Rassegna stampa. Monti smentisce: “Non posso tagliare le tasse”. Merkel difende Draghi

Pubblicato il 17 agosto 2012 9:30 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2012 9:31
La prima pagina de Il Corriere della Sera

Il Corriere della Sera 17_8_12

“Non posso tagliare le tasse”. Il Corriere della Sera: “Nessun taglio di tasse in vista, anche se il carico fiscale sopportato dagli italiani è alto. Mario Monti chiarisce i piani del governo in un giorno di rialzo per le Borse di Madrid e Milano. Merkel difende Draghi dalle critiche”.

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Tanti centri (piccoli e confusi). Editoriale di Pierluigi Battista:

“È un’intera porzione della nostra società che stenta oggi ad essere rappresentata. Che si riconosce nello sforzo del governo Monti e che vorrebbe trasformare il rigore da obbligo dettato da circostanze eccezionali a scelta consapevole per qualunque governo «politico» in grado di amministrare l’eredità di un governo «tecnico» senza sperperarne i risultati e senza dilapidare il capitale di fiducia riconquistato, almeno in parte e mai irrevocabilmente, nella comunità internazionale. Questa parte dell’Italia oggi è senza voce politica e ancora non si vedono i contorni di chi potrebbe chiederle la fiducia nella prossima tornata elettorale. Troppe contraddizioni, troppi tatticismi, troppi comportamenti ondivaghi e anche opportunistici indeboliscono la promessa di chi vuole proporre agli italiani una ricetta nuova e diversa. Tanti piccoli «centri» destinati, in questo modo, all’irrilevanza. O alla subalternità”. 

Il caso Wikileaks. Duello nel cuore di Londra. L’Ecuador gli concede l’asilo. Scotland Yard: lo arresteremo. Dal corrispondente da Londra Fabio Cavalera:

“È un braccio di ferro: Julian Assange ora ha l’asilo diplomatico ecuadoriano ma Londra ha una sua legge che le permetterebbe di arrestarlo in quello che, per il diritto internazionale, è territorio inviolabile (l’ambasciata dell’Ecuador). Sarebbe un atto di forza. Ma tutto è possibile in questo caso che vede intrecciarsi mille contraddizioni. Julian Assange è un «eroe» della libertà di pensiero e di stampa, è stato bravo e coraggioso. Pochi mesi fa intervistò Correa, il presidente dell’Ecuador, che pubblicamente lo elogiò (lui Correa che vede i giornalisti come il fumo negli occhi). E l’intervista andò in onda su Russia Today, emittente finanziata da Mosca. Che notoriamente non è la patria del diritto di espressione. Dettagli. Attorno a Julian Assange si gioca una battaglia diplomatica e di diritto importante”.

Medio Oriente. Dalle università italiane al fronte “Pronti a uccidere o morire”. Articolo di Alessandra CoppolaGuido Olimpio:

“Il ragazzo magro, timido e pallido al tavolino del bar della stazione di una città del Nord Italia si chiama Maher e ha combattuto sul fronte di Aleppo. Niente Ramadan per oggi: è in viaggio. Ma non ha fame. Molti caffè, una sigaretta dietro l’altra, prelevate da un pacchetto di marca Master, siriana. È tornato da tre giorni appena, e già pensa a ripartire. «Un disastro laggiù, specialmente per i civili.
Maher non è l’unico. Una piccola truppa di partigiani dell’«Esercito libero» s’è mossa anche da qui, dall’Italia. Studenti, soprattutto, ma pure lavoratori. Perfettamente integrati, magari moglie e figli, hanno deciso di raggiungere la famiglia di origine, il padre e i fratelli che hanno imbracciato le armi contro Assad. Altri sono arrivati dalla Spagna, dalla Gran Bretagna e dalla Francia”.

La prima pagina de La Repubblica

La Repubblica 17_8_12

La Repubblica: “Monti: Sacrosanto ridurre l’Irpef ma il taglio è ancora prematuro. E i partiti già litigano sui criteri”.

La doppia linea d’ombra. Editoriale di Massimo Giannini:

