Matteo Renzi destabilizza e “lascia i cocci” a Letta: Marco Conti, Messaggero

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2014 14:13 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 14:13
Matteo Renzi destabilizza e "lascia i cocci" a Letta

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Matteo Renzi destabilizza il Governo, speriamo non anche l’Italia, e Marco Conti sul Messaggero affida a un sottosegretario del Governo Letta messo al Governo “in quota Bersani – Epifani” una battuta di sintesi:

“Matteo strappa e lascia ad altri raccogliere i cocci”

La fonte della battuta, informa Marco Conti, è

Uno che ha sostenuto Cuperlo nella corsa alla segreteria, che milita in quel 18% tutto di sinistra e che si mostra un po’ spiazzato dalla sintonia di Renzi con il Landini della Fiom così come dalle aperture del segretario alle unioni civili”

La ”grana” provocata dalla battuta arrogante  e poco politica di Matteo Renzi, “Fassina chi?” e dalle immediate dimissioni di Stefano Fassina (e tutti si aspettano che questa sia la volta buona) è però destinata, nota Marco Conti,

“A scaricarsi tutta sul presidente del Consiglio che dovrà non solo coprire la casella mancante nel governo, ma rassicurare i suoi colleghi ministri che non sono in vista epurazioni sotto forma di rimpasti [pietosa bugia] e che le iniziative e le proposte del Pd verranno valutate dai ministri competenti. Un’altra grana in vista della stesura del patto di coalizione che dovrà contenere anche il Job act renziano e che si somma al pressing di Renzi sulla legge elettorale e sulla riforme istituzionali che hanno già creato qualche problema di ruolo al ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello.”

“Il rimpasto non è al primo punto dell’agenda di Enrico Letta  che ha sempre posto il problema della ricomposizione della squadra di governo (ancora sguarnita in più punti dopo l’uscita di Forza Italia), all’ultimo posto. Renzi è d’accordo – al punto da liquidare sarcasticamente anche Fassina che da settimane chiede il rimpasto – ma continua a mantenere altissima la tensione dentro la maggioranza di governo continuando a sostenere che sulla legge elettorale e sulle unioni civili non intende limitarsi alle forze che sostengono il governo. “L’avvertimento di Cicchitto («con le maggioranza variabili cade il governo») preoccupa poco Matte Renzi, che sabato, nel corso della segreteria, ha messo in fila un’altra serie di argomenti che rischiano di alimentare lo scontro direttamente con i ministri titolari delle materie. “Un assaggio si è avuto ad inizio anno quando Renzi ha detto che il parametro del 3% imposto dall’Europa può essere superato”.

“Con il job act che stanno mettendo a punto Mariana Madia  e Filippo Taddei, il Pd di Renzi entrerà a piedi pari nell’agenda dei ministri Giovannini, Saccomanni e Zanonato. Se reggeranno – responsabili dei dicasteri e partiti alleati – all’impatto delle richieste che passeranno prima per la direzione del Pd, Letta potrà limitarsi ad una semplice integrazione della squadra di governo, altrimenti c’è il rischio si apra la necessità di un vero e proprio rimpasto con tanto di nuovo passaggio del Governo alle camere per il voto di fiducia. Ipotesi da brivido. “Letta, che dopo la Befana inizierà ad incontrare i leader dei partiti per arrivare alla stesura del patto di coalizione, continua ad essere convinto che ‘si troverà l’accordo’ e che le fibrillazioni di questi giorni sono normali in una fase di trattativa. Renzi non sembra però disposto a mollare e anche il dopo-patto si annuncia rovente per l’intenzione del segretario del Pd di portare comunque nelle aule parlamentari anche ciò che dovesse rimanere fuori. A cominciare dalla modifica della legge sull’immigrazione e dalla legge sulle unioni civili”.

 

 

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