Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Scantonate”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2015 8:23 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2015 8:24
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Scantonate"

Raffaele Cantone (LaPresse)

ROMA – “Scantonate” è il titolo dell’articolo a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di giovedì 4 giugno 2015.

Se le cose dette da Raffaele Cantone a Conchita Sannino di Repubblica le avesse dette qualcun altro, sarebbe automatico interpretarle come un assist piuttosto imbarazzante a Renzi & De Luca, che si dibattono come mosche impazzite nella bottiglia di un’empasse giuridica e istituzionale da essi stessi creata e voluta. Siccome però Cantone è un magistrato valoroso e una persona perbene, abbiamo il dovere di valutare le sue parole senza sospetti di secondi fini, tipo la riconoscenza al capo del governo che l’ha nominato presidente dell’Anticorruzione.

1. Cantone sostiene che la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi ha commesso “un grave passo falso”e “un errore istituzionale” divulgando il famoso elenco dei 16 candidati impresentabili alle regionali. E qui, prendendosela con la Bindi come persona, incappa nella prima cantonata:l’elenco degli impresentabili non è un’iniziativa personale o estemporanea della Bindi, ma un atto ufficiale della commissione parlamentare nel suo complesso, che con voto unanime di tutti i commissari ha stilato il Codice etico delle candidature per tutte le elezioni (nazionali, europee, regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali) e conferito alla presidente l’incarico di assumere informazioni sui curricula giudiziari dei candidati e di comunicarli prima del voto (dopo sarebbe stato ridicolo, anche se qualcuno l’avrebbe preferito).

2. L’errore della Bindi, dice Cantone, dipende dal fatto che molti impresentabili sfuggono al Codice etico (limitato rinviati a giudizio per gravi reati, di membri di giunte comunali sciolte per mafia e di persone sottoposte a misure di prevenzione): ci sono soggetti “candidabili, eleggibili, non indagati eppure non idonei a entrare nella PA, ad esempio per spregiudicato trasformismo; oppure perché è più grave che un politico si accompagni costantemente a persone dell’area grigia o a pregiudicati, rispetto al fatto di essere rinviato a giudizio per un abuso qualunque”. A parte il finale, che è gravemente inesatto – il Codice Antimafia non comprende i rinviati a giudizio per abuso d’ufficio, ma per mafia, terrorismo, reati contro la PA, traffico di droga e di rifiuti (infatti De Luca vi è incappato non per la condanna per abuso, ma per un altro processo per concussione e truffa) – il discorso è condivisibilissimo.

Il Fatto ha elencato 50 impresentabili compresi quelli del secondo tipo indicati da Cantone, senza processi pendenti.Ma che c’entrano la Bindi e l’An -timafia con costoro? Spettava ai partiti non candidarli, e il fatto che tutti i (tranne M5S, la sinistra “radicale”e la Lega) li abbiano messi in lista è uno scandalo che si aggiunge alle candidature dei 16 imputati e/o condannati (…)