Massimo Giannini esordio a Ballarò con Romano Prodi ma Scalfari va da Floris

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2014 12:00 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2014 12:01
Massimo Giannini esordio a Ballarò con Romano Prodi ma Scalfari va da Floris

Torna su Raitre Ballarò con Giannini – a sinistra – alla conduzione (LaPresse)

ROMA – Nel giorno del debutto di Massimo Giannini a Ballarò partono i siluri da destra.

Colpo da Libero on line:

“Un’indiscrezione a poche ore dalla diretta. Una di quelle indiscrezioni che pesano. Tra poche ore, nella prima serata di martedì 16 settembre, si consumerà il primo round del duello televisivo più atteso dell’anno: Giovanni Floris contro Massimo Giannini. Dimartedì del conduttore passato a La7 contro quel Ballarò affidato all’ex firma di Repubblica. Un duello senza esclusione di colpi, tra promo, paginate di pubblicità sui giornali, interviste, frecciatine, polemiche, Roberto Benigni eMaurizio Crozza. Un duello che, stando alle insistenti indiscrezioni che circolano nelle ultime ore, si dovrebbe arricchire della presenza di un pesantissimo pezzo da novanta: Eugenio Scalfari. Già, Barbapapà, infatti, sarà ospite in uno dei due studi. Quale? E’ qui che viene il bello: in quello di Giovanni Floris, su La7. Una vera e propria coltellata alle spalle dell’ex vicedirettore di Repubblica…”

Sul quotidiano Libero in edicola martedì mattina, 15 settembre, Francesco Borgonuovo distilla veleno:

“Ci sono ragazzi che scrivono a Topolino. Altri si rivolgono ai propri idoli musicali o cinematografici. Qualcuno, più ardito, manda biglietti alle fidanzatine. Massimo Giannini, invece, scriveva lettere a Eugenio Scalfari. Roba che, se la vengono a sapere i compagni di scuola più grandi, passano il tempo a smutandarti fino alla fine dei tuoi giorni. Eppure il neo conduttore di Ballarò è fierissimo di questo aneddoto sulla sua adolescenza.
Nelle interviste ripete colmo di gioia che, nove anni dopo la sua missiva a Barbapapà, si presentò a colloquio a Repubblica e fu preso.
Dunque non può che essere grato al sommo Fondatore. Il quale, tuttavia, ha deciso di ripagarlo con ben altra moneta: questa sera, infatti, sarà ospite di Giovanni Floris a Dimartedì su La7.
Come dire: Giannini lo adora e gli manda letterine da quando è piccolo, in ogni intervista parla di lui ed Eugenio che fa? La sera della prima puntata di Ballarò partecipa come ospite d’onore alla prima del programma concorrente. Alla faccia dell’amicizia.
Già ci immaginiamo Giannini che corre a casa a strappare tutti i poster di Scalfari appesi nella cameretta, piangendo lacrime amare”.
Un maligno superstizioso ha però liquidato cinicamente il “tradimento”: “Chissà che questo a Giannini non porti fortuna”.
D’altra parte, con Ilvio Diamanti e Romano Prodi e chissà ancora chi, con Scalfari la trasmissione sarebbe parsa una estensione di Repubblica Tv.

Sempre da Libero un’altra goccia amara:

“Durante la conferenza stampa a quanto pare, secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbe stato anche un regolamento di conti tra Giannini ed una giornalista di Repubblica che avrebbe chiesto al neo-conduttore come mai adesso rinneghi le campagne portate avanti sul quotidiano contro gli stipendi e gli sprechi della Rai. Insomma l’aria si fa pesante. Tra ex colleghi che pungono Giannini e i dipendenti Rai in rivolta ci si chiede quanto possa durare l’avventura dell’ex firma di Repubblica in un ambiente così ostile…”.

Un po’ gli rode a quelli di Repubblica: Giannini è il più bravo e anche il più autonomo. Forse nell’attacco di Massimo Giannini alla Usigrai hanno letto l’inchiostro simpatico. Chissà.

