Massimo Giuseppe Bossetti, lo psichiatra Paolo Crepet: “Ecco perché non parla”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Agosto 2014 20:47 | Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2014 20:47
Massimo Giuseppe Bossetti, lo psichiatra Paolo Crepet: "Ecco perché non parla"

Massimo Giuseppe Bossetti, lo psichiatra Paolo Crepet: “Ecco perché non parla”

BERGAMO – Impassibile al momento dell’arresto, quasi mansueto e remissivo. Non una parola in 50 giorni in una cella di isolamento. Non un confessione, qualora sia colpevole, né una scenata qualora sia un’innocente in cella. Massimo Bossetti, accusato del’omicidio di Yara Gambirasio, sembra impassibile e imperscrutabile. Perché non parla? Prova a spiegarlo lo psichiatra Paolo Crepet a Libero:

«Chi sa di avere compiuto qualcosa – spiega lo psichiatra Paolo Crepet – solitamente resiste di più. Ma anche chi è innocente può avere un atteggiamento di forza». E allora come prima cosa proviamo a entrare nella testa e nelle emozioni di Bossetti, qualora fosse colpevole. «Un uomo che sa di aver commesso un crimine tiene duro, guarda avanti e nel frattempo, magari, maledice la sfortuna per essere stato preso. Ma non confessa. Perché con il passare del tempo si genera un distacco emotivo. Un conto è se ti prendono dopo un giorno, quando c’è un’aura di emozione che può tradirti, un contro dopo quattro anni. Tradotto, più trascorrono i mesi, più uno si sente neutro. E più è improbabile che decida di aprire la bocca».

E nella testa e nelle emozioni di Bossetti, qualora fosse innocente, cosa si potrebbe trovare? «Dobbiamo partire dal presupposto che non siamo tutti uguali – dice Crepet – e nella medesima situazione qualcuno potrebbe sbattere la testa contro la parete, altri restare glaciali perché sono convinti che la verità verrà fuori. È una situazione più rara, questa, ma non impossibile, anche perché chi è accusato di reati di questo genere non sempre ha fretta di uscire: finché non vieni assolto, in carcere ti senti protetto. La forza di andare avanti senza crollare, inoltre, può dartela una figura femminile: se la donna che ami non ti abbandona, ti senti protetto (la moglie di Bossetti, in carcere, avrebbe detto al marito: «Io ti credo» ndr).