Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Vita dei Giuliani Amati/3”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2015 8:12 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2015 8:12
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Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Vita dei Giuliani Amati/3”

ROMA – “Il governo Craxi, nato nel 1983 – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – tramonta nel 1987. In quel lustro Giuliano Amato è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e consigliere economico-giuridico del premier. E i risultati non si fanno attendere”.

L’editoriale di Marco Travaglio: Nel 1983 il debito pubblico è di 234. 181 milioni di euro. Nell’ 84 è già salito a 284. 825, nell’ 85 a 346. 005, nell’ 86 a 401. 498 e nell’ 87 a 460. 418. Raddoppiato nel giro di cinque anni. Siccome il talento va premiato, il Dottor Sottile viene promosso ministro del Tesoro nei governi Goria (di cui è pure vicepremier) e De Mita, dal 1987 all’ 89. E in quel biennio il debito pubblico galoppa a 522. 731 nel 1988 e a 589. 995 nel 1989. Un trionfo. Sotto la regìa del Dottor Sottile, De Mita è costretto alla più sanguinosa stangata mai vista in Italia fino ad allora: roba da 49 mila miliardi, per colmare il buco che lo stesso Amato ha contribuito a scavare fino al giorno prima. Nel 1989, con l’ascesa di Andreotti a Palazzo Chigi, Craxi richiama il suo Tigellino in via del Corso: vicesegretario vicario (un po ’ più vicesegretario dell’altro, Giulio Di Donato) e grande architetto della “Grande Riforma” costituzionale. Lui, nel maggio 1989, dalla tribuna del 45 ° congresso di Milano, quello sormontato dalla piramide del geometra Panseca fra “nani e ballerine” (copyright Formica), rilancia il suo vecchio pallino della Repubblica presidenziale, con il capo dello Stato eletto dal popolo. Un trono su misura per Bettino. Eterna fedeltà (…) E chiunque capisce che Scalfari, dopo avermi bistrattato quando ero al Tesoro, ha ora usato disinvoltamente la mia uscita per criticare te. Pensa che anche Rodotà mi si è ridimostrato improvvisamente amico. Se le cose non fossero così, non avrei rinunciato a 48 milioni l’anno e una rubrica che mi piaceva su ‘ L’Espresso ’ dopo l’affare Malindi [ lo scoop di ‘ Repubblica ’ su Claudio Martelli fermato a Ma-lindi con qualche spinello in tasca, ndr ]. Non ho altro da dire su un problema inesistente. Ti auguro solo di avere dagli altri la lealtà assoluta che hai sempre avuto da me e che continuerai ad avere, insieme a una sicura amicizia, qualunque cosa io abbia a fare da grande. Tuo Giuliano”.