Massimo Bossetti, secretati verbali processo fino al 2020

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 14:55 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2015 14:55
Massimo Bossetti, secretati verbali processo fino al 2020

Massimo Bossetti, secretati verbali processo fino al 2020

ROMA – I verbali del processo Bossetti? Secretati fino al terzo grado di giudizio, quindi, calcolando i tempi, fino circa al 2020. E’ quello che ha scoperto Giorgio Sturlese Tosi, un giornalista di Quarto Grado che da anni si occupa del caso Yara Gambirasio. Tempo aveva scritto al presidente della corte che sta giudicando Bossetti, Antonella Bertoja, chiedendo l’accesso ai verbali delle udienze. La risposta lo ha sorpreso, come scrive Luca Telese su Libero:

E dire che il quesito era semplice: «La presente lettera – scriveva Tosi per argomentare la propria richiesta – per chiedere copia dei verbali delle udienze del processo relativamente alle udienze o alle parti di udienze dove non si ravvisino – ad insindacabile giudizio del presidente – elementi lesivi della dignità della vittima e dei suoi familiari».

Ed ecco l’incredibile risposta della presidente: «Visto, si rigetta la richiesta, la pubblicità dell’udienza e il diritto di cronaca – scrive la Bertoja – sono garantiti dalla presenza dei giornalisti in aula, mentre è compito della Corte impedire un possibile uso improprio dei verbali di udienza. Bg 10/12/2015 A. Bertoya».

Riferisce ancora Sturlese Tosi: «A voce, mi si aggiunge, che il divieto vale fino a sentenza definitiva». Lo stesso cronista aveva chiesto un parere sul tema, prima di porre il quesito, al pubblico ministero Letizia Ruggeri, sentendosi rispondere: «Sono assolutamente contraria». Eppure erano favorevoli alla richiesta anche gli avvocati della parte civile che rappresentano la famiglia Gambirasio. Ironico e amarissimo, ovviamente, il racconto affidato da Tosi ad una lettera aperta indirizzata al gruppo cronisti lombardo: «Sul rispetto dell’ordinanza vigilano numerosi carabinieri e guardie private e due accessi con metal detector. Pubblico e giornalisti vengono, talvolta, perquisiti e invitati a togliersi persino le scarpe. Per graziosa concessione del presidente – chiosa Tosi – possono, però, come usava due secoli fa, entrare i pittori che vogliano riprodurre in vignette le fasi del dibattimento».