Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Renzindustria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2015 8:12 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2015 8:12
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Renzindustria"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Renzindustria”

ROMA – “Ma chi le fa le leggi? – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – La domanda sorge spontanea dopo l’ennesimo buco scoperto nell’ennesima norma – quella sul falso in bilancio – che sortisce il risultato esattamente opposto a quello annunciato. Non che i legislatori dell’ultimo ventennio, cioè i governi attraverso i decreti e le maggioranze parlamentari tramite i disegni di legge, abbiano mai brillato per competenza. Ma neppure la scalcinata tradizione legislativa nazionale aveva mai conosciuto una stagione così cialtronesca e ciabattona”.

L’articolo di Marco Travaglio: Non c’è legge o decreto che, una volta approvato, non venga seguito da polemiche sugli effetti indesiderati (almeno a parole) che produce all’insaputa (così assicurano lorsignori) da chi l’ha firmato e votato, col contorno di sospetti sulle manine o manone che hanno inserito emendamenti last minute e sulle teste vuote che non li hanno notati. Segue, immancabile, la promessa di rimediare riformando la riforma appena varata. Il tutto da parte di chi sostiene la “riforma del Senato” spiegando che due Camere sono ormai un lusso e ne basta una sola, quando per correggere tutte le cazzate che fa questa gente ne servirebbero almeno sei o sette.

L’Italicum è legge dello Stato da poco più di un mese dopo quattro letture, e già Ncd e mezzo Pd (che l’han votato fino all’ultimo) chiedono di modificarlo. Il nuovo falso in bilancio, contenuto nella legge Anticorruzione presentata nel febbraio 2013 da Pietro Grasso e poi emendata e riemendata fino a sfigurarla, è rimbalzato da una Camera all’altra per due anni e mezzo: l’esito è che anche i pochissimi che venivano condannati con la vecchia norma – la giustamente vituperata legge Berlusconi-Ghedini del 2002 – vengono assolti con quella nuova, che è ancora peggio. Non lo dicono i gufi: lo dice la Cassazione, supremo giudice dell’interpretazione delle leggi. In un Paese normale governo e maggioranza che han combinato il disastro si cospargerebbero il capo di cenere e correrebbero subito ai ripari: sempreché, è ovvio, il loro scopo fosse davvero quello che sbandierano da due anni, cioè punire più severamente chi falsifica i bilanci. Invece tocca leggere le corbellerie degli innumerevoli responsabili giustizia del Pd, che fanno i pesci in barile per non assumersi le proprie responsabilità. Sentite Donatella Ferranti, che faceva addirittura il giudice e ora per fortuna non lo fa più, ma purtroppo fa la deputata del Pd e la presidente della commissione Giustizia della Camera: “L’allarme è strumentale: è indubbio che la nuova legge abbia reintrodotto il delitto di falso in bilancio, ma la giurisprudenza, come sempre, si deve assestare tenendo conto dei lavori parlamentari preparatori” (…).