Sul Giornale un altro siluro, anzi mezzo siluro, perché la cronaca di Pier Francesco Borgia è da manuale. Il titolo invece becca il punto debole più evidente della trasmissione, la presenza in studio di Romano Prodi, quasi un cappello sulla sedia di una parte della sinistra:

“Giannini si finge super partes ma per l’esordio sceglie Prodi”

è il titolo. L’altro punto debole di immagine, meno evidente, è avere sostituito il sondaggista Pagnoncelli con Ilvo Diamanti, bussola del pensiero di Ezio Mauro, direttore di Repubblica. Mossa azzeccata per un Giannini in cerca di coperture, che con questo dimostra un cervello abbastanza fino, ma non esaltante per chi si aspettava un guizzo di novità.

L’articolo di Pier Francesco Borgia è invece ricco di dettagli:

“«Mai mi sarei immaginato nella vita – confessa Massimo Giannini, ex vicedirettore di Repubblica e da questa sera conduttore di Ballarò su Rai3 – che un giorno avrei avuto una platea di giornalisti tutta per me». Effetto di una conferenza stampa, quella tenuta lunedì 15 settembre a viale Mazzini, dove non solo si presentava il programma, che quest’anno cambia volto e voce, ma dove si replicava anche alle tante fughe di notizie che stanno gettando sul format di Raitre più di un’ombra.

Al fianco di Giannini c’era il direttore di Raitre Andrea Vianello. Ed è quest’ultimo a mettere nero su bianco le risposte definitive ai dubbi che serpeggiano da giorni.

«Il costo di Ballarò non è lievitato (i giornali hanno parlato di guadagni stellari per il suo nuovo conduttore, ndr). Siamo in linea con quelli dell’anno passato – spiega Vianello – Anzi la trasmissione durerà mezz’ora in più». Inoltre, aggiunge il direttore di Rai3, questa trasmissione «è la migliore della rete nel rapporto costo/share». Giannini spiega soprattutto come sarà la trasmissione: meno ingessata e meno sensibile al bisogno di visibilità dei politici.

«E soprattutto né di destra né di sinistra».

Avrà come sondaggista Alessandra Ghisleri e come opinionista Ilvo Diamanti. Un ruolo non secondario verrà affidato all’attore Filippo Timi protagonista di una mini-fiction dedicata a un politico popolare ma privo di scrupoli.

Vianello approfitta della conferenza stampa per rispondere a distanza a Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza, che lamentava nei giorni scorsi l’inopportuna – a suo dire – scelta di un esterno per coprire il ruolo che fu di Giovanni Floris.
In clima di spending review, è il senso dell’attacco di Fico, dare cachet stellari a un esterno senza valorizzare le risorse aziendali è un insulto al buonsenso. «Anche Floris era un esterno – puntualizza Vianello – ma la Rai deve essere culla delle migliori professionalità esterne. Dobbiamo avere la capacità di attrarre».

E sull’esito di questa nuova avventura Giannini si mostra sereno. «Guarderò i dati Auditel, ma non mi ammalerò per questi».

La sfida con Floris? «À la guerre comme à la guerre» chiosa Giannini.

La prima puntata, infatti, sarà una partenza col botto, tanto per non rischiare.

Non solo ci sarà Romano Prodi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, ma la prima puntata del nuovo Ballarò ospiterà anche un intervento a sorpresa di Roberto Benigni.

Nella scorsa stagione, un po’ come gli altri talk, anche Ballarò ha perso ascolti: passando dal 16% al 13% di share medio. «Il modulo funziona, rivoluzioni non servono – assicura Giannini – c’è stato però un calo e qualcosa va cambiato».

A partire dai comici. Maurizio Crozza, infatti, non sarà più della squadra visto che sempre questa sera sarà ospite di Floris su La7. «Un avvicendamento tra le migliori firme della satira è parte dell’innovazione che vogliamo apportare» conclude Giannini”.