Mario Draghi: “Avanti contro Germania”. Merkel: “Crescita con austerity si può”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2014 11:06 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2014 11:06
Draghi: Avanti contro Germania. Merkel: Crescita con austerity si può

Mario Draghi (LaPresse)

BRUXELLES – Mario Draghi alza la voce con la Germania, anche continua a pungere anche la sua Italia. Nella sua cronaca sull’intervento di Mario Draghi davanti al Parlamento europeo lunedì 22 settembre, Andrea Bonanni scrive su Repubblica che Mario Draghi

“se l’è presa con la Germania, anche se mai citata esplicitamente”,

dicendo:

“I Paesi che hanno margini di bilancio dovrebbero seguire le raccomandazioni specifiche del Consiglio europeo che loro stessi hanno approvato”.

Si tratta, secondo Andrea Bonanni, di

“un invito a Berlino a stimolare la domanda interna, come ha ripetutamente chiesto l’Europa”.

All’ invito ha indirettamente risposto picche la cancelliera Merkel. Nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro della Francia Manuel Valls, Angela Merkel ha detto:

“Ci sono diverse possibilità di generare crescita anche senza soldi aggiuntivi”, come ad esempio l’abbattimento della burocrazia e l’agenda digitale. Prima di investire, secondo Angela Merkel, bisogna capire dove investire per generare crescita: ”La Germania ha dimostrato che si può consolidare le finanze e generare crescita”.

La polemica con Berlino, nota Andrea Bonanni, non si limita ad Angela Merkel:

“Ancora più duro Mario Draghi è stato rispondendo alle critiche della Bundesbank, secondo cui la politica monetaria espansiva della Bce rischia di creare bolle speculative”.

Mario Draghi ha detto:

“Al momento non vediamo segnali di crescita della leva finanziaria e non vediamo neppure segnali particolari di eccessi sul fronte finanziario”.

Un modo per dire, chiosa Andrea Bonanni, che

“la Bce, nonostante le resistenze tedesche, intende andare avanti e «avvalersi di ulteriori strumenti non convenzionali nell’ambito del nostro mandato. Siamo pronti ad alterare la mole e la composizione del nostro intervento non convenzionale, se dovesse rendersi necessario a gestire ulteriormente i rischi di un periodo eccessivamente protratto di bassa inflazione».
“Dunque si procede con il finanziamento alle banche condizionato alla concessione di prestiti ai privati. Si procede da ottobre con la cartolarizzazione dei crediti bancari. E, se sarà necessario, si passerà al «quantitative easing» con l’acquisto diretto di titoli di debito sul mercato «senza negoziati con i governi»”.

Per dare a ciascuno il suo e certo anche una mano alla spinta di Matteo Renzi per le riforme strutturali, Draghi

“ha accusato senza mezzi termini alcuni governi di aver sprecato il vantaggio procurato dalla Bce con l’intervento per raffreddare gli spread:

«Che fine hanno fatto gli immensi risparmi che i Paesi dell’area euro hanno potuto avere grazie alle misure prese dalla Bce?. Alcuni li hanno utilizzati per buoni fini, che negli anni daranno i loro frutti. In altri sono stati semplicemente usati per finanziare la spesa pubblica».

“Una critica manifestamente rivolta all’Italia, pur senza nominarla”.