Maria Elena Boschi: “A Roma non c’è carne di cavallo”. Brambilla e Giornale attaccano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2014 12:07 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2014 12:08
Maria Elena Boschi: "A Roma non c'è carne di cavallo". Brambilla e Giornale attaccano

Maria Elena Boschi (LaPresse)

ROMA – La carne di cavallo mette Maria Elena Boschi nel mirino animalista di Vittoria Brambilla, dell’Enpa e del Giornale di Berlusconi.

Il ministro Maria Elena Boschi, riferisce il Corriere della Sera,

ospite venerdì 19 settembre 2014 alla Festa dell’Unità di Zagarolo (Roma), viene invitata ad assaggiare le pietanze, dalla pasta e ceci a quella con salsiccia e funghi, ma soprattutto il “tordo matto”, piatto locale a base di carne equina. Il ministro si rammarica, “a Roma si fa fatica a trovare il cavallo”, suscitando la reazione dell’Ente nazionale protezione animali.

Secondo l’Enpa, il ministro non ha mostrato “nessun rispetto” per chi “vorrebbe vedere la fine della macellazione dei cavalli, considerandoli per quello che sono, e cioè animali da compagnia”. L’ente accusa: “Persa una straordinaria occasione per tacere, tanta insensibilità la dice lunga sulla sconnessione tra chi ci governa e i cittadini così infelicemente amministrati”.

Una protesta condivisa anche dalla deputata animalista di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla, che ricorda la sua proposta di legge. L’ex ministro si sta battendo perché gli equidi diventino «animali d’affezione». Ciò comporterebbe, sostiene Brambilla “il divieto di macellazione, di importazione ed esportazione a fini alimentari, il divieto di vendita e consumo della carne, oltre che di utilizzazione di questi animali in spettacoli o manifestazioni pericolose o degradanti, una garanzia di controllo attraverso una nuova anagrafe equina”.

Sulla prima pagina del Giornale, Valeria Braghieri chiosa:

Dalle pagine di Vanity Fair cercava un fidanzato, e ci poteva anche stare. Avevamo perfino solidarizzato con lei e la sua voglia di «far casetta», comune a tutte noi donne (secondo il più maschilista dei maschi), imprescindibile, a maggior ragione, per una trentenne rampante che ha deciso di divorarsi la vita e di prendersi tutto. Poi l’abbiamo seguita (la seguiamo ancora da mesi, a dire il vero…) nell’affannosa ricerca della Riforma del Senato. Cosa che le spetta per carica, per impegno nei confronti degli italiani e per missione personale («Noi non dobbiamo essere simpatici, dobbiamo essere quelli che cambiano il Paese»). Ma quando ieri, in visita a Zagarolo (luogo dalla memoria e dai trascorsi di per sé scivolosi, ve lo ricordate un tal Stefano Ricucci, no?), assaggiando le specialità locali, il Ministro Elena Boschi si è rammaricata «di non riuscire a reperire, a Roma, carne di cavallo» (frase che le è valsa una secca risposta da parte dell’Enpa, tipo «più bel tacer non fu mai scritto»), abbiamo pensato che la responsabile delle Riforme sia forse un’ossessiva emula di Proust. E che lei, il tempo, continui a perderlo. Maria Elena da Montevarchi è la Ministra in perenne inseguimento, alla perenne ricerca di qualcosa: «Un karma pesante» direbbe la Bignardi, intesa come Daria. L’uomo, il senso e il sostentamento, ovvero: il compagno, la riforma, la carne. Di cavallo, ahinoi… Hai voglia poi a dire «chi cerca trova».