“Paesi che prosperano irresponsabili a spese delle finanze tedesche, contro la Bce dell’“italiano” Mario Draghi che gli regge il gioco, e alla fine contro l’euro che finisce per mettere in comune i vizi dei “latini” e le virtù dei “teutoni”. Il voto del prossimo anno non pesa solo a Roma. C’è un elettore anche a Berlino. Ma finora, almeno da quelle parti, non si era mai visto un fuoco incrociato che vede convergere i partiti della maggioranza, la Cdu e l’Fdp, e quelli dell’opposizione, la Spd, su una stessa linea non più solo rigorista, ma al dunque anche potenzialmente anti-europeista. Una linea populista e difensiva, quella emersa a sinistra con Schneider, che dà voce al contribuente tedesco stanco di pagare il costo dell’integrazione europea e del salvataggio dei Paesi periferici dell’eurozona: non i 310 miliardi di cui parla la Merkel, ma quasi 1.000 se si sommano gli aiuti, i crediti e le garanzie prestate finora dalla Bundesrepublik. Una linea sciovinista e quasi eversiva, quella rilanciata a destra da Willsch e Schaeffler, che dà corda all’ortodossia monetarista della Bundesbank stanca di soccombere nel board di una Bce ormai trasformata in una “bad Bank” finanziatrice di Stati-canaglia: dunque, si cambi “la regolamentazione del peso dei voti nelle sedi decisionali dell’Eurotower”.

Caso Ilva. Ministri a Taranto, istituita la zona rossa Il governo parte civile contro l’azienda:

“La Prefettura di Taranto sarà inavvicinabile questa mattina, quando sbarcheranno i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Corrado Clini e Corrado Passera. Il questore Enzo Mangini ha vietato manifestazioni e cortei nel raggio di centinaia di metri da Palazzo del Governo. Autorizzata solo una manifestazione nella lontana Piazza Immacolata. Erano già stati programmati due cortei da ambientalisti e comitati per accogliere la missione ministeriale spedita nella città dei due mari dal presidente del Consiglio Mario Monti per provare a disinnescare la bomba Ilva. Già, perché Taranto è l’epicentro di un terremoto giudiziario che rischia di
trasformarsi in uno tsunami sociale ed economico. La grande fabbrica è sotto sequestro per i veleni industriali. Benzoapirene e diossina uccidono e fanno ammalare, sostengono i periti dell’incidente probatorio”.

La prima pagina de Il Giornale

Il Giornale 17_8_12

Il Giornale: “Meno tasse? Manco morto”. Come diminuire la pressione fiscale. Editoriale di Francesco Forte:

“L’abrogazione dell’Imu sulla prima casa costa 4 miliardi, la ri­forma drastica dell’Irap 13. Que­sti sono obbiettivi credibili e con­creti. La vera riforma dell’Irpef possibile e desiderabile starebbe nell’abrogare gran parte delle esenzioni e nell’introdurre il quo­ziente familiare: il principio fon­damentale per tutelare la fami­glia.
Non vedo questi temi nell’agen­da Monti. E dove sono le sue rifor­me strutturali? Quella del merca­to del lavoro non c’è, anzi è una controriforma. Le liberalizzazio­ni non hanno riguardato i vincoli alle imprese, l’edilizia, gli appalti, il demanio. La magistratura (vedi acciaieria di Taranto e contratti Marchionne) esercita poteri arbi­trari che competerebbero al pote­re esecutivo e al legislativo.
I tagli alla spesa non hanno (si­no a ora) riguardato i piccoli ospe­dali, le strutture burocratiche del­le Province, le sovvenzioni a fon­do perso. Non c’è una politica del­la crescita e del credito. Al pareg­gio si arriverà tramite l’alto carico fiscale, perché la parte sinistra del­la coalizione è avversa alle rifor­me sopra elencate e alla connessa politica di crescita.
Monti fa quello che può, in emergenza. È molto meglio che il caos. Ma per ridurre i pesi fiscali la strada è diversa”.

La bufala dei dati sulle malattie L’Ilva non è la causa dei tumori. Scrive Franco Battaglia:

“L’errore è nell’aver usato quel dato (probabilità 1/400) per valutazioni pa­tologiche. Per capirci: se mi chiedete quanti caffè potete bere in una volta ac­cettando una probabilità di morire di 1/400, io vi suggerisco il limite di un espresso; se accettate una probabilità di morire di 1/200 vi concedo un espresso doppio. Questa è protezio­ne. Passare alla patologia non si può. Lo fecero gli epidemiologi che all’indo­mani della disgrazia di Chernobyl pro­nosticarono decine di migliaia di de­cessi per tumore alla tiroide: furono in­vece registrati, in 25 anni, 15 decessi per tumore alla tiroide, tanti quanti se ne registrano, in 25 anni, in qualun­que altra parte del mondo ugualmen­te vasta. E lo fecero gli epidemiologi che stimarono un incremento del 500% dei casi di leucemia attorno alle antenne di Radio Vaticana: non vi fu al­cun incremento”.

