Matteo Renzi su Twitter. Marco Travaglio: nel Governo manca solo #ladonnabarbuta

Pubblicato il 13 settembre 2014 9:24 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2014 9:24
Matteo Renzi su Twitter. Marco Travaglio: nel Governo manca solo #ladonnabarbuta

Marco Travaglio e i tweet di Matteo Renzi

ROMA – I tweet su Twitter sono per Matteo Renzi “il prolungamento del pene”, sostiene Marco Travaglio in un articolo sul Fatto dedicato al “Grande Twittatore”.

L’articolo è una recensione, amara e sarcastica, di un libro dal titolo
“#Arrivo Arrivo, liberamente ispirato all’arriba-arriba-àndale-àndale di Speedy Gonzales. Sottotitolo: “La corsa di @matteorenzi da Twitter a Palazzo Chigi” (e ritorno)”
di cui sono autori i giornalisti Matteo Grandi e Roberto Tallei, con prefazione di Luca Sofri.
“Primo capitolo: “Il tweet Vangelo secondo Matteo”. Mecojoni. Svolgimento: “Il primissimo tweet di Renzi, cimelio storico da esporre nel museo della comunicazione, datato 8.1.2009, già lasciava intravvedere il suo potenziale comunicativo”. Eccolo: “Torna a pensare che per il Pd fiorentino più che le primarie ci voglia il primario!”.
Torna chi? Parla di sé in terza persona come Povia, il Divino Otelma e i reclusi nei manicomi criminali? Boh. Però il primo tweet non si scorda mai, e già lascia intravvedere. Come pure gli altri: “Pensa che arrivare in Palazzo Vecchio al mattino presto e lavorare da solo nel silenzio della sala Clemente VII”, punto, fine e morta lì. Già pensare è un verbo impegnativo. “Ha lasciato la sala del Consiglio ed è tornato in ufficio. All’una di notte, da solo, con il ritmo dei passi…”, segue rimando a Facebook, che sta a Twitter come le linee-guida alle slide: “…ad accompagnare il rumore del silenzio mentre la penombra illuminava il Salone dei 500. Ci sono dei momenti in cui ti rendi conto di quanto sei fortunato a poter servire la tua comunità. Oggi è uno di questi. Viva Fiorenza!”. Lirismo puro, Dolce Tweet Novo.
Dopo due anni esatti di cure, il 12.1.2011 Matteo nostro riesce finalmente a cinguettare in prima persona: è la scoperta dell’Io, non meno devastante del Lui. Infatti El Twitador inizia subito a cazziare quelli che comunicano in terza persona: “@Donadelli74 entrare su Twitter e lasciarci il portavoce è roba da sfigati”. Concetto alato, tipico degli statisti momentaneamente ristretti a fare i sindaci.
Siccome però scripta manent e i tweet di più, fa tenerezza rileggere quelli con cui il Twittatore Folle deliziava i fiorentini: “Io sono per abolizione finanziamento pubblico a partiti e giornali e per mostrare conti correnti e proprietà dei politici”.
Ma non del finanziere Marco Carrai, che nello stesso periodo gli metteva gratuitamente a disposizione un pied à terre in via degli Alfani 8, all’insaputa degli elettori e dei lettori di Twitter.
In ogni caso, non appena andrà al governo, Renzi dimenticherà prontamente l’abolizione dei fondi pubblici a partiti e giornali.
Seguiranno “#enricostaisereno” e “un forte abbraccio a @EnricoLetta”, un attimo prima dell’incaprettamento.
Il mitico “Berlusconi sa che se vinciamo noi lui è il 1° rottamato”. E l’imperituro “Scegliendo le persone più competenti, l’Italia può diventare la più bella startup del mondo”, 13 mesi prima di scegliere Boschi, Madia, Pinotti, Alfano, Lupi, Lorenzin, Orlando, Guidi e la vigilessa. Manca giusto #ladonnabarbuta”.