Migranti, notizie false e razziste sul web. Unar: “Via, è reato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2015 9:20 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2015 9:24
Quelle bufale razziste che avvelenano il web “Cancellatele, è reato”

Notizie false sul web

ROMA – In Italia si sta diffondendo un pericoloso virus xenofobo: la bufala su Internet. Siti, blog, profili Facebook diffondono notizie false, costruite però come assolutamente verosimili, che hanno come obiettivo i migranti. Una vicenda tanto seria da aver fatto muovere l’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del consiglio, che ha costituito un apposito ufficio di cacciatori di bufale.

Come racconta Giuliano Foschini su Repubblica, il compito dell’Unar è cercare siti con notizie false e inviare agli amministratori avvisi di questo tenore: “O cancelli il link, o ti denunciamo per istigazione al razzismo”.

«La notizia da lei pubblicata è palesemente falsa — si legge nelle centinaia di lettere che l’Unar sta inviando in questi giorni — e trasmette un messaggio distorto della realtà che contribuisce a creare un atteggiamento ostile nei confronti della popolazione rom nonché incitante alle xenofobia e all’odio razziale». Per questo, «per non incorrere dalle conseguenze imposte dalla legge, va immediatamente eliminato».

I casi, come spiega il direttore dell’Unar Marco de Giorgi,

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«sono decine e decine. Visti i numeri, abbiamo deciso di creare un osservatorio permanente sul web che grazie anche alle segnalazioni che arrivano sul nostro sito ha unicamente il compito di analizziamo il tema dell’“hate speech on line”, la macchina del fango sul web, che è la nuova frontiera del razzismo. La più difficile da combattere».

Da novembre a oggi sono partite lettere di diffida ai siti che hanno pubblicato le notizie più disparate: c’è chi ha raccontato dei milioni di euro in contati ritrovati in un campo Rom (la notizia è stata riportata identica da una serie di siti dalla Puglia alla Lombardia), oppure sempre di migranti bloccati perché prendevano a sassate una scuola.

Ma perché lo fanno?

Da un’analisi statistica è emerso che i motivi sono diversi, a volte politici (alcune delle bufale sono state messe in rete da Casa Pound e in un caso da un blog di grillini). Oppure dietro ci sono dei navigatori che vogliono guadagnare clic, visto che sono decine di migliaia le visualizzazioni grazie ai rimbalzi sui social network. «Abbiamo istituito — spiega De Giorgi — un numero verde (800901010) che raccoglie anche le segnalazioni mentre nei prossimi giorni annunceremo la settimana contro il razzismo, che si terrà dal 16 al 22 marzo, e che avrà proprio l’obiettivo di sfatare tutti i falsi luoghi comuni sulla immigrazione in Italia. Lanceremo ogni giorno sui social uno stereotipo comune sul web e cercheremo di smontarlo con dati scientifici delle statistiche ufficiali » (…)