Michael Schumacher, Volgograd, terremoto Napoli: prime pagine e rassegna stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 dicembre 2013 8:27 | Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2013 8:27

Il Corriere della Sera: “La lite sul bilancio del Pd”. Troppe leggi, poche regole. Editoriale di Michele Ainis:

La madre dei cretini è sempre incinta, diceva Flaiano. Anche la patria del diritto, però , farebbe bene a usare qualche pilloletta anticoncezionale. Perché le sue creature sono troppe, e ciascuna indossa l’ermellino di Sua Maestà la Legge. Abbiamo in circolo leggi sui tosaerba, sulle camicie da notte, sulle galline, sui pedaggi stradali dei camionisti. Il virus legificatore ha contagiato pure i prosciutti, con tre leggi sul San Daniele (rispettivamente d e l 1970 , del 1990 , d e l 1999) e un’altra sul pignoramento dei prosciutti (vi si provvede «con l’apposizione sulla coscia di uno speciale contrassegno indelebile»: legge n. 401 del 1985).
Tuttavia non basta, non basta mai. E il parapiglia normativo che s’è scatenato attorno al decreto salva Roma ne è solo l’ultima esibizione: regole sulle lampade a incandescenza, sulle slot machine, sui chioschi in spiaggia, sulle sigarette elettroniche. Non regole qualunque, no: regole di legge. Quelle che Calderoli, nel 2010, finse di bruciare col suo lanciafiamme spento. Quelle che Bassanini, nel 1997, voleva eliminare attraverso un ampio processo di delegificazione, rimpiazzandole con altrettanti regolamenti. Senza curare il male alla radice, dato che il male è il troppo diritto che ci portiamo in groppa, e dato che per noi asinelli cambia poco se a spezzarci la schiena è una norma regolamentare anziché legislativa. Ma almeno i regolamenti sono flessibili, rapidi da approvare così come da abrogare. Se invece confezioni il prosciutto in una legge, per sconfezionarlo avrai bisogno del voto di mille parlamentari, della promulgazione del capo dello Stato, del visto di legittimità della Consulta.

Il governo alla ricerca di 500 milioni Le detrazioni finiscono nel mirino. Articolo di Mario Sensini:
«Le tasse sulle famiglie nel 2013 sono scese e la tendenza continuerà anche nel 2014» assicura, con un messaggio via Twitter, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Il calo delle imposte dovuto al taglio dell’Imu sulla prima casa e all’aumento delle detrazioni per i figli a carico, deciso con la legge di Stabilità dell’anno scorso, «è importante perché si consolidi il trend di fiducia» aggiunge il premier, mentre i suoi collaboratori sottolineano che «sebbene poco percettibile, l’inversione di tendenza si è avviata». Non sarà per niente facile, però, proseguire sulla strada della riduzione delle tasse: il 2014, anzi, si presenta quanto mai minaccioso per le tasche dei contribuenti italiani.
Ci sarà da pagare la nuova Imu, ribattezzata, ma salata almeno quanto quella pagata nel 2012, tornerà l’Irpef sulle case sfitte e saliranno le imposte di bollo sui conti correnti e i titoli tenuti in banca. Ma c’è anche il rischio di veder aumentare le tasse anche per chi non ha né casa né ricchezze finanziarie e magari ha redditi bassi o bassissimi, vanificando la modesta riduzione delle tasse sul lavoro dovuta al taglio del cuneo fiscale. Un rischio concreto, che potrebbe materializzarsi già nel giro di poche settimane. La legge di Stabilità appena approvata prevede che entro il 31 gennaio il governo debba «razionalizzare» le detrazioni fiscali del 19%, cioè tagliarne alcune, per ottenere un risparmio di 500 milioni di euro già sul 2014 (che saliranno a 700 nel 2015 e si stabilizzeranno a 600 dal 2016).
Terremoto a Napoli, fughe e bivacchi in strada. Articolo di Fulvio Bufi:

 Alle 18 e 5 minuti di ieri Napoli e quasi l’intera Campania (con l’esclusione soltanto della parte più meridionale del Salernitano) ha rivissuto il terrore del terremoto. Di domenica pomeriggio come quel 23 novembre 1980 ma per fortuna con intensità e conseguenze per nulla paragonabili alla tragedia di allora. Eppure si sono rivissute le stesse scene: fughe precipitose in strada, bivacchi per ore di gente tremante e non per il freddo, linee telefoniche in tilt e chiamate a valanga ai vigili del fuoco, ma per avere informazioni più che per richiedere interventi.
Il sisma, di magnitudo 4.9, ha avuto come epicentro una zona compresa tra Piedimonte Matese e San Potito Sannitico, entrambi in provincia di Caserta ma ai confini con il Beneventano, ed è stato avvertito anche in Molise, nel Frusinate e in alcune zone perfino a Roma. Nessuna vittima e nessun ferito, solo qualche intervento medico per malori e qualche trauma dovuto a cadute rimediate fuggendo (a San Gregorio Matese un uomo si è lanciato dalla finestra al piano rialzato ed è dovuto ricorrere al pronto soccorso). Anche il bilancio dei danni non sembra al momento particolarmente rilevante. A Napoli non si registra nulla, piccoli danni invece nella zona dell’epicentro (cornicioni e calcinacci crollati a Piedimonte).

