Massimo Giuseppe Bossetti-Marita Comi, le intercettazioni in carcere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2015 9:47 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2015 9:47
Massimo Giuseppe Bossetti-Marita Comi, le intercettazioni in carcere

Massimo Giuseppe Bossetti

ROMA – Gli investigatori hanno registrato i colloqui tra Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, e la moglie Marita Comi in carcere. Alcuni passi salienti dei colloqui tra i due vengono riportati da Repubblica in un articolo di Paolo Berizzi e Piero Colaprico.

Comi : «Ma è vero che andavi a fare le lampade?»
Bossetti : «Eh (piangendo)» C: «È vero che andavi a farti le lampade. Uhm? Guardami».
B: «Ma parecchio tempo fa… Io non ci ho niente a che fare con lei, la Yara non so neanche chi è».
B: «Il mio dna è sul… basta, la mia fregata è quello.. come fai a fare una cosa del genere… Marita, dai, a una bambina… (piange) Però se sono certi è un guaio è vero che mi fermavo una volta a fare le lampade ma che cazzo te ne frega non te l’ho detto perché erano cinque sei euro ».
C: «Hanno detto che spendevi 100 euro a settimana».
B: «Chi l’ha detto?» C: «Quella delle lampade, la bionda » (…)

Quando Yara Gambirasio fu ritrovata, le scarpe erano state trovate slacciate. Come se qualcuno gliele avesse rimesse ai piedi.

B: «Gli ho detto anche se dovessi essere stato io a rincorrerla in un campo, in quel periodo pioveva o nevicava, ricordi?».
C: «Quella sera lì no, però».
B: «Il campo era bagnato la terra impalciata e tutto, se tu corri in un campo è facile che le scarpe si perdano ».
C: «Dopo tre mesi…?».
B: «Eh, non so, è un casino, io voglio uscire di qua, nessuno mi crede ».
Il dettaglio del campo bagnato, riferito da Bossetti alla moglie, per gli investigatori è un indizio a sfavore (…)