Marino Stranamore se ne va: Fori chiusi. Col Giubileo…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2015 14:27 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2015 14:27
Ignazio Marino (foto Ansa)

Ignazio Marino (foto Ansa)

OMA – Ignazio Marino vuole lasciare a Roma il suo nefasto monumento di addio, la chiusura definitiva al traffico di ogni qualsivoglia veicolo su via dei Fori imperiali. La revoca di tale vergogna sarà probabilmente anche uno dei primi atti del commissario che solleverà Roma da una delle peggiori vicende del dopoguerra.
Marino sarebbe dovuto essere cacciato da sindaco fin dei primi giorni, quando decise di imporre, per pura ideologia, la chiusura di via dei fori imperiali e alle auto private. Provocò uno sconquasso nel traffico di Roma, mise in crisi un intero quartiere. Forse era troppo presto, forse le lealtà politiche impedirono critiche troppo severe alle intemperanze del sindaco, forse il vero partito dominante della coalizione Pdl Sel, Sel, non non aveva nulla da obiettare a un provvedimento così ferocemente antiborghese.

Dei quotidiani di Roma, solo il Messaggero partì lancia in resta contro Marino. Repubblica, meno diffusa ma di maggiore peso politico nella sinistra si trasformò in una specie di Pravda, in modo abbastanza imbarazzante e con significativa perdita di consenso fra i lettori già in calo.
La tragica situazione che si prospetta per Roma alla vigilia dell’uscita di Ignazio Marino dal Campidoglio è ben tracciata dal Messaggero, con due articoli di Fabio Rossi, Laura Larcan e Simone Canettieri.

on bastassero i cantieri a singhiozzo, tra ritardi nell’arrivo dei fondi e appalti bloccati, sul Giubileo piomba un’altra fonte di incertezze e preoccupazioni: la chiusura definitiva e totale dei Fori Imperiali al traffico, pubblico e privato, che Ignazio Marino ha deciso di lasciare, in extremis, come suo lascito amministrativo alla Capitale. L’accelerazione è contestata da più parti, vista la situazione politica del Campidoglio: il sindaco è dimissionario, la giunta resta in carica soltanto per l’ordinaria amministrazione, il 2 novembre a Palazzo Senatorio si insedierà il commissario straordinario. Ma i maggiori timori riguardano gli effetti sulla viabilità cittadina, soprattutto in vista dell’Anno Santo: via dei Fori Imperiali è una delle strade più battute dai visitatori e, vista la situazione tutt’altro che ottimale del trasporto pubblico romano, una chiusura repentina, senza un adeguato piano generale del traffico che riguardi tutta l’area circostante, potrebbe avere effetti deleteri. Tanto che da ambienti istituzionali romani trapela la possibilità che il futuro commissario possa decidere di revocare la decisione dell’attuale primo cittadino.
I TRASPORTI
Uno degli ostacoli più difficili da superare, ammettono in Campidoglio, sarà certamente la riorganizzazione del trasporto pubblico, visto che tra piazza Venezia e il Colosseo circolano ancora diverse linee di bus. Esperienze di pedonalizzazione totale già ci sono state, come per il Natale di Roma, Capodanno e le domeniche ecologiche. Ma si trattava di giornate festive, una tantum, e senza la pressione di un evento straordinario come il Giubileo. Rivoluzionare tutte le sette linee di autobus che passano per i Fori, nei giorni festivi, creerebbe ulteriori difficoltà a un sistema di trasporti già al collasso, peggiorando anche il traffico privato in tutta l’area, nevralgica per la circolazione nel centro storico. Per ridisegnare la mappa dei percorsi dei mezzi pubblici in maniera efficace servirebbe uno studio approfondito e adeguate sperimentazioni. Ma i tempi tecnici, evidentemente, non ci sono, e per il trasporto cittadino si tratterebbe di un rischioso salto nel buio, perlopiù a ridosso dell’apertura della Porta Santa.
GLI ALTRI
Stesso problema anche per i taxi, che sarebbero costretti a evitare l’arteria e a fare giri molto più lunghi nel traffico. La categoria è già in fermento: «È proprio il caso di dire che al peggio non c’è mai fine e questa volta è riferito alla folle idea del sindaco dimissionario Marino, che vorrebbe pedonalizzare completamente i Fori Imperiali – sottolinea Alessandro Atzeni di Uiltrasporti settore taxi – Non è bastato aver consegnato una delle aeree archeologiche più belle del mondo in mano agli abusivi e ai conduttori di risciò, che scorrazzando indisturbati all’ombra del Colosseo operano in totale disinteresse delle norme che regolano il trasporto pubblico». Lo stesso problema riguarderà anche gli Open bus, ossia le linee di pullman che portano i visitatori in giro per i siti turistici e monumentali della Città eterna. Anche in questo caso si tratterebbe di modificare gli itinerari di questi mezzi, che saranno prevedibilmente presi d’assalto durante il Giubileo, costringendoli a incastrarsi in strade alternative già abitualmente soggette a ingorghi, da via Labicana a via degli Annibaldi.

