Mario Sconcerti sul Corriere: “Non c’è squadra ma solo impotenza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2013 7:53 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2013 7:53
Mario Sconcerti sul Corriere: "Non c’è squadra ma solo impotenza"

Allegri in Parma-Milan (LaPresse)

ROMA – “Non c’è squadra ma solo impotenza”, questo il titolo dell’articolo a firma di Mario Sconcerti sulle pagine del Corriere della Sera di lunedì 28 ottobre.

“Le notizie sono essenzialmente due. La prima è l’eccezionalità della Roma, a cui quasi non si riesce a tirare in porta. Ieri ha avuto un po’ di fortuna sul palo di Muriel, ma il modo in cui ha chiuso la partita è stato da grande squadra. La seconda è la deriva del Milan. Al contrario dell’anno scorso adesso ci sono almeno tre squadre che hanno i mezzi per arrivare fino in fondo. Risalire in classifica sarà relativamente facile, rientrare in zona Champions molto più difficile.

Del Milan si può dire tutto e darsi anche qualunque giustificazione. Ma nessuna è vera se non si parte dalla constatazione che non c’è una squadra. È giusto accusare la difesa, prende troppi gol, ma un anno fa, in un brutto Milan, questa stessa difesa con aggiunti Yepes e Bonera, aveva preso il 40% di gol in meno. In realtà quello che manca non sono solo gli uomini, è una vera fase difensiva. Costant è un buon terzino in una grande squadra, in una che deve per metà difendersi è solo un centrocampista adattato. Abate è più completo, ma l’argomento vale anche per lui. De Jong è un difensore di centrocampo, il centrale dei centrali. È stato spesso adulato quest’anno perché fa bene il facile. Ma De Jong funziona se ha due grandi mezzali davanti a cui dare il pallone. Nel Milan mancano. Montolivo non vuole prendersi responsabilità, ha classe ma gioca come se avesse quarant’anni.

Lo farebbe Muntari, ma non ci riesce. Poli è un piccolo riassunto degli altri, il più vivace. In attacco si gioca su equivoci che non reggono più. Matri arriva adesso al primo gol, El Shaarawy è come uno sconosciuto. Balotelli sta prendendo solo i suoi limiti. Ha segnato appena due gol su azione e subìto tre giornate di squalifica. Una l’ha saltata per infortunio. Il suo carattere è arrivato a far pensare gli serva accanto un badante, cosa offensiva e inaccettabile per principio, figurarsi riferita a uno che dovrebbe lui badare al Milan. Balotelli è «non discutibile» per diritto naturale, come ciascuno di noi. Ma deve capire che vivere da re ha un prezzo quotidiano. O si è in grado di pagarlo, o si fa un passo indietro.

Nel frattempo Allegri è in chiaro smarrimento. Non riesce a dare un minimo di contenuto alle correzioni, nessuna continuità alla squadra. Il Milan comincia a correre solo quando ha già perso la partita, quando non ha più responsabilità. Manca dovunque personalità, anche i giocatori migliori sembrano mezze misure. È chiaro che il vecchio Milan non esiste più, che nel calcio non si possono risparmiare in un anno 100 milioni su 200 di fatturato senza debilitare la squadra. Ma giocare meglio si può, capita anche a chi non ha campioni. È questo senso d’impotenza la vera colpa di Allegri. E non c’è nell’aria nessun profumo di cura.”