Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Vogliamo l’amnesia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Marzo 2015 8:01 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 8:01
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Vogliamo l’amnesia"

La prima pagina del Fatto Quotidiano del 6 marzo

ROMA – “Vogliamo l’amnesia” è il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di venerdì 6 marzo 2015. “Speriamo di non offendere il dottor Pierdante Piccioni – scrive Travaglio -, medico di emergenza di Codogno (Lodi), colpito nel 2013 da un malore che gli ha azzerato 12 anni di memoria e l’ha fatto retrocedere al 2001, cancellando tutto il resto. Ma dobbiamo proprio dirlo: non dev’essere poi così male rimuovere tutte le vergogne cui abbiamo assistito nel frattempo”.

Anzi, forse sarebbe bene brevettare questo reset mnemonico e considerarlo non più una malattia da curare, ma una salutare terapia collettiva da consigliare ed eventualmente somministrare a chi non vuole assuefarsi al peggio, come sono costretti a fare quelli dalla memoria lunga, che ricordano tutto e non riescono a dimenticare nulla. Sempreché, sia chiaro, nessuno si permetta poi di ricacciarci in testa ciò che con tanta fatica abbiamo cancellato, come i parenti del dottor Pierdante stanno facendo con lui spiegandogli che in quei 12 anni di vuoto Berlusconi ha governato per altri 8, seguito da Monti, Letta e Renzi; che la sua Juventus è finita in Serie B perché s’è scoperto che Moggi e la sua banda truccavano i campionati; che le Torri gemelle sono crollate per mano di al Qaeda e ora al posto di Bush c’è Obama; che ridendo e scherzando ci siamo fatti altre tre guerre, pardon missioni di pace in Afghanistan, in Iraq e in Libia, col risultato che oggi rimpiangiamo Gheddafi e fors’anche Saddam.

Per il resto siamo sempre lì a farci le pippe sulla riforma della Costituzione, della scuola, della Rai, della PA, del lavoro, della giustizia, e poi il conflitto d’interessi e gli affari di Mediaset, il falso in bilancio, il debito pubblico, la spesa pubblica, la pressione fiscale e l’evasione fiscale, le mazzette, gli scandali, gli inquisiti in Parlamento, la disoccupazione, l’immigrazione, la fuga dei cervelli, le banche in bancarotta, le imprese assistite e le telefonate di B. con i suoi ideologi dell’import-escort. Come i ruminanti che continuano a inghiottire tutto senza mai digerire niente. Perciò chi ha la disgrazia di avere memoria è sopraffatto dalla frustrazione e dalla rassegnazione. Chi invece ha la fortuna di non avercela, ha ancora voglia di lottare, di indignarsi, di protestare: molto meglio così (…)