Michelle Hunziker-Giulia Bongiorno, legge pro padri separati. Femministe contro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2015 14:06 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 14:06
Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno legge pro padri separati. Femministe: aiutano i violenti

Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno legge pro padri separati. Femministe: aiutano i violenti

ROMA – Le avvocate anti violenza sulle donne contro Michelle Hunzicker e Giulia Bongiorno. Al centro della polemica una proposta di legge che punta a introdurre pene nei confronti di quei genitori che, dopo la separazione, impediscono all’altro genitore di trascorrere dei tempi con i figli, o semplicemente li denigrano davanti ai minori.

Una vicenda complessa, riassunta per Huffington post da Laura Eduati, che inizia in tv, alla trasmissione “Che tempo che fa”. Là la Hunziker presenta e sponsorizza la proposta Bongiorno. Lo spirito è chiaramente quello di aiutare il genitore (nel 95% dei casi, forse più, il padre) a cui è impedito di vedere i figli dopo la separazione.

La proposta riportata da Huffington Post:

È punito con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, nell’ambito delle relazioni familiari o di affido, compiendo sul minore infraquattordicenne ripetute attività denigratorie ai danni del genitore ovvero limitandone con altri artifizi i regolari contatti con il medesimo minore, intenzionalmente impedisce l’esercizio della potestà genitoriale. Se il fatto è commesso con violenza o minaccia reiterata, si applica la pena della reclusione da uno a quattro anni. Se dal fatto deriva una rilevante modificazione dell’equilibrio psichico del minore, le pene sono aumentate

Il problema è che nel parlare di questa legge la Hunziker ha chiamato in causa la Pas (sindrome da alienazione parentale). Pas che è però una sindrome non riconosciuta dalla comunità scientifica e da molti ritenuta una bufala. Pas, soprattutto, sostengono avvocati e femministe, spesso chiamata in causa nei processi proprio dai padri violenti per ottenere la custodia dei figli.

Scrive Eduati:

In questi giorni molti hanno ricordato (qui) come la Sindrome da Alienazione Parentale venga ritenuta sostanzialmente una bufala dalle autorità scientifiche e dalla stessa Cassazione che non diede valore alla diagnosi di Pas sul bambino di Cittadella, trascinato a forza dalla scuola che frequentava perché la madre gli impediva di vedere il padre.

Dopo le proteste di avvocati e femministe Giulia Bongiorno, oggetto di critiche durissime anche da esponenti di diversi centri contro la violenza sulle donne, ha precisato la sua posizione in un comunicato:

In particolare, ci ha colpito il dibattito, del tutto fuorviante, che si è aperto sulla PAS. Questa proposta non ha alcuna pretesa di normativizzare la “PAS” intesa come malattia.
Non si tratta, quindi, di superare i dubbi scientifici con una proposta di legge, ma di tener conto di un allarmante fenomeno sociale che richiede attenzione da parte del legislatore.
Il reato che chiediamo di introdurre sanzionerebbe cioè azioni ben modellate (ripetute attività denigratorie ai danni del genitore; indebita limitazione dei regolari contatti con il genitore mediante altri artifici), sempre che sia intenzionalmente impedita la piena espressione della responsabilità genitoriale.
È lampante come oggi simili comportamenti rischierebbero di sfuggire alla repressione penale: non ricadono infatti all’interno dei maltrattamenti in famiglia, né all’interno della sottrazione di minori.