La prima pagina di Repubblica: “Gli italiani: meno tasse, basta partiti”.

La Stampa: “L’offerta del governo a Renzi”.

Scia fuoripista e cade. Schumacher in coma. “Emorragia cerebrale”. Scrive Cristiano Chiavegato:

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«Schumacher è ricoverato: emorragia cerebrale». La notizia arriva dal sito RMC Sport alle 21.30. Si aggiunge che la moglie e i due figli «gli sono accanto» nell’ospedale di Grenoble. Il lancio viene ripreso dopo pochi minuti da un altro giornale on line, Ledauphine.com: Schumacher è «in uno stato critico». Alle 23, infine, il comunicato ufficiale dell’ospedale non lascia più spazio a dubbi: «Il campione è arrivato in coma ed è stato immediatamente operato al cervello».
In mattinata l’ex pilota sette volte campione del mondo aveva avuto un incidente sciando fuori-pista a Méribel, in Alta Savoia: aveva perso il controllo, finendo contro una roccia. L’impatto con la testa sembrava fosse stato in qualche misura attutito dal casco e per tutta la giornata non erano state diramate notizie allarmanti.
Le sue condizioni, in apparenza e secondo alcuni testimoni non sembravano gravi, anche se si parlava di un trauma cranico. La prognosi, però, non era riservata.

Il comico e Anelka. Gli idoli delle banlieue spaccano la Francia. Articolo di Chiara Rancati:

Un comico senza peli sulla lingua, finito più volte nei guai per battute un po’ troppo pesanti su ebrei e olocausto. Un calciatore dalla cattiva reputazione, specializzato in frasi choc e litigi con la stampa. Un ministro, e un governo, che dopo una serie di episodi sgradevoli hanno fatto della lotta agli insulti razzisti una priorità.
Sono i protagonisti della polemica che agita il mondo politico e sportivo francese in questa fine d’anno, tra accuse di censura, sospetti di antisemitismo e minacce di sanzioni disciplinari.
Al centro dell’uragano c’è il controverso umorista Dieudonné, figlio della banlieue parigina diventato famoso con sketch in bilico tra critica anti-sistema e retorica antisemita. La sua ambiguità e l’abitudine all’insulto lo hanno già allontanato da media e scene tradizionali, ma grazie a YouTube e al teatro parigino della Main d’Or, che ospita i suoi spettacoli, le schiere dei suoi sostenitori restano folte, soprattutto tra i giovani delle periferie, delusi dalla società e dalla politica. Altrettanto nutrite, però, sono le schiere dei suoi detrattori, che negli anni gli sono costati una serie di condanne per ingiuria e istigazione all’odio razziale.
Proprio in risposta all’ennesima denuncia a suo carico, da un presentatore di origini ebraiche, il governo francese ha deciso di intervenire: il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha annunciato di voler vietare gli spettacoli del comico, dato che ormai «non appartengono più alla dimensione creativa ma aumentano il rischio di problemi per l’ordine pubblico».

Donna kamikaze fa strage a Volgograd. È allarme per Sochi. Scrive Anna Zafesova:

Almeno 16 morti, più di 40 feriti e la paura che torna ad avvelenare Capodanno, la festa più amata dai russi. Una bomba alla stazione centrale di Volgograd ha fatto ripiombare la Russia nell’incubo del terrorismo islamista, alzando l’allarme per le Olimpiadi di Sochi, che tra un mese dovrebbero segnare il trionfo d’immagine del Cremlino. Per incrinare il quadro di pace e stabilità è bastata una ragazza con il corpetto esplosivo addosso che si è infilata nell’atrio della stazione. Per accedere alla sala d’aspetto bisogna superare il metal detector e sottoporre i bagagli ai raggi X: controlli introdotti dopo che due anni fa una kamikaze cecena ha fatto 35 morti nell’aeroporto Domodedovo di Mosca. Il 29enne poliziotto Dmitry Makovsky ha notato tra la folla – era circa l’una, stava per arrivare il treno dalla capitale – una ragazza visibilmente nervosa e si è avviato verso di lei per controllare i documenti. Ma la terrorista, rendendosi conto di essere in trappola, ha attivato la bomba.

Il Giornale: “Tasse, le balle di Letta”.

L’editoriale di Francesco Forte:

L’affermazione del premier Enrico Letta per cui in Italia la pressione fiscale nel 2013 è diminuita è errata, dal punto di vi­sta aritmetico e contabile, e contrasta con la real­tà a cui ciascuna famiglia, quest’anno, si trova di fronte. In primo luogo l’aritmetica, cioè la mate­matica, non è un’opinione. La legge di stabilità ha corretto, con la sua manovra, il quadro dei conti redatto a settembre, riguardante le spese e le entrate pubbliche previste per il 2013 per la somma di tutti i governi, denominato «governo generale». Le spese previste per il 2013 aumenta­vano dello 0,8% in confronto al 2012, le entrate del 2013 aumentavano dello 0,7 sul 2012. La pres­sione fiscale non si misura in cifre assolute, ma in rapporto al Pil, il Prodotto nazionale, che è la somma di quelli dei singoli soggetti che operano nel Paese.