Marco Travaglio. Venezia: Appello a Beppe Grillo per Casson sindaco. M5s lo appoggi

Pubblicato il 7 Giugno 2015 8:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2015 8:16
Marco Travaglio. Venezia: Appello a Beppe Grillo per Casson sindaco. M5s lo appoggi

Felice Casson. Da Marco Travaglio appello al M5s: dategli i vostri voti

ROMA – Marco Travaglio lancia un appello al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo perché scenda dalla rocca e dia il suo appoggio a Felice Casson, candidato del Pd a sindaco di Venezia, cui si contrappone un candidato Ncd che può intercettare molti voti a destra. Per arrivare all’appello Votate Casson rivolto al M5s Marco Travaglio parte da Curzio Maltese, giornalista [di Repubblica] ed europarlamentare di Tsipras, che, in una intervista raccolta da Silvia Truzzi per il Fatto che Marco Travaglio dirige, ha rilasciato una patente di buona condotta al movimento di Beppe Grillo.

Rileva Marco Travaglio che Curzio Maltese,

“da sempre molto critico con i 5Stelle, specie con Grillo e Casaleggio nei primi mesi dello sbarco in Parlamento e delle espulsioni a raffica, che la forza politica che nascerà a sinistra del Pd (lo spazio ormai c’è, più grazie a Renzi che grazie a Vendola e alle anime morte dell’opposizione pidina) dovrà guardare ai 5 Stelle per aiutarli a governare. Prima in ambito locale (dalle prossime elezioni a Milano), poi nazionale. […]

Maltese è convinto, giustamente, che continuare a ragionare sull’asse destra-sinistra è un lusso che l’Italia non può più permettersi, almeno l’Italia delle persone perbene, mentre i ladroni trasversali della Mucca Capitale stanno divorando le ultime spoglie del Paese. E aggiunge: se con Renzi non siamo d’accordo su quasi nulla e con i 5Stelle siamo d’accordo su quasi tutto, perché non trarne le conseguenze e sfidarli sul terreno del governo? Non per spartire posti, ma per far vincere le idee comuni”.

intanto, e Marco Travaglio arriva al punto, c’è in vista

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“un appuntamento immin ente e impellente: il ballottaggio per il Comune di Venezia. Non stiamo parlando di una città qualunque, ma di un patrimonio dell’umanità, fin troppo malgovernato dai soliti noti per interposto centrosinistra, fino alla retata della banda Mose con l’arresto dell’ultimo sindaco Orsoni.

Domenica 31 maggio 2015, al primo turno, è arrivato primo Felice Casson, candidato del Pd dichiaratamente anti renziano e anti-establishment che si è imposto alle primarie e poi alle elezioni col 38%. Ora però dovrà vedersela con Luigi Brugnaro, candidato di FI e Area Popolare (Ncd-Udc), che ha preso il 28,5.

Ma Casson ha ormai fatto il pie-no, mentre Brugnaro sta per in-camerare i voti in libera uscita de-gli altri candidati di destra, cioè della Lega (11.8) e di FdI (6.8). E, con quelli, diventerà quasi certamente sindaco di Venezia dall’alto del 3,5% raccolto dalla lista forzista.

A meno che i 5Stelle non gettino sulla bilancia il 12,6% deivoti raccolti da loro Davide Scano, terzo classificato e dunque escluso dalla finale. E farlo fruttare. Scano ha già dichiarato che i voti non sono di sua proprietà e lui non è il pastore con le pecorelle, dunque non dirà chi è meglio votare al ballottaggio. Ma ha anche aggiunto che “si tratta di scegliere il meno peggio”, escludendo cioè l’astensione o la scheda bianca: il che è già qualcosa.

MaCasson non è meno peggio di Brugnaro: è molto meglio. E nessuno può saperlo meglio dei 5Stelle, che l’hanno avuto accanto in tante battaglie al Senato, per la decadenza di Berlusconi, contro il salva-evasori, sull’anticorruzione e sul voto di scambio, quasi sempre in dissenso col suo partito. Sanno bene che Casson è il più “grillino” del Pd e conoscono il suo curriculum di magistrato coraggioso e di uomo specchiato: proprio quello che ci vuole a Venezia per fermare le grandi navi e l’assalto alla diligenza di un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico unico al mondo.

Dall’altra parte c’è Brugnaro, il classico berluschino (o renzino: fino all’ultimo era tentato di candidarsi nel Pd) che viene dal mondo dell’impresa (lavoro interinale, basket e altro) e naturalmente è pieno di business, concessioni e proprietà in Laguna che scatenerebbero una serie di conflitti d’interessi da paura: Brugnaro detto Brugnetta perché è l’ultima creatura di Renato Brunetta che, dopo una lunga collezione di fiaschi elettorali da far invidia a una cantina sociale,tenta di vincere per interposta persona.

Un appello al voto per Casson non snaturerebbe minimamente l’identità dei 5Stelle,sia perché il programma di Casson somiglia molto al loro, sia perché nessuno chiede loro di allearsi o di spartirte: sarebbe un regalo fatto ai veneziani e agli italiani, per evitare che dopo il Mose, le navi mostro, i motoscafi killer e i capolavori griffati, a Venezia qualcuno pensi di asfaltare pure il Canal Grande. Se, come dicono, i 5Stelle sono interessati solo ai programmi, chiedano a Casson di recepire qualche altra loro proposta. E poi gli diano una mano, gratis, a salvare Venezia smentendo chi continua a dipingerli come incapaci di dialogare con i vicini di casa. Gli italiani perbene se ne ricorderanno. E li ricambieranno”.