grammatica). E la Boschi? È “la più gettonata dai circoli”, anche perché Renzi latita e dopo vengono Lotti e Guerini.

Tre colonne di piombo fuso per una domanda di puro giornalismo investigativo: Boschi o Maria Elena? “Qui semplicemente è ‘la Maria Elena’”. E tanto ci voleva. Ma ministro o ministra? “Va benissimo anche ministra, è importante anche nel nome l’attenzione ai diritti delle donne”. E lì attacca un bottone su un’altra riformona oscurata dalla stampa gufa: “Abbiamo dato finalmente alle donne che decidono di avere figli la possibilità di lavorare senza dover rinviare l’essere mamme”: col 42,7% di disoccupazione giovanile, hanno un sacco di tempo libero. La Maria Elena è puntualissima: “Arriva alle 21 precise. Tradizione rispettata al millimetro”. E democraticissima: “Un’oretta e passa tra abbracci, baci, strette di mano, complimenti, selfie su selfie, proposte di assaggi di primi, secondi, contorni e dessert (tutti rifiutati, eccetto l’irresistibile bombolone alla crema)”, se no sai la fatica dei maestri ebanisti e piallatori di Chi e Sette per affettarle le caviglie come un cotechino. Eccola nello stand “Ruota della fortuna”, come il programma dove Matteo conobbe Mike & Silvio: lì “incontra il più fortunato di tutti”. Chi, Renzi? No, per fortuna non è lui, se no è la volta che Agnese chiede a Veronica il numero di Cresto-Dina e dà un’intervista a Repubblica. Il fortunatissimo è un elettore di B. venuto a “ringraziare di cuore uno del Governo” perché a 50 anni “mi han fatto il contratto” e “grazie al Jobs Act sono salvo”. Dopo i Figli della Lupa, i Figli del Jobs Act: “Quasi quasi – chiosa il direttore segugio – scoppiamo tutti in lacrime”: meglio conservarle per l’anno prossimo, quando magari lo licenziano senza giusta causa e torna a cercarla, se la trova ancora (…).