Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Pagherete caro, pagherete tutto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2015 8:21 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 8:21
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Pagherete caro, pagherete tutto"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Pagherete caro, pagherete tutto”

ROMA – “Il premier e segretario del partito di governo occupa di domenica pomeriggio il primo canale della televisione pubblica -scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – per annunciare ciò che il Consiglio dei ministri deve ancora decidere, senz’alcun contraddittorio e in spregio delle regole della par condicio a due settimane esatte dalle elezioni europee, e promette soldi a 4 milioni di elettori pensionati, esattamente come aveva fatto alla vigilia del trionfo elettorale alle Europee dello scorso anno con l’annuncio degli 80 euro”.

L’articolo di Marco Travaglio: Intanto la sua ministra favorita trova il modo di comparire nelle dirette televisive e nei servizi sulla finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico nelle vesti di premiatrice del vincitore Novak Djoković, manco fosse la duchessa di Kent a Wimbledon o Miss Maglietta Bagnata al traguardo della Milano-Sanremo. Detta così, senza i nomi, pare una cronaca di ordinario regimetto berlusconiano con i verbi al passato. Invece i verbi vanno coniugati al presente, perché i nomi sono quelli di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi. Delle loro performance si occupano oggi sul Fatto Antonio Padellaro (pag. 20) e Daniela Ranieri (pag. 3). Ma c’è anche una questione di merito: e cioè la disinvolta soluzione escogitata dal premier per aggirare, con l’aria di rispettarla, la sentenza della Corte costituzionale sulla legge Fornero che bloccava l’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo: una mancetta al massimo di 750 euro che dovrebbe essere scucita in agosto ad alcuni dei pensionati rapinati. Renzi avrebbe voluto temporeggiare ancora, ma il ministro dell’Economia Padoan lo ha spinto ad annunciare subito una soluzione (anzi, una non-soluzione) per tener buona l’Europa, che vuole sapere come il governo pensa di uscire dal vicolo cieco in cui non la Consulta, ma il governo Monti e i partiti che lo sostenevano, ha cacciato l’Italia. Nel suo ormai conclamato analfabetismo costituzionale, l’esecutivo considera la sentenza della Corte poco più di un suggerimento, di un consiglio amichevole, su cui aprire una trattativa e trovare un’intesa a metà strada. Ma le cose stanno molto diversamente: quando la Consulta dichiara incostituzionale una legge, questa cessa immediatamente di esistere, ed è come se non fosse mai stata in vigore. Dunque non c’è nulla da mediare, nulla da trattare, nulla da interpretare. La legge Fornero non esiste e tutti i pensionati che ne hanno subìto le conseguenze devono essere risarciti per i soldi perduti fin qui e, per il futuro, devono riavere le loro pensioni con i necessari adeguamenti al costo della vita (…). E con altri risparmi ormai improcrastinabili, anche con i requisiti di necessità e urgenza tipici del decreto: basta con i miliardi di inutili incentivi alle grandi imprese, stop all’acquisto di F-35, legge sulla confisca immediata dei proventi di corruzione e di evasione sul modello della norma sui patrimoni mafiosi (che inverte l’onere della prova), ritiro delle truppe dalle guerre in giro per il mondo, via le opere pubbliche inutili e dannose come il Tav Torino-Lione, il Terzo Valico, il progetto sotterraneo di Alta velocità a Firenze, ecc. Insomma, fine della lunga serie dei governi che rubano ai poveri e agli onesti per dare ai ricchi e ai ladri (che spesso sono sinonimi).