Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Slurpe Rai”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 agosto 2015 8:04 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2015 8:04
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Slurpe Rai"

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Slurpe Rai”

ROMA – “Fuori i politici dalla Rai, strillava Matteo Renzi un giorno sì e l’altro pure, promettendo il modello Bbc – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – Infatti, a parte Carlo Freccero – che era troppo impegnato a fare televisione e a insegnarla all’università, dunque ne fu presto scacciato perché troppo indipendente e competente – gli altri sei consiglieri Rai usciti ieri dal cilindro dei partiti travestiti da commissione di Vigilanza vengono tutti dalla politica o dal sottobosco politico”.

L’editoriale di Marco Travaglio: E non è certo colpa della legge Gasparri che, sì, consegna il cosiddetto servizio pubblico nelle mani del governo di turno, ma non impone certo ai partiti di nominare portaborse, addetti stampa, ex deputati o candidati trombati. Volendo, si possono sempre mandare nel Cda personaggi di alto profilo e soprattutto di provata indipendenza e competenza, come del resto prevedrebbe la legge; come ieri aveva suggerito Milena Gabanelli sul Corriere, dopo aver declinato ogni incarico, invocando candidati muniti di un curriculum di successo; come hanno fatto i 5Stelle e Sel, votando l’ex direttore di Canale5, Italia1, La Cinq, Raidue, Raisat e Rai4, uno che in qualsiasi altro paese dirigerebbe il primo canale pubblico in attesa che arrivi qualcuno più capace di lui, cioè a vita; e come aveva tentato di fare la minoranza Pd, indicando Ferruccio de Bortoli, che ha diretto due volte il principale quotidiano italiano dimostrando assoluta indipendenza sia da B. sia da Renzi, e che proprio per questo è stato scartato a priori dal Politburo fiorentin-rignanese.

Il Pd, complici il duo Ncd-Udc e gli avanzi della destra, ha preferito una spartizione che più vecchia e squalificata non si può, perpetrando il peggior Cda mai visto in Viale Mazzini (dove pure s’era visto di tutto, o almeno così si pensava). Una triste brigata di mediocri carneadi che fa rimpiangere persino la prima Rai berlusconiana della Moratti e di Billia: tutta gente che non distingue un televisore da una lavapiatti o da un forno a microonde. I curricula (con rispetto parlando) dei Magnifici Sei parlano da soli. Specialmente dei tre targati Pd, che avrebbero dovuto dare il segno della rottamazione e del cambio di passo del giovane Renzi. La biografia di Guelfo Guelfi sfiora a stento le due righe: fiorentino, pubblicitario, ex Lotta continua amico di Sofri, spin doctor elettorale di Matteo, presidente del Teatro Puccini e direttore della società di comunicazione della Provincia “Florence Multimedia”. Perbacco (…).