Il Fatto Quotidiano: “L’Ilva inquina tutto: chiazza nera in mare e mazzette ai controllori”. Testa di Chicco. Editoriale di Marco Travaglio:

“Anche se dalle intercettazioni emerge il contrario, noi all’ipotesi di giornalisti corrotti dall’Ilva non ci crediamo. È vero che nelle carte dei giudici si legge di un dirigente intercettato che diceva: “La stampa dobbiamo pagarla tutta”. E il “responsabile relazioni istituzionali” Girolamo Archinà rimpiangeva i bei tempi in cui teneva “tutto sotto coperta”, mentre ultimamente “la linea della correttezza e della trasparenza” non ha pagato e auspica di “ritornare tutti a nascondere tutto”. Però i soldi ai giornalisti no, sono matematicamente impossibili. Per un semplice motivo: per controllare i giornali e le tv che contano non c’è bisogno di pagare. Vengono via gratis. Solo uno sprovveduto, o uno straniero abituato ai cronisti del suo paese, metterebbe mano al portafogli per ammansire una bestia già addomesticata di suo. La chiave per capire come funzionava con l’Ilva, così come con tutti i grandi gruppi italioti, è quella del giovane Riva”.

La Stampa: “Monti: niente taglio delle tasse. La Merkel difende Draghi: Sulla crisi la Bce è in linea con la Germania”.

Esteri. Sudafrica, sciopero represso nel sangue Uccisi 18 minatori. Riporta Marco Bresolin:

“Platino e sangue. Rivendicazioni sindacali e repressione. Dura dal 10 agosto la protesta dei minatori sudafricani di Marikana, città a 100 chilometri a Nord-Ovest di Johannesburg. Chiedono salari più alti e condizioni di vita e di lavoro migliori: molti di loro abitano in strutture fatiscenti nelle immediate vicinanze dell’impianto, senza acqua corrente. Ma le trattative con l’azienda britannica Lonmin, proprietaria delle miniere di platino, sono fallite”.

Bce, Merkel fa scudo a Draghi. Il Sole 24 Ore: “Il Cancelliere tedesco gela le polemiche dei «falchi» contro il presidente di Eurotower: il suo impegno è il nostro impegno”.

La svolta giudiziaria sull’impunità finanziaria. Editoriale di Marco Onado:

“L’iniziativa delle procure americane contro sette fra le principali banche mondiali segna una svolta importante nell’indagine sulla manipolazione del Libor e dell’Euribor. Perché la prima a muoversi è stata la procura dello Stato di New York, cioè della piazza finanziaria per eccellenza. Perché si fa riferimento a una legge del 1921 che non richiede che l’accusa dimostri l’intento fraudolento dell’imputato. Perché in un sapiente dosaggio geopolitico, nel mirino dei magistrati sono finite banche americane, tedesche, svizzere e britanniche”.

Il Secolo XIX: “Monti: non posso diminuire le tasse. Genova, controllo sui medici. E gli incassi raddoppiano”. Esteri: “Il premier allergico alla libertà di stampa dà asilo al re dei censurati. L’ambasciata dell’Ecuador rifugio di Assange. Crisi diplomatica a Londra”.

Il Messaggero: “Tasse, Monti rinvia il taglio. I falchi tedeschi attaccano Draghi. Merkel lo difende”. Farmaci generici, nemici specifici. Editoriale di Silvio Garattini:

“Gli articoli della spending review riguardanti la sanità pubblicati sulla Gazzetta ufficiale hanno scatenato una serie di polemiche, di prese di posizione e di proteste. Di cosa si tratta? Per riassumere, dall’entrata in vigore della legge i medici sono tenuti a prescrivere i farmaci attraverso il nome del principio attivo detto anche nome generico. Può essere utile spiegare il significato dei termini. Le prescrizioni sulle ricette riguardano non tutte le ricette ma solo quelle che prescrivono un farmaco per la prima volta a un paziente. Ciò vuol dire che la legge non si applica per tutti coloro che siano già in trattamento con uno o più farmaci. Il principio attivo è la sostanza chimica, di sintesi o estrattiva, che esplica l’attività terapeutica. In un prodotto medicinale il principio attivo è accompagnato da uno o più ingredienti (eccipienti) che hanno varie funzioni come la stabilità, la sterilità e così via”.

Benzina, stangata in autostrada:

“Stangata di agosto sui carburanti: il prezzo della benzina sfiora la soglia dei due euro al litro in autostrada. Per un pieno occorrono circa venti euro in più. Un aumento che colpisce gli italiani in partenza per le vacanze e quelli che sono già sulla via del rientro. Un litro di benzina, avverte la Coldiretti, ormai costa più di un chilo di pasta e ha superato del 50% quello di un litro di latte. Il timore è che questi aumenti si ripercuotano anche sul sistema agroalimentare, con nuovi possibili rincari per tutti i consumatori: Coldiretti infatti stima che i prezzi del trasporto e della logistica incidano per circa un terzo del totale.”

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