L’articolo di Simone Canettieri e Laura Larcan:

L’impatto sarà tutto sulla viabilità pubblica. Deviazione di ben sette linee autobus, traffico ingolfato sulla traiettoria di via dei Cerchi e via Petroselli (alla faccia del parco archeologico), e tempi d’attesa dilatati alla fermata dell’autobus. Lo scenario è solo «teorico», ma «altamente probabile» e «vicino alla realtà». Nessun commento ufficiale dall’Agenzia per la Mobilità. Ma a poche ore dall’annuncio dell’ultimo “sogno” del sindaco Marino, i tecnici hanno già un’idea delle «conseguenze di questo sogno». Aspettano a parlare, gli ingegneri prendono tempo per studiare come riorganizzare l’intera rete. Ma su una cosa sono tutti d’accordo: per sostenere senza scosse la rivoluzione di sette linee di autobus pubblici (il 51, 75, 85, 87, 117, 118 e la linea notturna N2), l’unica soluzione è aumentare il numero di mezzi da mettere in campo. Solo così si può mantenere l’attuale standard di servizio. Ma sulle potenzialità della scuderia dell’Atac rimangono le perplessità. Le deviazioni dovrebbero adottare la viabilità della domenica, concentrando il nuovo percorso dei bus su via dei Cerchi-Bocca della Verità (ancora fuori dai varchi della Ztl). Ma se nei giorni festivi l’impatto è «poco doloroso», nei giorni feriali si tradurrà in una congestione del traffico. Nel frattempo, sul caos Atac si prende tempo (l’assemblea dei soci di oggi è stata rinviata a giovedì prossimo e in seconda convocazione al 27 ottobre) e sui Fori si va di corsa. «Troppo», per diversi assessori. Che sono rimasti spiazzati dall’accelerazione. C’è chi come Esposito, responsabile uscente dei Trasporti, ritiene che il metodo sia sbagliato: un’operazione così, se non ben calibrata, rischia di creare ulteriori pasticci sulla viabilità che poi andranno a ricasco del commissario con il Giubileo alle porte. C’è poi un gruppo di assessori, tra cui Alfonso Sabella, che ritiene un po’ inopportuno dal punto di vista politico prendere una decisione come questa, non proprio a impatto zero, che poi dovrà essere governata. La delibera sui Fori dovrà essere approvata dalla giunta venerdì o lunedì.
I DUBBI
Il testamento morale del sindaco piace a metà anche a quella che ormai è la sua ex maggioranza. Fabrizio Panecaldo, capogruppo del Pd, spiega che è una «notizia lieta», ma allo stesso tempo sembra bocciarne i tempi e il modo di comunicarla. Perché? «Mi auguro che si coinvolgano anche le forze economiche che gravitano intorno alla via». Un po’ difficile: gli spazi sono stretti e il 2 novembre, salvo sorprese clamorose quotate zero, sarà l’ultimo giorno da sindaco di Marino. Come in certi romanzi dunque la storia del protagonista è circolare: il primo atto mediatico coinciderà con l’ultimo. Difficilmente la giunta si spaccherà sulla pedonalizzazione: sarebbe un finale inglorioso per il promotore. C’è chi dipinge questo quadro: scatta la pedonalizzazione integrale, iniziano le proteste dell’universo mondo coinvolto e il commissario revoca il provvedimento. Mortificando così l’ormai ex primo cittadino. «Ecco, questo è un rischio – conclude ancora un assessore molto al dentro delle dinamiche politiche del Campidoglio – che personalmente mi sarei evitato». Il sindaco sta lavorando sodo per chiudere una serie di dossier lasciati in sospeso. I prossimi riguarderanno l’urbanistica. Su Atac invece ancora non c’è una linea: l’azienda è acefala.