Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Va tutto bene”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2014 8:05 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2014 8:05
Marco Travaglio sul Fatto Qutidiano: "Va tutto bene"

La prima pagina del Fatto Quotidiano del 4 giugno

ROMA – “Va tutto bene”, questo il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di mercoledì 4 giugno:

Evviva evviva, all’Alitalia arrivano gli emiri di Etihad! Altre 2500 persone perderanno il lavoro, in aggiunta alle 7mila già sterminate dai capitani coraggiosi, ma stiamo allegri: c’è il governo Renzi, su cantiamo tutti in coro all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, i giovani disoccupati sono saliti al 46%, mai nessuno era riuscito a fare peggio, se tutto va bene entro fine anno raggiungeranno quota 50%, ma stiamo sereni: c’è il governo Renzi, su facciamoci un bel selfie e festeggiamo il nuovo record mondiale all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, il debito pubblico ha raggiunto i 2.107 miliardi, del resto è l’èra del rigore e delle spending review, ma va tutto bene: c’è il governo Renzi, su facciamo un bel sorriso e compriamoci un’autoblu su eBay all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, l’Europa manda a dire che nei conti mancano 9-10 miliardi, una cosuccia, pari agli 80 euro per comprare i voti alle Europee, ma è tutto ok: c’è il governo Renzi, su battiamo un cinque all’insegna dell’ottimismo.

Evviva evviva, la riforma del Senato “riparte dal modello francese” che i francesi stanno abbandonando di corsa perché non serve a una mazza, ma è tutto sotto controllo: c’è il governo Renzi, su festeggiamo all’insegna dell’ottimismo. Evviva evviva, anche l’Europa s’è accorta che non facciamo nulla contro la corruzione, in compenso facciamo moltissimo a favore, ma è tutto regolare: c’è il governo Renzi con il supercommissario con i superpoteri, il piano antitangenti, la task force, la road map, il cronoprogramma, la grande riforma della giustizia entro e non oltre il 31 luglio metà pomeriggio-ore 20 massimo, nell’attesa su corriamo a visitare il prato di erbacce più noto come Expo2015 all’insegna dell’ottimismo.

Evviva evviva, il governo proprietario della Rai le scippa 150 milioni dal canone per finanziare gli 80 euro del voto di scambio, dunque contro la legge (il canone è una tassa di scopo e non può servire ad altro che finanziare la Rai), così Mediaset se la ride e la Rai caccia altri dipendenti (oltre ai 700 sbattuti fuori dal 2013), ma guai scioperare, perché la rapina mica l’ha fatta Berlusconi, l’ha fatta Renzi e allora è per il bene della Rai, così “risparmia sui compensi dei conduttori” (certo, come no, così vanno a Mediaset o a La7 pure quelli), sulle sedi regionali (così va a casa qualche altro giovane precario) e si vende RaiWay (…), quindi nessuno si azzardi a scioperare, l’ha detto anche il Garante che non sta bene, e poi Renzi non vuole (“è umiliante” scioperare per difendere il posto di lavoro, lo dice anche Marchionne), Cuperlo nemmeno, Anzaldi & Marcucci della Guardia Repubblicana avvertono che sarebbe “frustrante per gli italiani” che “alcuni sindacati (…) protestino senza costrutto” anziché “rivendicare la prima grande operazione di redistribuzione ai cittadini con gli 80 euro”, infatti Giletti non ci pensa proprio, Mannoni neanche, i compagni del Tg3 mica son cannibali che azzannano il governo amico, Masi (direttore Tg2) esalta “la politica che ritrova una visione comune con la gente” quindi meglio non disturbare, Gubitosi preferisce “parlare non di tagli ma di ottimizzazione, di crescita” perché è ancora lì che cerca di farsi ricevere a Palazzo Chigi e intanto prepara tappeti rossi-lingua per l’Immortale Expo e l’Imperituro Semestre Europeo, e se Floris vuol fare domande lo sa dove se le deve ficcare, così gli altri si regolano, colpirne uno per educarli tutti, quindi è tutto perfetto: chi perde il lavoro guadagna un sacco di tempo libero, dovrebbe ringraziare e organizzare un carnevale di Rio, su facciamo un bel trenino che il governo Renzi ha un piano per la Rai, una task force, una road map, un cronoprogramma, una grande riforma per abolire la pubblicità su Rai2 e Rai3 così gli spot di Mediaset raddoppiano, ridurre il canone tanto chi lo paga più, non toccare il Biscione con antitrust o leggi sul conflitto d’interessi ci mancherebbe, entro e non oltre il 31 agosto, ore 12-12:15 massimo, prima che l’ultima truccatrice e l’ultimo usciere ritardatari diventino renziani (…)